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    Dol's Magazine
    Home»Costume e società»Viaggi»Mykonos, la Grecia che cambia
    Viaggi

    Mykonos, la Grecia che cambia

    DolsBy Dols12/10/2018Updated:13/10/2018Nessun commento5 Mins Read
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      Vento, sole e profumo di macchia mediterranea, un misto di timo, lentisco, finocchietto selvatico ed elicriso-liquirizia, anche se guardandomi attorno vedo soprattutto arbusti secchi, eppure profumano….

    di Rossana Piasentin

    Prenotiamo una settimana a Mykonos così, giusto per rincorrere ancora un po’ l’estate, perché manchiamo dalla Grecia da quando eravamo ragazzi (il che vuol dire da decenni) e perché Mykonos a ottobre, senza la folla estiva, dev’essere un paradiso.
    Peccato che a rovinare (solo un pochino) il programma ci abbia pensato Medicane (ma che brutta questa crasi!), il Mediterranean hurricane che mai avrei pensato di trovare sulla mia strada! Scopro che si sposterà verso la Grecia giusto mentre voleremo e già questo mi toglie il sonno. La notte prima della partenza mi sveglio più volte e per tranquillizzarmi mi ripeto che sicuramente non ci farebbero volare se non fosse sicuro, al massimo “balleremo” un po’. Invece il volo è stato perfetto, nessuna traccia di Medicane.
    L’impatto con l’isola mi piace subito, vento, sole e profumo di macchia mediterranea, un misto di timo, lentisco, finocchietto selvatico ed elicriso-liquirizia, anche se guardandomi attorno vedo soprattutto arbusti secchi, eppure profumano….
    È il giorno seguente, quello in cui arriva Medicane: pioggia battente, vento, nuvole basse e l’isola che è scomparsa. Si, perché dalla nostra camera con vista su Mykonos, Delos e Tinos, in realtà non vediamo più nulla, solo gli alberi più vicini che sono schiaffeggiati dalle raffiche di vento… va beh, penso e spero, non può durare molto, passerà… ed in effetti già nel pomeriggio si può uscire.
    Mykonos è un’isola modaiola, temo troppo nei mesi canonici, ma ora è perfetta, soprattutto dopo che abbiamo scoperto che non si deve andare nella Chora (il centro di Mykonos città) prima delle 15, perché fino a quell’ora è invasa dai croceristi che ne percorrono le viuzze, facendo acquisti per poi raggiungere i bar di Little Venice (chiamata così per le case a filo d’acqua, come a Venezia) da dove si ha una splendida vista sui famosi mulini.

    IMG_E8056_Volo Mykonos ok IMG_8044_finestraok IMG_8043_chiesine IMG_8014_interno IMG_8011_agrari_beach IMG_7988_agios-Sostis IMG_7960_tramonto_hotel IMG_7954_Little Venice IMG_7952_mulini IMG_7922_Ano Mera_Panagia_Tourliani_Monastery IMG_7918_piove IMG_7916_Medicane _Bacone_Chora

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    porte

     

     

     

     

     

     
    Capisco che, volendo, nei negozi della Chora si potrebbe dilapidare un patrimonio e quindi mi limito al cosiddetto “window -shopping”! Si potrebbe paragonarla a Capri o Saint-Tropez con negozi di grandi firme e gioiellerie alternati a quelli di artigianato locale, tutto carissimo e presentato splendidamente. Tra le vetrine ci sono porte (mi sono innamorata delle porte di Mykonos!) o scale con ringhiere di legno o finestre dipinte di azzurro, rosso, rosa, blu, colori che spiccano sui muri bianchissimi delle case e creano delle incredibili macchie di colore con le bougainvillee in netto contrasto col cielo blu.
    Non è certo la Grecia che mi ricordavo, quella con i paesi che si sviluppavano attorno alla piazza principale con un albero al centro che faceva ombra ai tavolini delle trattorie!
    Anche i ristoranti hanno un’offerta internazionale, non più solo moussaka, souvlaki, dolmadakya, taramosalata, tsatziki
    e insalata greca! Dopo un mese di questa dieta, ricordo che tornavo a casa felice di ritrovare la cucina italiana e il buon vino. A proposito, ora anche il vino è ottimo, e per me, che ho sangue veneto nelle vene, è una cosa non di poco conto!
    Giriamo alla scoperta delle spiagge (che sono tantissime) e dell’interno dell’isola che appare piuttosto brullo con una infinità di muretti a secco che delimitano le proprietà e tante chiesette con i tetti colorati sparse nel nulla. Noto che una cosa non è cambiata da quando venivamo in vacanza da ragazzi: lo stato delle strade. Infatti a parte alcune, destinate alla grande circolazione, tutte le altre che si inerpicano sulle montagne o scendono alle spiagge, sono piene di buche, spesso sterrate e veramente strette (se si incontra una macchina proveniente in senso opposto, bisogna fermarsi e prendere le misure per passare indenni!) e senza guard rail e mi chiedo come sarà la circolazione nei momenti di massima affluenza? Si, perché l’isola nei mesi estivi è una festa continua. Ogni spiaggia ha stabilimenti balneari (forniti di un ATM all’ingresso… vorrà dire qualcosa?) che propongono feste con musica a palla fino a notte. Le foto che vedo nei bar di alcune spiagge, la dicono lunga: centinaia di ragazzi che, come in discoteca, ballano alzando le mani (rigorosamente munite di bicchiere o di bottiglietta di birra) al cielo… Questa vista mi terrorizza…
    Ma ora le spiagge sono tranquille, pochi gli ombrelloni rimasti, quasi nessuna musica e mare splendido, pulito e trasparente e sabbia d’oro di granelli fini, medi o grossi che mi piacciono tanto perché sono discreti, non ti invadono l’asciugamano.. E soprattutto sono molte, e si scelgono cercando di proteggersi dal vento.
    Abbiamo fatto bagni stupendi, ma i miei preferiti, sono stati quelli nel silenzio totale a Elia e ad Agrari (a Sud) che sono unite da un sentiero che supera i bellissimi scogli che le separano, e ad Agios Sostis (a Nord) una baia tranquillissima, con micro isola che chiude il golfo da una parte e scogli rossi dall’altra.
    L’ultimo giorno il tempo non ci assiste, vento forte e nuvole, ci costringono a rientrare in hotel prima del solito, così ci rassegniamo a preparare le valigie per il rientro e mentre ripongo le cose che non ho usato perché troppo leggere, penso che Mykonos sia bella, stupenda nella perfezione e attenzione ai particolari architettonici, ma sia da frequentare fuori stagione, che abbia poco dell’isola greca classica, se non il mare, i cieli blu, le cappellette sparse nei campi brulli e il meltemi. Contenta di averla scoperta ad ottobre.

    la Grecia che cambia Mykonos
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