Scrivere che passione 3

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La mano mi teneva con dolcezza e forza e non ero riuscita a ritrarmi. Non ero riuscita o non volevo. Mi sentivo trascinata con piacere.

Intanto l’amico moretto del biondo moscovita restava lì vicino, quasi temesse di perderci. Un corpo magro e asciutto. Prese per il braccio il bel biondo e si abbassò verso di me con sussiego. ”Sai, io faccio il ballerino” disse in russo, ”se vuoi ti posso invitare ai miei spettacoli, ma non ballo al Bolshoj”.
La mia amica Lisa sembrava scomparsa. Ma dove se n’era andata adesso che avevo bisogno di lei?

Cosa facevo? Accettavo? E dove ballava il moretto? Che rapporti aveva con l’amico, ben più alto e maturo di lui? Cosa mi avrebbero chiesto in cambio?

ballerinoLa risposta non si fece aspettare. Tanta grazia  solo per chiedermi se potevo entrare in un albergo internazionale e comprare per loro delle scatole di caviale e alcune bottiglie di  spumante  che lì era in vendita e costava meno.

Credevo che il caviale fosse una leccornia che ricercassero solo gli occidentali, noi al di là degli Urali. E invece anche loro stravedevano per quelle palline rosse o nere dal gusto meraviglioso.

Dissi di sì, alla fine, ma Lisa che era riapparsa dal nulla mi fece cenno che ero matta. Insomma la transazione commerciale andò in porto e ci demmo appuntamento per il pomeriggio dopo.

Tornando a casa in metrò  nella sperduta periferia dove si trovava il mio ”obshezhistie” (college), pensai che così funzionava l’economia russa. Lunghe code ai negozi per non comprare niente e poi le cose più ricercate, un mare di nero.

Non è questo ciò che speravo di trovare nel fascinoso o lontano paese, patria di Tolstoj, Pushhin e Dostojevski.

Ed anche le occasionali conoscenze erano mirate al guadagno individuale. Riportai le mie osservazioni all’unica amica russa che avevo conosciuto all’istituto, Lara e lei ne rimase colpita ma non negò le mie affermazioni. Che anzi confermò per tirarmi su di morale mi propose una gita nel week end ad alcuni km  Mosca a Yasnaya Polyana casa di Tolstoj e a Sheremetevo casa di Blok.

Sentendomi rinfrancata dimenticai le cose che non mi erano piaciute e mi feci un bel te russo con il samovar.

continua

 

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Profilo Autore

Caterina Della Torre

Proprietaria di www.dols.it di cui è direttore editoriale e general manger Nata a Bari nel 1958, sposata con una una figlia. Linguista, laureata in russo e inglese, passata al marketing ed alla comunicazione. Dopo cinque anni in Armando Testa, dove seguiva i mercati dell’Est Europa per il new business e dopo una breve esperienza in un network interazionale di pubblicità, ha iniziato a lavorare su Internet. Dopo una breve conoscenza di Webgrrls Italy, passa nel 1998 a progettare con tre socie il sito delle donne on line, dedicato a quello che le donne volevano incontrare su Internet e non trovavano ancora. L’esperienza di dol’s le ha permesso di coniugare la sua esperienza di marketing, comunicazione ed anche l’aspetto linguistico (conosce l’inglese, il russo, il tedesco, il francese, lo spagnolo e altre lingue minori :) ). Specializzata in pubbliche relazioni e marketing della comunicazione, si occupa di lavoro (con uno sguardo all’imprenditoria e al diritto del lavoro), solidarietà, formazione (è stata docente di webmarketing per IFOA, Galdus e Talete). Organizzatrice di eventi indirizzati ad un pubblico femminile, da più di 10 anni si occupa di pari opportunità. Redattrice e content manager per dol’s, ha scritto molti degli articoli pubblicati su www.dols.it.

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