Scrivere che passione 4

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Quel giorno lo ricordai a lungo. Due ragazzi conosciuti per caso che mi avevano fatto capire che tutto sommato noi ”occidentali” come ci chiamavano, eravamo più fortunati di loro anche se da noi c’erano il terrorismo, le sperequazioni sociali,  la mafia e quant’altro,  da loro gente che tirava a campare alla meno peggio ma con ideali e la speranza di una vita migliore.

Fare lo studente ti porta ad avvicinarti a realtà diverse dalla tua d’origine, con semplicità e spesso con una curiosità e modestia che un lavoratore non ha perché già inserito in un circuito produttivo, per cui tutto quello che fai dipende da te sia a monte che a valle e non puoi facilmente fermare il ciclo. Quando studi lo fai spesso per te e basta. Puoi fare cose apprezzabili o meno ma puoi anche tirartene fuori.

Amavo molto il russo e la sua cultura e storia ma non apprezzavo  ciò che quel popolo stava vivendo. La scarsità alimentare da una parte ma anche la povertà di opportunità.

Le cose per cambiare avrebbero avuto bisogno di una svolta decisiva che avrebbe però tolto loro qualcosa…

Questi pensieri mi accompagnarono a lungo quando tornai a casa dove tutto sembrava più facile e  raggiungibile ma la mia città era una specie di gabbia dalla quale avrei voluto volar via. Ma per andare dove?

teatri-moscaLa cosa che mi sembrò più attuabile era continuare ad utilizzare quello per cui avevo studiato e ottenuto la laurea, la conoscenza del  russo, ma sapevo che non sarebbe stata la stessa cosa. Infatti dovetti abbandonare la letteratura e la storia  per occuparmi di traduzioni di studi ingegneristici perché rendevano  di più.

Che differenza c’era allora tra me ed il ballerino e l’amico  biondo che facevano mercato nero per tirare a campare?

Ma questa è un’altra storia e vi avevo promesso di non annoiarvi. Torniamo al biondo e al suo amico che dovevo incontrare per lo scambio ”commerciale”. Ottenni i due biglietti per andare a vedere il balletto e scoprii che Mosca era piena di teatri grandi e piccoli e di scuole di ballo più o meno rinomate. Ciò che mi entusiasmò maggiormente fu poter vedere da vicino i ballerini e le ballerine ed ammirare la grazia con la quale si muovevano. Da allora partì il mio entusiasmo ed il mio amore per la danza che a Mosca aveva  vissuto il suo fulgore,

Ma la storia con i due amici russi finì lì perché nel frattempo avevo fatto altre amicizie  interessanti e stimolanti. A cominciare da Lara che mi aveva preso sotto la sua ala protettrice e che mi fece vedere cose difficili da raggiungere per uno straniero, a patto che restassi muta perchè altrimenti mi sarei tradita con il mio accento poco ”russo”.

continua

 

 

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Profilo Autore

Caterina Della Torre

Proprietaria di www.dols.it di cui è direttore editoriale e general manger Nata a Bari nel 1958, sposata con una una figlia. Linguista, laureata in russo e inglese, passata al marketing ed alla comunicazione. Dopo cinque anni in Armando Testa, dove seguiva i mercati dell’Est Europa per il new business e dopo una breve esperienza in un network interazionale di pubblicità, ha iniziato a lavorare su Internet. Dopo una breve conoscenza di Webgrrls Italy, passa nel 1998 a progettare con tre socie il sito delle donne on line, dedicato a quello che le donne volevano incontrare su Internet e non trovavano ancora. L’esperienza di dol’s le ha permesso di coniugare la sua esperienza di marketing, comunicazione ed anche l’aspetto linguistico (conosce l’inglese, il russo, il tedesco, il francese, lo spagnolo e altre lingue minori :) ). Specializzata in pubbliche relazioni e marketing della comunicazione, si occupa di lavoro (con uno sguardo all’imprenditoria e al diritto del lavoro), solidarietà, formazione (è stata docente di webmarketing per IFOA, Galdus e Talete). Organizzatrice di eventi indirizzati ad un pubblico femminile, da più di 10 anni si occupa di pari opportunità. Redattrice e content manager per dol’s, ha scritto molti degli articoli pubblicati su www.dols.it.

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