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    Home»Costume e società»Viaggi»La Torre Monaco non esiste
    Viaggi

    La Torre Monaco non esiste

    Visione totalizzante su Torino a settantotto metri di altezza
    Stefi Pastori GlossBy Stefi Pastori Gloss17/07/2024Updated:02/01/20251 commento4 Mins Read
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    Torre Monaco
    Torre Monaco - Complesso Torri Michelin - Torino (foto sito Open House)
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    (precedente)

    Camminare all’aria aperta aiuta Gloss a districare i pensieri che rimbalzano in testa, nuovi pipistrelli di vecchie cellule cerebrali. Specie se rivolge lo sguardo verso l’alto, le si apre la testa e permette la fuga ai topi alati. Ricorda nel menu di Open House Torino l’offerta della visita di Torre Monaco, di cui malauguratamente non ha profittato al momento. Però suppone che un’approfondita ricerca di documentazione in Rete e una visita appiedata in loco porteranno sollievo al suo animo in pena. E ai pipistrelli. La cosiddetta Torre Monaco non esiste. Sorpresa! Non è che uno dei grattacieli del complesso “Torri Michelin Nord”, tre grattacieli nel rione Spina 3, quartiere Borgata Vittoria (zona Borgata Tesso) di Torino. Gli edifici, ultimati nel 2005, sono compresi nel quadrilatero delimitato da via Orvieto, corso Mortara, via Mondrone e via Tesso.

    Città multietnica

    Gloss chiede ai colorati passanti di Torino, cittadina multietnica grazie ai complessi del PoliTo, e scopre che non esiste una denominazione ufficiale per designare le Torri. Esistono però tra i torinesi di antica data diverse denominazioni, la più comune delle quali è relativa all’area occupata anni fa da uno degli stabilimenti della famosa “Manufacture Française des Pneumatiques Michelin”.

    A chi assistette all’evoluzione della città contemporanea a partire dalle Olimpiadi Invernali del 2006 piace chiamarle “Villaggio Media”, in quanto sede delle residenze temporanee per i giornalisti impegnati nelle cronache sportive. Tuttavia, le risulta da Madre Wiki che la torre centrale sia nota come “Torre Monaco”, in ricordo di  un rappresentante del movimento cooperativo piemontese, che propose al Comune di Torino la costruzione del complesso. Il suo nome? Antonino Monaco, appunto.

    La solita Torino sconosciuta

    A lui nel 2004 su iniziativa della Cooperativa “Di Vittorio” e della Cooperativa “San Pancrazio”, allo scopo di perpetuare la memoria di tale protagonista della cooperazione edilizia a Torino e di legare il suo nome ad un’iniziativa nel campo della cultura politica, amministrativa, sociale nell’adempimento di finalità assistenziali, è stata dedicata una fondazione che attribuisce borse di studio annuali ai figli dei soci delle due cooperative. Questi giovani sono meritevoli in quanto stanno compiendo cicli di studio a vari livelli con ottimi risultati. Quante cose non sa di Torino.

    Settantotto metri per ottanta piani

    Gloss si dirige in direzione della torre centrale, posta in  corso Mortara 42. Alta settantotto metri ed è stata progettata dallo Studio Picco al cui ventunesimo piano la Fondazione Monaco ha posto i propri uffici. Altro che ventun piani! Vorrebbe salire in cima, all’ottantesimo. Ha letto sul sito che lo Studio Picco da circa venticinque anni progetta luoghi del vivere con forte attenzione rivolta alle Residenze Sociali e alla collettività, in Italia come all’Estero. Lo Studio si dice “attento ai delicati equilibri tra qualità morfologica, comfort e sostenibilità economica.” In effetti, al recupero di aree dismesse che diventano centri di aggregazione e commercio si alternano RSA, Residenze per Anziani, e nuovi poli di servizi rivolti a un mix generazionale. Esemplare è quello austriaco, sviluppato su questo doppio concept: quarantotto unità che costituiscono la casa per anziani, più sedici alloggi per giovani e quindici alloggi assistiti per anziani autosufficienti con un piccolo centro diurno.

    Il complesso

    Declinato attorno alla piazza centrale che si apre verso la luce (valle e sud), il complesso si struttura su  quattro volumi delicatamente poggiati sui profili altimetrici dell’ambiente naturale circostante, contribuendo a modellare nuovi spazi urbani nel pubblico. Chi li abita si ritrova a godere di un belvedere mutevole in dialogo con realtà preesistenti, sia naturali che urbanistiche. Da vecchietta Gloss amerebbe abitare in luoghi come questo. Ripensando a ciò che ha visto sul sito, è arrivata ai piedi della Torre Monaco. Si chiede che fare. Suona un citofono qualsiasi. L’aspetta una visione totalizzante su Torino a settantotto metri di altezza. Voi che avreste fatto? Avreste suonato? Scrivetelo nei commenti. E Gloss vi dira se alla fine ho schiacciato il campanello del citofono. Se la Cultura ne prende conferma, perché no?

    (seguente)

    Antonino Monaco Cooperativa "San Pancrazio” Manufacture Française des Pneumatiques Michelin” PoliTo Tepeee torino Torino sconosciuta Torre Monaco Villaggio Media
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    Stefi Pastori Gloss
    Stefi Pastori Gloss
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    “In tempi in cui sono più gli scrittori dei lettori, vedermi portata a cena da sconosciuti leggitori pur di poter acquistare i miei libri al di fuori del caos del Salone del Libro, è una gratificazione enorme che acquieta il karma da #maestrinadellapennarossa, ma che dà anche la misura dello sforzo nel trasformare lo spropositato ego artistico in qualcosa di utile per il prossimo.” Sono le parole con cui si presenta Stefi Pastori Gloss. Ghost writer per chiunque abbia idee, redige un blog di recensioni, il cui nome si ispira a un film di Nanni Moretti, perché lei stessa fu sceneggiatrice. Nei Novanta lo fu anche per Verdone, solo una femminista come lei può scrivere le battute del maschilismo più becero. Forse in reazione all’asettica scrittura da sceneggiatrice, oggi si ritrova a scrivere tra Dante e D’Annunzio. Lettrice selezionatrice di opere prime sotto contratto, giudice arbitra del Torneo IoScrittore, i suoi romanzi, spicilegi poetici o saggi (Bidellume, Fuochi d’artificio, Rinascite Ribelli, Parerga Violenti, L'amore veste collant di carne e altre opere) sono in vendita nelle librerie indie e in privato sui Social. Parlano di tematiche come bullismo, discriminazione di genere, guerra. Prossimi temi: l’amore dall’eterno passato per l’infinito futuro. Un femminicida vi si inframmezza. Hikikomori e tennis. Inorridita dalle critiche a Samantha Cristoforetti, in “L'amore indossa collant di carne”, raccolta di racconti, ha rivolto la sua attenzione al confronto dialettico tra stereotipi, a volte alla base delle discriminazioni tra Donne e Uomini. In Rinascite Ribelli #siamotuttijoker, saggio, ha dato risalto al “Codice Rosso”. In “Parerga Violenti”, spicilegio poetico in forma di vocabolario, propone singole parole nei loro etimo e le analizza nel dettaglio allo scopo di invogliare a lasciare al più presto il proprio picchiatore. In “Bidellume”, romanzo, Gloss veicola il rispetto tra individui in situazione di bullismo. Editi da Brè Edizioni. Insieme al suo partner, presenta le opere in tutta Italia allo scopo di risvegliare le coscienze su questi tristi fenomeni. Da anni si occupa di sensibilizzare circa la violenza sulle donne e, più in generale, di ripristinare la cultura del rispetto tra individui. Sosteniamo la cultura perché renda liberi Tipeee: glossparla YouTube: GLOSS Stefi Pastori - youtube.com/@stefipastorigloss TikTok: #videopiccoli #grandeletteratura #stefipastorigloss Instagram: #stefipastorigloss #ilibriscrivonoilibri #bidellume #rinasciteribelli Blogspot: leggolibrifacciocose poetryreadingandtheotherside 2non2

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