In continuità con l’analisi sulle dinamiche urbane contemporanee, il presente approfondimento è volto a esplorare i principi di un’urbanistica rigenerativa che integri elementi innovativi e soluzioni green, con l’obiettivo primario di posizionare le persone, le fasce più fragili e l’intera cittadinanza al centro della progettazione, garantendo l’accessibilità e l’equità dello spazio urbano.
Il tema è stato oggetto di confronto con l’Architetta Giacoma Tiziana Gallo, progettista e pianificatrice con una consolidata esperienza nel settore della rigenerazione urbana.
I. Background Professionale e Visione Strategica
L’Architetta Gallo, laureata in Architettura presso il Politecnico di Bari e residente a Pesaro, ha focalizzato la sua formazione accademica sin dagli esordi su modelli di urbanistica ecologica e di biodiversità urbana (ispirandosi, ad esempio, a Central Park). Il suo percorso include il progetto di laurea (2004) incentrato sulla riqualificazione di un’oasi nel Sud del Marocco, che già affrontava i temi cruciali del cambiamento climatico (innalzamento delle temperature, piogge concentrate, dissesto idrogeologico).
La sua visione evidenzia la critica storica alla pianificazione del Novecento, che ha portato alla perdita del contatto con il contesto paesaggistico-ambientale, eccesso del consumo di suolo, citando come esempi l’impermeabilizzazione del suolo e la edificazione su alvei fluviali, che ha causato disastri e perdita di vite umane in molte città, da nord a sud del nostro Paese. La successiva specializzazione in Paesaggio e Ambiente (Master in Agraria) ha permesso di sviluppare una prospettiva lungimirante, come dimostra l’analisi sul piano urbanistico di Torino, il programma “Torino città d’acque” incentrato sulla riqualificazione urbana lungo i bacini fluviali della città.
II. Metodologia e Principi della Riqualificazione Urbana
La rigenerazione urbana efficace si fonda sull’implementazione di piani di vasta scala e, con approccio integrato che ha attuato nel 2015 con la ideazione e redazione del programma “Edifici Intelligenti” per Fano e sull’effettivo coinvolgimento da parte dei cittadini.
L’Architetta Gallo ha ideato il metodo Rainbow, Torino, 2005, per la progettazione e valutazione di piani e progetti ecosostenibili, applicabile a contesti urbani di piccola, media e grande dimensione. Tale metodologia identifica la sostenibilità non solo nell’impianto tecnico-ambientale del progetto, ma anche nella:
· Progettazione green e sostenibile
· Gestione della governance di progetto
· Partecipazione Attiva e Diretta della Cittadinanza.
Il coinvolgimento della comunità deve essere attuato fin dalle fasi preliminari garantendo un senso di appartenenza che si traduce nella successiva cura dei beni comuni generati.
Riguardo all’urbanistica tattica, si sottolinea come questa possa essere auspicabile se concepita come fase preliminare di un percorso serio e tangibile, propedeutico a interventi permanenti concreti che producano un miglioramento concreto e duraturo nella vita dei cittadini.
III. Innovazione, Materiali e Impatto Ambientale
Le decisioni progettuali devono essere guidate da parametri che massimizzino l’impatto ambientale positivo, evitando il fenomeno del greenwashing:
1. Infrastrutture Verdi Reali: I “boschi” urbani devono essere realizzati in piena terra per alimentare un ciclo virtuoso.
2. Mitigazione delle Isole di Calore: L’incremento delle temperature nelle città (es. Milano 42°C reali, 50°C percepiti) è correlato all’uso di materiali edili quali acciaio, vetro e catrame nero. È fondamentale procedere con la depavimentazione, la creazione di parchi e spazi verdi, e l’utilizzo di asfalto drenante di colore chiaro per evitare il riverbero.
3. Valutazione del Ciclo di Vita (LCA): L’abbattimento della CO2 non può basarsi unicamente sulla piantumazione di nuovi alberi, e quindi sull’assorbimento della CO2, ma deve passare attraverso la riqualificazione della parte costruita della città, per ridurre le emissioni di CO2, l’uso di energie rinnovabili e la selezione di materiali a basso impatto, come valutato tramite la metodologia standardizzata Life Cycle Assessment (LCA).
L’Architetta ha contribuito a progetti come C40 Reinventing Cities su Piazzale Loreto, focalizzati su soluzioni innovative fondate sulle 10 sfide del C40 Reiventing City
IV. Dimensione Sociale ed Equità (Il Caso Milano)
Un principio cardine della sostenibilità (in linea con l’Agenda 2030) è che ogni investimento in rigenerazione debba generare ricadute tangibili e concrete in servizi sociali.
L’attuale modello di sviluppo in grandi centri urbani, come Milano e altri, si è concentrato su una produzione edilizia di alta fascia, che ha provocato un fenomeno di gentrificazione che ha espulso il ceto medio e i residenti storici (numerose persone hanno lasciato la città dal 2019 ad oggi, per i dati vi consigliamo questa banca dati ufficiale), a causa dell’innalzamento insostenibile dei costi immobiliari.
· Sostenibilità Economica e Sociale: La rigenerazione deve essere economicamente sostenibile e accessibile a tutte le fasce di popolazione. Si condanna la scelta di massimizzare il profitto e di attrarre esclusivamente investimenti esteri ad alta fascia, a discapito della funzione sociale della pianificazione.
· Abitazioni Sociali: Il problema abitativo richiede l’adozione di modelli alternativi, come le Comunità Energetiche Solidali e, in particolare, il social housing , dove le componenti green e social sono obbligatorie per garantire alloggi a prezzi calmierati e sostenibili.
Un’opportunità per invertire la tendenza è identificata nel progetto Climate City Contract del Comune di Milano (obiettivo neutralità climatica al 2030), che, se attuato con attenzione alla dimensione sociale e in collaborazione con un ampio partenariato (pubblico-privato, associazioni, università, terzo settore), può realmente generare lavoro green e riqualificazione equa.
V. Ostacoli e Imperativi Etici
La transizione ecologica è rallentata da:
· Mancanza di Diversità nei Ruoli Apicali: Le decisioni strategiche sono tuttora prese prevalentemente da uomini, spesso non giovani, escludendo figure femminili e giovani con specifiche competenze green e social.
· Progettualità Obsoleta: Persiste l’adozione di modelli di crescita illimitata che continuano a consumare suolo e perpetuare investimenti in energie non sostenibili (carbone, metano).
L’imperativo etico della progettazione richiede di frenare la speculazione e di assicurare che gli interventi portino a un guadagno equo per chi investe, con la possibilità di costruire a prezzi calmierati che ridiano sostenibilità al costo della casa e degli affitti per il ceto medio.
È essenziale che la valutazione delle ricadute sociali avvenga in maniera propedeutica e che si smetta di monetizzare gli standard, valutando che la mancanza di questi ultimi genera bassa qualità della vita per i cittadini, che sia verde o servizi di comunità. La qualità del verde urbano e l’accessibilità del parco sono indicatori fondamentali di qualità della vita, e il periodo covid, dovrebbe averlo insegnato, soprattutto nelle grandi città.
VI. Il Ruolo Femminile nella Pianificazione
Per un’urbanistica che migliori la qualità della vita di tutti, è cruciale la presenza e l’intervento delle donne nei processi decisionali, inclusi i Piani Regolatori. Essendo il 51% della popolazione, è necessario superare la dinamica della “minoranza” e la resistenza culturale che porta all’autoesclusione dai dibattiti pubblici.
L’Architetta Gallo conclude sottolineando l’importanza di fare squadra con tutte le realtà che si impegnano per una città veramente sostenibile e più vicina alle comunità, e di essere partecipe e portare le proprie istanze, per un necessario contributo di cui l’urbanistica, ma in generale il dibattito pubblico ha bisogno, in ogni settore.
Riferimenti e Progetti Citati:
· Milano Climate City Contract: Video di approfondimento
· Riqualificazione a Gradara (Green City Network): Dettagli sul progetto e Video correlato
· Articolo Il Sole 24 Ore (Transizione Ecologica): Approfondimento sull’Economia della Transizione
