Il Mago del Cremlino, film diretto da Olivier Assayas, presentato in anteprima mondiale in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2025, è un viaggio nelle stanze segrete del potere russo.
Ambientato nella Russia post-sovietica, racconta l’ascesa di Vadim Baranov (Paul Dano), un giovane regista d’avanguardia che, nel caos seguito al crollo dell’URSS, si reinventa come produttore di reality show.
Il suo talento visionario e la sua intelligenza politica attirano l’attenzione di un ex agente del KGB, Vladimir Putin (Jude Law), destinato a diventare il nuovo capo del Cremlino.
Dunque Jude Law è Vladimir Putin: Siete pronti a vedere l’affascinante e carismatico Jude in una veste completamente inedita? Il divo, tra i sex-symbol più desiderati di Hollywood, si è impegnato in una interpretazione, la più complessa della sua brillante carriera.
La notizia che Jude Law avrebbe interpretato il presidente russo Vladimir Putin nel nuovo film di Olivier Assayas dunque ha suscitato grande scalpore. Le prime immagini del divo sul set de Il Mago del Cremlino hanno fatto il giro dei social, lasciando tutte/i di stucco!
L’attore ha dichiarato di essersi sentito piuttosto teso all’idea di calarsi nei panni di Putin. Si tratta di un ruolo destinato indubbiamente a far discutere, proprio com’è appena successo a Sebastian Stan, che ha raccontato di aver trascorso “notti insonni” dopo essersi trasformato in Donald Trump per The Apprentice.

Law ha confidato di essersi sentito come di fronte a “un Everest da scalare”. “Spesso è così che mi sento quando dico di sì. – ha aggiunto – Pensavo: ‘Oh Dio, come farò?’ Ma comunque, questo spetta a me risolverlo”.
La metamorfosi di Jude Law è impressionante.
Jude Law a dicembre ha ricevuto una stella sulla Hollywood Walk of Fame, accompagnato dalla moglie Phillipa Coan e dai suoi figli maggiori Rafferty e Iris.
Vadim Baranov si trasforma a sua volta in un uomo-ombra, consigliere informale del potere. Da dietro le quinte, modella parole, immagini e strategie, diventando il vero regista della nuova Russia, manipolando la realtà per costruire un modello di politica capace di soggiogare un’intera nazione.
Ma in questo universo dove tutto è controllo, c’è un punto di fuga. Si tratta di Ksenia, una donna enigmatica, libera e impossibile da comandare, che rappresenta per Vadim la possibilità di una via d’uscita dalla finzione, dal cinismo, da un potere che divora tutto.
L’unico spirito libero in questo film, è non a caso l’unica donna, Ksenia.
Quindici anni più tardi, ritiratosi nell’ombra, Baranov decide di raccontare la sua storia. Quel che rivela è una confessione ambigua, in cui la verità si intreccia alla propaganda, la lealtà si confonde con la manipolazione, e ogni parola pronunciata è parte di un disegno più grande.
Oliver Assayas regista e sceneggiatore, eredita la passione per il cinema da suo padre, Jacques Rémi, sceneggiatore e adattatore di romanzi per il cinema e la televisione. Inizia così la sua carriera affiancandolo nel suo lavoro di sceneggiatore quando Rèmi, anziano, si era ammalato.

Il Mago del Cremlino, adattamento dell’omonimo romanzo di Giuliano da Empoli, vincitore del Grand Prix du roman de l’Académie française è edito in Italia da Mondadori nel 2022, (firma anche la sceneggiatura, a quattro mani con Emmanuel Carrère), ambientato tra gli Anni Novanta e i primi anni del Duemila.
Il romanzo, infatti, racconta un immaginario incontro a Mosca fra l’autore del romanzo e il produttore televisivo Vadim Baranov (personaggio basato su Vladislav Surkov), braccio destro di Putin. Jude Law, dunque, non sarà il protagonista del film. Tuttavia, la trama seguirà anche la scalata al potere dell’ambizioso futuro presidente.
Questo è l’adattamento di uno dei romanzi più significativi nel far luce sulle dinamiche del potere di Putin nella Russia.
Il mago del Cremlino è un trattato su una strategia politica rivoluzionata e sempre meno legata ai canoni tradizionali.
Pur parlando di brutalità e cinismo ai massimi livelli di potere, rimane una dimensione umana, ci si affaccia spesso e volentieri nel baratro che nasconde l’agire con lo scopo unico di ottenere, al massimo mantenere e se possibile ampliare un sistema di potere.
Emerge l’importanza del circolo ristretto degli ex amici dell’amata San Pietroburgo, la città dello “zar”, che negli anni rimarranno i soli di cui veramente si fiderà, liquidando nel tempo tutti i vari oligarchi, prima appoggiati e spennati e poi mandati in Siberia, a Londra o sistemati con una dose di polonio. Perché “il potere è come il sole e la morte, non si può guardare il faccia, soprattutto in Russia”.
Il film sarà sui nostri schermi a febbraio prossimo.

Adriana Moltedo
Esperta di cinematografia con studi al CSC Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, Ceramista, Giornalista, Curatrice editoriale, esperta di Comunicazione politico-istituzionale per le Pari Opportunità. Scout.
