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    Home»Costume e società»Cultura»Film»Playing God
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    Playing God

    DolsBy Dols19/12/2025Updated:19/12/2025Nessun commento6 Mins Read
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    di Adriana Moltedo

    Una scultura di argilla prende vita in un laboratorio, ma scopre il vuoto della solitudine. Il rapporto tra creazione artistica e paura del fallimento è l’anima di “Playing God”, opera inserita insieme ad altri 14 titoli nella short list per il premio Oscar 2026 al miglior cortometraggio animato. 

    Il film racconta di come il rifiuto e il giudizio possano condizionare ogni individuo, ma anche di come l’unione e la resilienza possano trasformare uno stato di marginalità in forza e in senso di comunità.

    Il protagonista del cortometraggio è uno scultore tormentato che nel suo oscuro laboratorio dà alla luce un’opera con ambizioni molto alte: essere perfetta. Quando, però, si accorge che l’obiettivo per il quale ha plasmato la sua creatura non viene raggiunto, la abbandona. Ciò non viene accettato dalla scultura che, nel tentativo di raggiungere il suo creatore, finisce per autodistruggersi, trovando compassione ed empatia con altre opere rinnegate.

    La scelta cromatica riprende la città in cui Matteo nasce e vive: Bologna. Il rosso dell’argilla richiama i portici bolognesi, mentre l’accostamento di colori del legno e della terracotta richiamano le vecchie botteghe artigiane della città. Il legame tra il cortometraggio e Bologna nasce tanti anni fa quando il piccolo Matteo andava a trovare il nonno calzolaio che aveva la bottega sotto le due torri: «Mi capitava spesso di entrare nella vicina Chiesa di Santa Maria della Vita per ammirare il Compianto sul Cristo morto di Nicolò dall’Arca: quella statua di terracotta è stata la musa ispiratrice di Playing God e ci ha permesso di ottenere la menzione speciale della Fedic» termina orgoglioso. Grande ispiratore anche lo scultore Giacomo Manzù. 

    La tecnica di animazione utilizzata è la stop motion con il quale si vuole creare l’illusione del movimento con una serie di immagini statiche: si basa sulla cattura di singoli frame di oggetti reali, spostandoli leggermente tra uno scatto e l’altro. Burani racconta la tecnica: «È un processo dispendioso, ma racchiude la vera e propria essenza del cinema» continua «Quello che state vedendo è qualcosa di impossibile: pochi secondi di cortometraggio sono mesi di lavoro».

    Altre tecniche utilizzate sono la PixIilation, la clay animation e la puppet animation: la prima fa riferimento al movimento in stop motion di un corpo umano, la seconda è l’animazione della plastilina, ovvero del materiale con il quale è realizzata la statua, mentre l’ultima è l’animazione dei pupazzi con dentro armature che permettono movimenti anche di pochi millimetri.

    “Playing God nasce da un periodo particolarmente difficile della mia vita,- ha dichiarato il regista- segnato da un esaurimento dopo anni di lavoro”. Una scelta profonda quella di mettersi a nudo di fronte a tutti che rivela l’empatia dell’autore e non solo «Anche nei miei colleghi c’era grande insoddisfazione – sostiene Matteo – ma anche la volontà di trovare riscatto: cosa meglio di Playing God?!»

    9 minuti in stop motion prodotti da “Studio Croma”, studio di animazione specializzato nella produzione di opere cinematografiche e contenuti audio video per la pubblicità e il web con la tecnica della stop-motion, creato da un gruppo di amici e autori 30enni che lavorano alla periferia del capoluogo emiliano dal 2011, mescolando tecniche d’avanguardia e meno recenti.

    Emotivamente connesso con il suo tempo e animato da una sola persona, Arianna Gheller, il cortometraggio vede inoltre i suoi autori e produttori concordi sulla tanto dibattuta questione dell’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale: mentre gli studios lo promuovono, molti artisti resistono con decisione. Playing God è la riprova che il processo manuale, grazie alla sua qualità indiscutibilmente umana, può garantire la libertà artistica.

    Fragili sculture di argilla prendono vita in un laboratorio spoglio, desiderando qualcosa di più della semplice esistenza. Quando il loro Scultore le abbandona, dovranno scoprire il potere dell’appartenenza.

    “Playing God” ha iniziato a plasmarsi sulle piattaforme online di raccolta fondi, ricevendo anche un contributo regionale di 20mila euro. E’ un film a basso costo. Dopo le prime entusiastiche presentazioni, è riuscito ad attirare l’attenzione di molti festival internazionali. Prestigiosi i riconoscimenti ottenuti su palcoscenici come Tribeca e Animayo.

    Il tour ha avuto inizio dopo la première mondiale alla Settimana Internazionale della Critica della Mostra del Cinema di Venezia 2024 in Sic@Sic – dove il corto è stato lodato, tra gli altri, da Zerocalcare – per poi aggiudicarsi il Nastro d’Argento, riconoscimento assegnato dal SNGCI.

    Il percorso pubblico del film di animazione Playing God, Giocando con Dio, con il Caos, di Matteo Burani regista e Arianna Gheller autrice animazioni, che hanno fondato insieme lo Studio Croma Animation, è partito da Sic@Sic, la sezione ideata da Cinecittà e realizzata insieme alla Settimana Internazionale della Critica.

    ”Un programma-laboratorio che negli anni sta portando talenti del cortometraggio all’opera prima e a una visibilità importante, e che questa volta ci ha portato questa bellissima sorpresa. Per Cinecittà è la conferma che il talento va seguito sin dal cortometraggio, in cui crediamo con passione. 

    A Matteo ad Arianna, e a tutti quanti hanno contribuito a questo piccolo grande film, l’augurio che il suo viaggio sia ancora molto lungo”.  

    Così Manuela Cacciamani,  Amministratore delegato di Cinecittà, commenta la selezione nella shortlist degli Oscar nella categoria Best Animated Short Film di ‘Playing God’,

    ‘Siamo orgogliosi. Per Cinecittà è la conferma che il talento va seguito sin dal cortometraggio, in cui crediamo con passione”

    Il cortometraggio italiano ha avuto una distribuzione festivaliera di successo, con 180 selezioni ufficiali e un totale di 92 premi internazionali.

    È la prima volta che un cortometraggio italiano di animazione entra nella shortlist a 15 degli Oscar.

    “Essere in shortlist rappresenta per noi un riconoscimento del percorso complesso, durato sette anni, che ci ha portato fino a qui, motivati prima di ogni altra cosa dal desiderio di fare cinema”, hanno dichiarato  Matteo Burani e la produttrice e animatrice Arianna Gheller.

    Come nota Masedari, “Playing God è un’istantanea del momento storico che stiamo vivendo, propizio solo per tiranni e dittatori che provano a ridisegnare il destino del mondo mettendo in atto guerre e forme di oppressione. Un tempo buio, ma che permette ancora di intravedere un barlume di luce indispensabile per riscoprire un senso di appartenenza e di comunità che non lasci indietro nessuno, nemmeno chi è quotidianamente emarginato o escluso. 

    Playing God non tenta di confortare, piuttosto affronta l’oscurità a viso aperto, aprendo alla speranza di una via d’uscita collettiva”.

    In attesa di conoscere il prossimo 22 gennaio la cinquina dei finalisti che parteciperanno alla cerimonia degli Academy Awards®  a Los Angeles il 15 marzo, i due artisti aggiungono: “Questa pre-selezione dimostra che un team di trentenni che ha scelto di costruire la propria carriera in Italia può a pieno titolo aspirare a confrontarsi con il cinema d’animazione internazionale. 

    Playing God’ di Studio Croma Animation sarà visibile su Youtube, gratuitamente, dal 22 dicembre 2025 all’11 gennaio 2026.

    moltedo-film

    Adriana Moltedo

    Esperta di cinematografia con studi al CSC Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, Ceramista, Giornalista, Curatrice editoriale, esperta di Comunicazione politico-istituzionale per le Pari Opportunità. Scout.

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