Ritorno a casa in epoca post-Covid

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Da Amsterdam a casa-Italia in epoca post-Covid

di Silvia Bergantin

Ciao a tutti!

Oggi ho il piacere di raccontarvi il mio ritorno in Italia, durante questo periodo, post Covid
(se così si può chiamare).
Ho trovato tante cose senza senso, controlli inesistenti e sinceramente sono rimasta un po’ delusa.
Sono tornata in Italia a trovare i miei genitori e i miei amici e devo dire che ero un po’ preoccupata per tutte le restrizioni che avrei incontrato che avrebbero limitato la libertà` che avevo in Olanda.
Dopo questa breve premessa, passiamo subito a quello che è stata la realtà`.
Sono partita da Amsterdam, l’aeroporto vuoto, tutti i negozi all’interno (compresi i bar) erano chiusi e avevo l’obbligo di indossare la mascherina.
Ho dovuto imbarcare i bagagli perché con le nuove restrizione non era possibile portare nessun bagaglio sull’aereo.
Al momento di fare il check-in dei bagagli la ragazza mi ha chiesto di compilare un’autocertificazione (che nessuno ha mai controllato e preso) e allora mi chiedo, perché me lo fate compilare? Come fate ad avere i contatti di quelli sull’aereo se dovesse presentarsi un caso di Covid-19?
Gli aerei avrebbero dovuto avere l’obbligo di un posto vuoto in mezzo ad ogni fila, ma una volta arrivata sull’aereo mi accorgo che è pieno, tutti i posti erano stati occupati.
Sono atterrata a Milano dove ho cominciato ad intravedere i cartelli che dicevano di mantenere la distanza di sicurezza di 1.5m.
Una volta scesa dall’aereo, indovinate un po’? Ci hanno ammassato tutti sul pulmino che ti porta dall’aereo al terminal e proprio in quel momento mi sono chiesta: ‘’dov’e` qui la distanza’’? E perché` viene permesso tutto ciò?.
Arrivo al ritiro bagagli e l’uomo della sicurezza si accerta che tutti fossero nei cerchi rossi per rispettare la distanza di 1.5; ma come, prima mi hai fatto salire su un pullman dove eravamo tutti ammassati e ora vi preoccupate della distanza di sicurezza?.
Durante la mia permanenza, ho notato che nonostante tutto quello che è successo, la mentalità` di alcune persone non è` cambiata e la paura che c’era prima sembra ormai scomparsa.
Sono uscita un sabato sera e sono rimasta un po’ perplessa; dentro al locale dovevo entrare con la mascherina per ordinare, quando ordinavo, dovevo abbassarla altrimenti il barman non mi capiva per la musica alta.
Quando sono uscita dal bar c’erano tutte le persone ammassate davanti al locale senza mascherina, saremmo stati almeno un centinaio (se non di più) uno vicino all’altro senza alcun tipo di distanza. E` vero che eravamo all’aperto ma è anche vero che tante persone all’aperto, ammassate, hanno lo stesso effetto di chi è al chiuso, secondo me.
Dopo una settimana, sono partita per Roma, dove sono tutt’ora e qui la situazione è ancora più sconvolgente. Arrivata in aeroporto, non ho avuto nessun controllo della temperatura, ho preso il pullman per arrivare al terminal e ovviamente eravamo tutti ammassati anche in quella situazione.
Andando a fare shopping con la mia amica noto che solo in alcuni negozi non puoi assolutamente provare i vestiti quando poi in realtà` puoi portarli a casa e restituirli in caso non andassero bene, un controsenso? Si.
Questo weekend ho deciso, insieme ai miei amici di passarlo a Sperlonga, andare al mare e fare le passeggiate per i paesi limitrofi, sperando di trovare una situazione gestibile.
Arriviamo allo stabilimento che abbiamo prenotato a Sperlonga, dove lettini e sdraio erano tutti ammassati, lo spazio di 1m era solo tra un ombrellone e l’altro ma tra le persone, lo spazio non esisteva.
In centro a Sperlonga alla sera, la gente era molta, senza mascherina e la situazione era proprio senza controllo.
Tutto questo per me sembrava quasi surreale, nessun controllo per le strade, dover avere l’ansia di non avere una mascherina in borsa e non poter entrare nei locali, di vedere un vero e proprio business dietro alle mascherine; c’è` chi la prende colorata, c’è chi ha le usa e getta e chi invece se la personalizza.
Tutto quello che sto vivendo in Italia mi sta facendo pensare che ormai ci siamo dimenticati tutti di cosa voleva dire stare in casa bloccati, di cosa abbiamo passato in quei giorni di paura e di restrizioni.
In questa mia permanenza ho effettivamente riflettuto sulle restrizioni in Olanda (per chi non lo avesse letto, può’ leggere l’articolo precedente dove parlo di questo) che a questo punto hanno più senso, sono stati tutti coerenti, senza restrizioni troppo severe e hanno pensato anche a salvare l’economia.
In Italia ho visto tanti controsensi e non ho più visto la paura negli occhi delle persone ma bensì tanta tranquillità` come se il Covid-19 non esistesse più e fosse solo acqua passata, solo perché i casi non sono più troppo alti.
Vi invito a non dimenticarvi di cosa avete passato in quei mesi dove eravate controllati se uscivate di casa, di quei giorni nei quali i vostri bambini volevano uscire e voi dovevate trovare una spiegazione plausibile al vostro NO.
Non ho più trovato quell’atmosfera dove si era tutti uniti a combattere qualcosa, qualcosa più grande di noi, non ho trovato quell’atmosfera di unione con #andratuttobene, sembra che per le persone sia già andato tutto bene ma non è ancora così.
Non date per scontato che sia acqua passata perché` potrebbe ritornare, basta guardare il Belgio e la Cina o peggio ancora in America dove non è mai “passato”.
Rispettate le distanze e indossate la mascherina per proteggere voi e gli altri.

silvia-bergantinSilvia Bergantin

Expat che combatte frodi online, viaggiatrice a cui piace esplorare il mondo e nuove culture. Vivo e lavoro in Olanda, appassionata di coaching, La psicologia e il benessere personale sono sempre state le mie passioni. Sto studiando per avviare la mia professione da Life coach.

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Profilo Autore

Caterina Della Torre

Proprietaria di www.dols.it di cui è direttore editoriale e general manger Nata a Bari nel 1958, sposata con una una figlia. Linguista, laureata in russo e inglese, passata al marketing ed alla comunicazione. Dopo cinque anni in Armando Testa, dove seguiva i mercati dell’Est Europa per il new business e dopo una breve esperienza in un network interazionale di pubblicità, ha iniziato a lavorare su Internet. Dopo una breve conoscenza di Webgrrls Italy, passa nel 1998 a progettare con tre socie il sito delle donne on line, dedicato a quello che le donne volevano incontrare su Internet e non trovavano ancora. L’esperienza di dol’s le ha permesso di coniugare la sua esperienza di marketing, comunicazione ed anche l’aspetto linguistico (conosce l’inglese, il russo, il tedesco, il francese, lo spagnolo e altre lingue minori :) ). Specializzata in pubbliche relazioni e marketing della comunicazione, si occupa di lavoro (con uno sguardo all’imprenditoria e al diritto del lavoro), solidarietà, formazione (è stata docente di webmarketing per IFOA, Galdus e Talete). Organizzatrice di eventi indirizzati ad un pubblico femminile, da più di 10 anni si occupa di pari opportunità. Redattrice e content manager per dol’s, ha scritto molti degli articoli pubblicati su www.dols.it.

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