di Gianna Melis
Non avevo ancora 20 anni quando ho iniziato la militanza nel Movimento Liberazione Donna (MLD).
Alla fine degli anni ’70 abbiamo aperto il primo Centro Antiviolenza in via Zecca Vecchia a Milano, gestito in totale autonomia da volontarie, avvocate, psicologhe che gratuitamente aiutavano le donne a difendersi da soprusi e violenze maschili. Non avevamo nessun contributo pubblico e per pagare qualsiasi cosa facevamo le collette tra noi.
Con le nostre battaglie, appoggiate da tutto il movimento femminista, abbiamo fatto approvare alcune leggi che hanno cambiato notevolmente i rapporti familiari e tra le coppie, penso alla legge sul divorzio, alla riforma del diritto di famiglia, alla legalizzazione dell’aborto, l’abolizione del delitto d’onore e del matrimonio riparatore (nel 1981!) e la parità economica sul lavoro.
Le leggi, non le punizioni o il carcere, hanno cambiato la società italiana.
Ora dobbiamo ricominciare a lottare per rendere l’insegnamento all’affettività e alla tenerezza una materia scolastica e per spiegare bene, molto bene, ai ragazzi che senza consenso non è amore. Dobbiamo mettere a disposizione delle ragazze e dei ragazzi le nostre esperienze, dobbiamo incoraggiare e aiutare le donne a liberarsi da uomini manipolatori e violenti.
Il 25 novembre e l’8 marzo sono giornate importanti che devono durare tutto l’anno, pretendendo il rispetto e la parità, lottando per ottenere i diritti ancora negati.
Se nasci donna fai già parte di un movimento,
non uscirne, solo unite si vince.
