di Alessio De Leonardis
Una storia degli anni Ottanta. Un passato prossimo che sembra distante secoli. Un altro mondo, quando nessun immaginava l’avvento dei social. Ma cominciamo dal principio.
Mario Magnotta è un uomo come tanti, vive a L’Aquila dove lavora come bidello in un istituto tecnico. Separato, abita con la figlia. Due ex studenti buontemponi che lo perseguitavano con le loro burle fin dai tempi della scuola, una sera inventano uno scherzo telefonico. Correva l’anno 1987. La telefonata, surreale, ruota intorno all’acquisto di una lavatrice fatto dal malcapitato anni prima: gli autori dello scherzo, che si articola poi in molte altre chiamate, spacciandosi per impiegati della fabbrica di lavatrici Sangiorgio, dicono alla loro vittima che il contratto lo obbligherebbe a rinnovare l’acquisto dopo un certo numero di anni, comprando una nuova lavatrice. O un frigo.

Le chiamate si susseguono e prendono una piega sempre più assurda, con promesse di phon o altri piccoli elettrodomestici in omaggio (Magnotta è quasi calvo) e contorno di boutade varie. Magnotta reagisce in modo più che colorito. Se le telefonate non fossero mai state copiate, sarebbe finita lì. A qualcuno invece viene l’idea di registrarle. Duplicate, passate di mano in mano, vengono mandate in onda dalle radio libere, trasmesse in bar, discoteche e caserme, facendo ridere tutti. L’ingenuo Magnotta diventa lo zimbello di mezza Italia, perché il tenore delle conversazioni è così esagerato da scatenare l’ilarità generale. Pare che persino Gianni Agnelli ascoltasse le cassette del Magnotta sulla sua barca.

Il documentario ricostruisce in poco più di un’ora la vicenda, intervistando gli autori dello scherzo, la figlia Romina e montando spezzoni tv con Mario Magnotta che, diventato famoso, viene invitato da Fabrizio Frizzi a I fatti vostri e da Maurizio Costanzo.
Carrambata finale: il regista del documentario riesce a far parlare per la prima volta la figlia Romina che, con tristezza, spiega quanto disagio e imbarazzo le costò la storia. Fu lei a pagare il prezzo più alto di quella derisione collettiva che invece il protagonista seppe trasformare in una certa misura a suo vantaggio. Nella scena finale, sulla tomba di Magnotta (pagata dall’impresa di pompe funebri Taffo che trovò modo di farsi pubblicità) la giovane donna incontra i due autori dello scherzo e si riconcilia con loro.
Semplice cliente verrà proiettato in un serie di eventi speciali in tutta Italia, fra contest dal vivo, iniziative online con tanto di gadget a ricordare quella che fu uno dei primi episodi virali del nostro paese.
Calendario proiezioni consultabile a questo link: https://mescalitofilm.com/distribuzione/semplice-cliente/
