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    Dol's Magazine
    Home»Pari opportunità»Donne e diritto»CENTRI PER LA VITA, MORTE DELLE LIBERTÀ
    Donne e diritto

    CENTRI PER LA VITA, MORTE DELLE LIBERTÀ

    Rita CugolaBy Rita Cugola27/05/2024Updated:28/05/2024Nessun commento3 Mins Read
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    “Norme per la tutela della maternità e sull’interruzione volontaria di gravidanza”
    .
    Nessuno avrebbe potuto prevedere che tale sacrosanto diritto – riconosciuto nel lontano 1978,
    dopo anni di lotte femministe di rivendicazione – sarebbe stato contrastato, a 46 anni di distanza,
    da un esecutivo con impulsi nostalgici di mussoliniana memoria, abilmente contraffatti ma mai
    interamente sopiti.
    A dispetto dei reiterati proclami istituzionali sul valore delle libertà individuali, la scelta di non
    avere figli continua infatti a essere fortemente stigmatizzata,
    a prescindere dalla motivazioni da cui
    deriva.
    Complice il dicastero per le Pari Opportunità e la Famiglia (sic!), la tanto decantata “applicazione
    integrale” della suddetta normativa, meglio nota in termini di legge 194/78, si sta insomma
    traducendo in un percorso a ostacoli, senza possibilità apparente di appello da parte delle
    aspiranti “madri rinunciatarie”.
    Direttamente proporzionali all’incremento degli obiettori di coscienza in ambito sanitario, le
    notevoli limitazioni che vincolano il ricorso all’aborto, con la conseguente riduzione degli accessi
    consentiti nelle strutture preposte, l
    asciano intuire una svolta drastica nella valenza
    dell’autodeterminazione quale strumento di conquista e salvaguardia dei diritti civili
    costituzionalmente sanciti.

    L’improvvisa, ma non certo inattesa, comparsa dei cosiddetti comitati a tutela della vita sulla
    scena nazionale incarna un’ulteriore conferma della deriva etica intrapresa dal paese grazie a una
    linea politica inequivocabilmente repressiva, oscurantista, penalizzante ma estremamente
    funzionale a un sistema fedele al dogma “Dio, patria e famiglia”
    .
    Divenuto ormai anche slogan ricorrente delle destre: non a caso viene declamato a gran voce
    ovunque vi sia spazio per il soffocamento di singole aspirazioni sgradite ai sodali autocrati
    insediati ai vertici (con l’incauto consenso dei delusi dalle precedenti amministrazioni, ormai
    palesemente privi della benché minima facoltà di valutazione e giudizio).

    Il risultato di tanta intraprendenza politico-religiosa a opera del governo è che chi vuole abortire si
    ritrova ad affrontare non soltanto ostacoli medici, ideologici e burocratici quasi insormontabili, ma
    anche intollerabili umiliazioni assai poco consone alla parvenza altruista da cui pretende di
    derivare.
    La crociata a difesa dei nascituri rischia sostanzialmente di culminare in soprusi, violenze
    psicologiche e intimidazioni accompagnate da irrisorie proposte di denaro, a garanzia della
    prosecuzione incondizionata di una gravidanza indesiderata.

    Alcuni attivisti di un Centro genovese per la vita hanno tentato (invano) di dissuadere una donna
    dall’abortire mediante un offerta di 100 (cento!) euro seguita dalla promessa di ulteriori contributi
    economici fino a parto avvenuto.

    E non si tratta di un caso isolato: le tentacolari interferenze nelle risoluzioni personali in materia di
    aborto paiono destinate a focalizzare l’attenzione generale indefinitamente. É ovviamente
    impossibile azzardare le ripercussioni che ne deriveranno; l’unica certezza è che nulla rimarrà
    invariato. A partire dai risvolti psicologici di questa guerra occulta alla libertà di decisione.
    “ll medico ha cominciato a sgridarmi dicendomi che quello era il mio bambino con un battito
    cardiaco”, ha emblematicamente dichiarato una malcapitata . “Mi ha fatto capire che stavo
    occupando il posto di donne con il cancro quando avrei potuto stare più attenta”.

    abortisti aborto
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    Rita Cugola
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    Milanese del ‘59 è giornalista professionista da molti anni. Nel periodo universitario si è dedicata alle recensioni musicali e cinematografiche su istanza di Amica, Cosmopolitan, NoiDonne, Il Borghese). In seguito si è però specializzata in questioni di politica estera e problematiche sociali internazionali (con peculiare attenzione all’universo femminile islamico e al fenomeno discriminatorio globale), scrivendo per svariate testate nazionali, tra cui Panorama.it, La Padania, La Stampa e Il Fatto Quotidiano. Già autrice e conduttrice di programmi giornalistici di approfondimento in emittenti private e tv locali ha deciso di creare un blog su tematiche di geopolitica internazionale (LOOK BEYOND, ritacugola.wordpress.com). Appassionata di egittologia, sufismo e filosofia ha lavorato a lungo con (Sp)Hera, mensile di storia, archeologia ed ermetismo. Per un triennio è stata condirettore di Alganews (magazine online fondato da Lucio Giordano). Attualmente scrive per Dol’s Magazine e il mensile Storica (gruppo RBA). Grazie alla conoscenza di quattro lingue (oltre all’Arabo che sta studiando nel tempo libero) collabora attivamente con la Libreria Islamica/Edizioni Al Hikma, traducendo testi ancora inediti di carattere filosofico/religioso.

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