Solitudine e fenomeno del dating online

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Ho scritto tempo fa, su queste stesse pagine di Dols, ben prima del lockdown, di quanto fosse in aumento esponenziale la solitudine di donne e uomini di varie età, il bisogno, per molti, di aprire una finestra sul mondo che, dal chiuso delle case o del lavoro, non si svela mai abbastanza.

Il fenomeno non riguarda solo separati, divorziati e single over cinquanta, ma gruppi anche giovanissimi di ragazzi e ragazze alla ricerca dell’anima gemella.

La motivazione che spinge gli utenti a profilarsi sui vari canali esplode in un’epoca di comunicazione totale e di social network di facile uso, in un momento storico in cui la solitudine non dovrebbe apparire affatto come problema. 

Tutti gli smartphone consentono una relazione piena col mondo esterno, a volte addirittura inopportuna, senza troppi confini di luogo, tempo e riservatezza.

Ricordo l’immagine di mia nonna, amante della scrittura a mano, su fogli color avorio, che scriveva lunghe lettere con la stilografica a inchiostro blu, teneva un carteggio costante con gli amici lontani, attendendo anche settimane prima di una risposta

Oggi i click arrivano in tempo reale e guai se qualcuno pone indugio a leggere il messaggio e a dare un veloce e rassicurante feed back, il ritardo può essere letto   come mancanza d’attenzione, riguardo e disinteresse.

Grazie a questa connessione continua e spesso non “de visu” ci può essere la possibilità di stabilire interazioni sociali non del tutto reali, c’è chi si costruisce un alter ego, è chi vorrebbe essere, non sempre desidera far scoprire chi è veramente, con tutti i rischi di frode dell’immagine personale, connessi al mondo del virtuale. 

Appaiono spesso notizie di personaggi aitanti e millantatori che si autodefiniscono grandi, inarrestabili quanto improvvisi amanti, con relative richieste di denaro al partner per motivazioni disperate che soprattutto ingenue donne sole, desiderose di essere amate, non esitano a soddisfare. 

Le relazioni personali che nascono guardandosi negli occhi sono sempre più rare e cresce il rischio di solitudini emotive molto spesso pericolose.

Di conseguenza diviene sempre più difficile intrecciare rapporti veri con l’altro sesso, scoprire empatie, attrazioni fisiche o sentire le farfalle nello stomaco al primo incontro di persona.

E’ tutto già scritto e in rete, ci si è raccontati, presentati, fotografati in vari momenti della vita, dal risveglio alla buonanotte, si testimonia ciò che si fa, dove si va, si è sullo schermo tanto, troppo tempo, si inviano alla rete selfie, video, resta veramente poco spazio all’immaginazione, al mistero, quando il non detto è, da sempre, una parte attrattiva seducente e fondante in ogni rapporto.

Durante il lock down le app di incontri hanno registrato un boom di accessi, ovviamente, negli ultimi due anni, sono mancati tanto i rapporti familiari, affettivi, gli amici, lo stare insieme quindi ogni incontro poteva rappresentare un’emozione e una possibile novità, non solo per i single. 

In Italia i siti di incontri sono frequentati per il 28% da donne contro il 43% degli uomini.

 Il 57% degli adolescenti italiani utilizza servizi di dating on line e li usa con successo, il 10% degli italiani con più di 65 anni cerca la compagnia e la relazione sul web.

Può sembrare strano, ma le stime dicono che in Italia una relazione su tre nasca proprio sulle app di incontri.

Esistono anche donne molto diffidenti e attente, c’è chi cerca una relazione stabile, chi cerca poliamori, chi cerca amicizie o rapporti di una sola notte.

Solitamente gli uomini sono più diretti e dichiarano di non desiderare relazioni durature, dicono anche di essere sposati e si dicono pronti a tanti diversi incontri, in una gestione piuttosto giovanilistica del rapporto amoroso, magari di tipo solo sessuale, alla Peter Pan.

Più avanza l’età dei partecipanti alle app, più questa tendenza al non impegno, diviene stabile, alla ricerca di una giovinezza e di una curiosità relazionale costante e stimolante.

Si ricercano uomini romantici, preferibilmente risolti, avvocati, medici, professionisti, amanti degli animali, onnivori e liberi da vincoli matrimoniali.

Le donne devono essere possibilmente di bella presenza, economicamente indipendenti, disposte a viaggiare e con dolcezza di approccio.

Riflettiamo sul fatto che stanno completamente cambiando le nostre abitudini relazionali, la rete ha reso la distanza tra le persone irrilevante o superabile.

Non troppo tempo fa ci si accoppiava con le persone vicine o della stessa città e paese o presenti nella cerchia delle conoscenze: di studio e di lavoro.

Oggi si conoscono molte più persone perché è più facile farlo.

Chiediamoci allora cosa muove questi folti gruppi di entrambi i sessi ad affidarsi ai canali d’incontri per trovare possibilmente la persona della vita o vivere anche per poco tempo un bel sogno.

Occorre tener conto che anche nei rapporti di coppia può esistere molta solitudine sia per la distanza affettiva che si genera tra partner sia per mancanza di coesione comunicativa, di intimità emotiva e sessuale o per tempi di evoluzione diversi che via via si sono creati, generando una lontana e non più accettabile mancanza di identità di vedute.

“La vera solitudine non è necessariamente limitata a quando si è soli”

                                           (Charles Bukowski)

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Profilo Autore

Maria Cristina Paselli lifecoach

Specializzata in Scienze d’Azienda, Gestione di Risorse Umane, lavora da tempo nei settori dell’Alta Formazione per Manager, nel Coaching, nella Comunicazione Positiva, Marketing, Creazione di Team Leader, Immagine Personale, Leadership Aziendale e nella Selezione di Personale Hight Level. Collabora con Province e Regioni per Corsi di Avvio e Formazione all’ Imprenditoria . Consulente di Aziende Private ed Enti Pubblici per Attività di Organizzazione, Management, Aggiornamento professionale, Progettazione, Formazione sul Lavoro ed Orientamento. Ha pubblicato testi sulla Formazione, l’Inserimento e il Ricollocamento di donne, adolescenti difficili, adulti e categorie ritenute socialmente deboli. Ha realizzato la sceneggiatura di Performance teatrali al termine di Corsi di Autostima. Ha progettato e diretto Programmi di Prevenzione e Mantenimento del Benessere Psicofisico in Centri di Cura, collaborando con specialisti e terapisti orientali, sia in Veneto che in Toscana.

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