Close Menu
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Trending
    • Villa Becker tra Arte, Fascismo e Film
    • Dall’ India a Fasano passando per Torino e Bolzano
    • ToRRRRRo VS Toro
    • Warfare
    • Dangerous animals
    • JANNIK SINNER – fragilità e forza
    • Di là dal Fiume e tra gli Alberi
    • Dolci e gentili specialità torinesi.
    Facebook Instagram
    Dol's Magazine
    • Pari opportunità
      • DIRITTO
      • DONNE E POLITICA
      • DONNE E SPORT
      • PARITA’ DI GENERE
      • DONNE E FILOSOFIA
    • Lavoro
      • BANDI, CONCORSI E PREMI
      • DONNE E ARTE
      • DONNE E ARCHITETTURA
      • DONNE E DENARO
      • MAMME E LAVORO
      • IMPRENDITORIA FEMMINILE
      • RISORSE UMANE
    • Donne digitali
      • ARTE DIGITALE
      • INNOVAZIONE
      • TECNOLOGIA
    • Salute e benessere
      • FOOD
      • GINECOLOGIA
      • NUTRIZIONE
      • MENTAL TRAINER
      • PSICOLOGIA
      • SESSUOLOGIA
    • Costume e società
      1. AMBIENTE
      2. ATTUALITA’
        • Good news
        • Think positive
        • Bad news
      3. CULTURA
        • Libri
        • Film
        • I racconti di dols
        • Mostre
      4. LIFE STYLE
      5. SOLIDARIETA’
      6. VIAGGI
      7. FACILITIES
      Featured

      Villa Becker tra Arte, Fascismo e Film

      By Stefi Pastori Gloss29/08/20250
      Recent

      Villa Becker tra Arte, Fascismo e Film

      29/08/2025

      Warfare

      25/08/2025

      Dangerous animals

      22/08/2025
    • INIZIATIVE
      • CONDIVIDI CON DOL’S
      • EVENTI
        • Calendario eventi
      • TEST
      • LE DONNE ITALIANE
      • SCRIVILO SU DOL’S
        • Scritti su dol’s
    Dol's Magazine
    Home»Pari opportunità»Uguali ma diversi
    Pari opportunità

    Uguali ma diversi

    DolsBy Dols24/10/2011Updated:27/10/2011Nessun commento5 Mins Read
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    Share
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

    di Francesca Spadaro

    La garanzia costituzionale del diritto di uguaglianza tra i giochi di parole nel linguaggio sessuato

    “Non è la sessualità a ossessionare la società, ma la società a ossessionare la sessualità fisica” Maurice Godelier

    L’apoteosi del principio di uguaglianza regna nelle parole che compongono l’art. 3 della Costituzione, saggia espressione di un concetto che unisce il valore formale a quello sostanziale, per dare vita ad una mentalità aperta alla complementarietà, alla solidarietà, alla complicità tra le persone che devono essere considerate e rispettate in quanto tali. In un paese democratico, questo è il principio fondante di cui deve esserne garantito il pieno rispetto, imponendolo come valore assoluto e sanzionando le eventuali violazioni.

    Analizzando questa norma, si può riconoscere come il concetto di uguaglianza di trattamento fra uomo e donna non significhi affatto negazione della differenza di genere esistente. L’uomo e la donna, che sono eguali nel loro status di persone, appartengono a generi diversi, e tale diversità, in un’ottica realmente paritaria, deve essere riconosciuta e garantita (melius, valorizzata). Il diritto, infatti, per essere effettivamente garante della eguaglianza, deve garantire che a situazioni differenziate corrisponda un trattamento differenziato. L’articolo 3 della nostra Carta Costituzionale, difatti, sotto il titolo dei principi fondamentali, subito dopo aver proclamato che tutti i cittadini sono liberi ed uguali davanti alla legge, non esita ad ammettere che la società è fondata sulla disuguaglianza di fatto . Il Costituente ha, quindi, riconosciuto che non è sufficiente sancire il principio dell’uguaglianza giuridica dei cittadini, quando esistono ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono che questa sia effettiva. Pertanto, ha assegnato alla Repubblica, vale a dire al legislatore e ai pubblici poteri, il compito di rimuovere tali ostacoli, affinché tutti i cittadini possano fruire delle stesse opportunità e possano godere, senza sperequazioni, dei medesimi diritti loro formalmente riconosciuti dalla Costituzione.

    In sostanza, il comma 2° dall’art. in esame, segna il passaggio dallo Stato di diritto, a funzione protettivo- repressiva, allo Stato sociale, a funzione promozionale . Difatti, se le costituzioni liberali classiche si limitano a sancire il principio di uguale soggezione alla legge di tutti i cittadini, le costituzioni del periodo post-liberale vanno oltre, affermando il principio di uguaglianza sostanziale. Lo Stato cui e’ affidato il compito di rendere effettiva la parità fra i cittadini, può, in vista di quest’ultimo obiettivo, porre in atto trattamenti di favore a beneficio di categorie svantaggiate.

    Il secondo comma implica la presa in considerazione delle possibili disparità che pesano su classi di persone o su gruppi sociali a diverso titolo svantaggiati e l’appartenere ad essi è precondizione di quelle giustificate “deviazioni” dal modello di uguaglianza formale, che consistono nel garantire loro pari opportunità. Interviene poi il disposto dell’articolo 37, unica disposizione dedicata specificamente al lavoro femminile e inserita nel titolo disciplinante i rapporti economici, che sancisce l’obbligo costituzionale del rispetto della parità di trattamento sul posto di lavoro. Da queste enunciazioni di principio emerge chiaramente come nella nostra Carta fondamentale convivano, in un delicato gioco di equilibri, un’anima genuinamente egualitaria, là dove l’obiettivo diviene la lotta alla discriminazione palese e manifesta, e una sempre viva attenzione per le diverse individualità, per la differenza, nello specifico, di genere.

    Ma come viene affrontata questa lotta alla discriminazione? Come si traduce, nella quotidianità, l’esigenza di superare la relatività del concetto di differenza? Con mio grande sconcerto, nonostante i vari tentativi di imporre e imprimere il concetto di pari opportunità, in modo trasversale, nel mondo del diritto, questo assioma viene ancora ‘liquidato’ come “mera questione femminile”, tanto nel linguaggio comune, quanto in quello adottato a livello burocratico, per la redazione di documenti ufficiali che riportano indietro di anni lo “status quo” di noi donne. Se in base al principio di pari opportunità, donne e uomini sono considerati sullo stesso piano giuridico e culturale, perché poi, ad essere incluse nelle c.d. fasce deboli, siamo solo noi donne, quasi come ad evidenziarne una categoria a parte, meritevoli di una caritatevole tutela e non degne, piuttosto, di un decoroso rispetto a parità di dignità della persona in quanto tale?  È nel considerare “naturale” questa categorizzazione che si realizza la peggior specie di violazione del generale principio di uguaglianza, sulle cui radici si costruisce il principio di pari opportunità, in base al quale uomo e donna sono già sullo stesso piano, in quanto persone, e la tutela deve coprire solo le persone effettivamente svantaggiate per problemi estranei alla sessualità fisica. E come negarne la palese violazione, quando nella Premessa di un documento ufficiale della Provincia di Roma , pregio di buoni propositi per il raggiungimento di decorosi obiettivi in tema di lavoro e di formazione, l’Autore – presumibilmente l’Assessore promotore di tale meritevole iniziativa – si è permesso di esprimere quel (non) senso comune che ispira la nostra cultura da secoli, relegandoci a “mera categoria” da tutelare, da integrare o da utilizzare, a seconda della necessità, del momento, della disponibilità economica esistente… “Nulla è più irrinunciabile del desiderio e se vogliamo una cosa dobbiamo avere il coraggio di metterci in fila da protagoniste per ottenerla…”, detto con le parole di un libro che affronta il problema della sessualità fisica vuol evidenziare che non possiamo continuare a permettere di considerarci ancora una categoria da proteggere, se realmente auspichiamo l’affrancamento dal ruolo di “sesso debole” , e il rispetto per il nostro sesso, per la nostra specificità che, nella sua peculiarità, è unica e indispensabile.

    categorie diversi fasce deboli sess femminile Uguali
    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    Avatar photo
    Dols

    Dols è sempre stato uno spazio per dialogare tra donne, ultimamente anche tra uomini e donne. Infatti da qualche anno alla voce delle collaboratrici si è unita anche quella degli omologhi maschi e ciò è servito e non rinchiudere le nostre conoscenze in un recinto chiuso. Quindi sotto la voce dols (la redazione di dols) troverete anche la mano e la voce degli uomini che collaborando con noi ci aiuterà a non essere autoreferenziali e ad aprire la nostra conoscenza di un mondo che è sempre più www, cioè women wide windows. I nomi delle collaboratrici e collaboratori non facenti parte della redazione sono evidenziati a fianco del titolo dell’articolo, così come il nome di colei e colui che ci ha inviato la segnalazione. La Redazione

    Related Posts

    ll femminismo inutile

    24/06/2025

    Luana Sciamanna

    17/06/2025

    Nutrirsi è anche comunicare

    26/05/2025
    Leave A Reply Cancel Reply

    Captcha in caricamento...

    Donne di dols

    Dols magazine
    Caterina Della Torre

    torre.caterinadella

    Redattora del sito internet www dols.it

    Post su Instagram 18063120035036334 Post su Instagram 18063120035036334
    Warfare di Erica Arosio Warfare di Erica Arosio
    Fragilità e forza Fragilità e forza
    Aperitivo da Illy in Gae aulenti Aperitivo da Illy in Gae aulenti
    Post su Instagram 17977992797879651 Post su Instagram 17977992797879651
    Matera e Matera e
    Vista di Milano dalla Triennale Vista di Milano dalla Triennale
    Post su Instagram 17892342741296014 Post su Instagram 17892342741296014
    Trattoria a Sant'Ilario d'Enza in provincia di Reg Trattoria a Sant'Ilario d'Enza in provincia di Reggio Emilia da provare
    Una virgola in cielo Una virgola in cielo
    Esher a Conversano Esher a Conversano
    Locorotondo Locorotondo
    Giardino interno Sierra Silvana Giardino interno Sierra Silvana
    Al minareto Al minareto
    Minareto Minareto
    Kite surf Kite surf
    Post su Instagram 18034069703470582 Post su Instagram 18034069703470582
    Skateboard Skateboard
    Post su Instagram 17940365610020353 Post su Instagram 17940365610020353
    Torre canne Torre canne
    Carica altro Segui su Instagram
    Quando verrà la fin di vita

    non fu l’amore

    Non fu l'amore
    non fu l'amore

    Di cibo e di amore

    Di cibo e di amore - Marta Ajò - copertina

    CHI SIAMO
    • La Redazione
    • La storia di Dol’s
    • Le sinergie di dol’s
    • INFORMATIVA PRIVACY
    • Pubblicizza su Dol’s Magazine
    • Iscriviti a dol’s

    Questo sito non è una testata giornalistica e viene aggiornato secondo la disponibilità del materiale.
    Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001
    © 2025 Dol's Magazine. All Rights Reserved. Credits: Dol's Magazine

    Questo sito non è una testata giornalistica e viene aggiornato secondo la disponibilità del materiale.
    Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001
    © 2025 Dol's Magazine. All Rights Reserved. Credits: Dol's Magazine

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

    Questo sito utilizza cookie, eventualmente anche di terze parti, per offrirti una migliore esperienza di navigazione.
    Per saperne di più clicca qui, procedendo nella navigazione o cliccando su OK acconsenti all’uso di tutti i cookie.
    OK