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    Dol's Magazine
    Home»Pari opportunità»Di che genere è la politica!
    Pari opportunità

    Di che genere è la politica!

    Caterina Della TorreBy Caterina Della Torre13/01/2013Updated:16/06/2014Nessun commento4 Mins Read
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    di Antonella Panetta vicepresidente Associazione Nazionale DoMus

    Senza alcuna polemica, riportando semplicemente i fatti possiamo rilevare che i vertici delle formazioni politiche italiane sono interamente costituiti dal genere maschile : Bersani, Vendola, Berlusconi, Alfano, Monti, Casini, Fini, Grillo, Ingroia, Maroni, Miccichè, Giannino.

    Questa realtà ha come prima conseguenza che i loro incontri e confronti sono all’insegna di valutazioni, considerazioni, linguaggi e modalità organizzative che appartengono, sono appannaggio della metà circa della popolazione. Seconda conseguenza inevitabile è che per quanto si possano sforzare essi sono identitariamente e giustamente espressione di loro stessi e non possono che riflettere le loro idee anche nelle valutazioni per le nomine degli altri candidati e candidate che parteciperanno alla governance sia come minoranza sia come opposizione.

    E’ evidente che le primarie in parte hanno contribuito a qualche spostamento di posizione e arretramento di spazi da parte degli uomini, la tentazione però anche in questo caso inevitabile e ascritta a quella che è la conoscenza dell’universo che essi stessi rappresentano, conoscono e interpretano è quella di sostituzione e di ricambio con donne che sono vicine, familiari quanto meno obbedienti alle esigenze dei Partiti che al movimento delle donne e alle priorità che il movimento promuove .
    Diventa dunque molto difficile che si possano assumere priorità diverse e opposte a quelle degli ultimi anni.

    In Europa è vero che esistono donne  con posizione di vertice ed è dunque è valida l’osservazione che non è semplicemente la condizione femminile che può determinare una rivoluzione delle priorità e scelte che siano legate alla centralità del benessere delle persone .
    Infatti ritengo che sono i contenuti che il movimento delle donne in questi anni a fatica e con conflittualità hanno elaborato (continuando un laboratorio complesso e parallelo alla politica ufficiale ) che pure è fondamentale e importante oggi più che mai andare a contaminare.

    Con determinazione senza paura bisogna strategicamente occupare spazi politici decisionali di vertice.
    Emma Bonino ad esempio è una donna che ha la cultura, lo spessore, lo stile necessario a diventare Presidente della Repubblica.
    I leader sopra menzionati si riconoscono individualmente e tra di loro la capacità, la competenza di essere ciascuno sintesi di un progetto politic , tranquillamente senza alcun tentennamento e questo nemmeno mi stupisce .
    Semmai mi chiedo con sempre più frequenza come mai le donne fanno fatica a proporsi e a riconoscersi tra di loro come capaci di governo, di amministrazione e di decisione.
    Attualmente ci troviamo ad assistere al torneo che vede soli i cavalieri della tavola rotonda che con disinvoltura possono giocare un gioco che conoscono bene.

    Del resto le regole sono state introiettate attraverso i secoli queste regole sottintendono una divisione dei ruoli che fino a qualche tempo fa era rispettata in ogni ambito .
    Oggi tanti ambiti sono stati valicati a fatica per, oserei dire, entrambi i sessi .
    Le donne hanno conquistato il diritto di studiare, di lavorare, di impegnarsi oltre i confini domestici .
    Eppure l’ordine e il sistema sociale entro cui tutto questo avviene è patriarcale e razionalista con la presunzione di “attraversare la vita”, le donne mostrano la capacità di “farsi attraversare” da essa, come ci insegna Luisa Muraro, ed è proprio su questo tipo di sensibilità che occorre puntare, scommettere. In quest’ottica anche la politica dovrebbe accettare il crollo del mito del soggetto razionale e trasparente, sovrano e positivo della morale cartesiana e kantiana per l’affermarsi progressivo delle identità di genere ridisegnando il sociale, la politica, sulla scorta della dipendenza reciproca e della capacità di ripartire da una diversa organizzazione sociale modificando il mondo del lavoro, le Istituzioni, le organizzazioni, le associazioni ribaltando le priorità .

    antonella panetta genere poilitica
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    Caterina Della Torre
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    Proprietaria di www.dols.it di cui è direttrice editoriale e general manger Nata a Bari nel 1958, sposata con una una figlia. Linguista, laureata in russo e inglese, passata al marketing ed alla comunicazione. Dopo cinque anni in Armando Testa, dove seguiva i mercati dell’Est Europa per il new business e dopo una breve esperienza in un network interazionale di pubblicità, ha iniziato a lavorare su Internet. Dopo una breve conoscenza di Webgrrls Italy, passa nel 1998 a progettare con tre socie il sito delle donne on line, dedicato a quello che le donne volevano incontrare su Internet e non trovavano ancora. L’esperienza di dol’s le ha permesso di coniugare la sua esperienza di marketing, comunicazione ed anche l’aspetto linguistico (conosce l’inglese, il russo, il tedesco, il francese, lo spagnolo e altre lingue minori :) ). Specializzata in pubbliche relazioni e marketing della comunicazione, si occupa di lavoro (con uno sguardo all’imprenditoria e al diritto del lavoro), solidarietà, formazione (è stata docente di webmarketing per IFOA, Galdus e Talete). Organizzatrice di eventi indirizzati ad un pubblico femminile, da più di 10 anni si occupa di pari opportunità. Redattrice e content manager per dol’s, ha scritto molti degli articoli pubblicati su www.dols.it.

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