Sempre avanti coi tempi

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Hedy Lamarr (1913- 2000)
Attrice austriaca, ha contribuito a porre le basi di una tecnologia rivoluzionaria, che ha trovato recenti applicazioni nella telefonia cellulare e nelle reti wireless.

 

Nata a Vienna nel 1913, Hedwig Eva Maria Kiesler – in arte Hedy Lamarr – divenne famosa nel 1933, quale attrice protagonista del film Estasi di Gustav Machaty, scandalizzando il mondo intero per una sequenza in cui appariva interamente nuda. Nel 1938 si trasferì negli Stati Uniti per tentare una carriera a Hollywood. Non riuscirà però ad emergere interpretando quasi sempre parti di secondo piano. Abbandonò il cinema nel 1958, dopo aver recitato in L’animale femmina. Divenne cittadina americana nel 1953, si maritò sei volte e ebbe tre figli. Il primo, James, fu adottato alla fine del 1930, mentre era sposata con il regista Gene Markey. Gli altri due, Anthony e Denise, nacquero dal matrimonio con l’attore inglese John Loder.

Dal 1933 al 1937, mentre era sposata con Fritz Mandl, fabbricante di armi austriaco, ebbe modo di familiarizzare con le problematiche relative alla ricerca di nuovi sistemi di difesa: in particolare per la costruzione di siluri telecomandati, armamenti mai entrati in produzione in quanto il sistema di guida poteva essere facilmente disturbato. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, divenne una fervente oppositrice del regime nazista e, desiderosa di offrire un personale contributo alle forze alleate, riprese l’idea della realizzazione dei siluri, ritenendo che si potesse distribuire il segnale di guida su più frequenze, in modo che fosse protetto dalle interferenze generate dal nemico. L’intuizione era geniale, ma il punto debole del progetto era come realizzare la sincronizzazione della trasmittente e del ricevitore del segnale.

Nel 1940 l’attrice conobbe il compositore americano d’avanguardia George Antheil (1900-1959) e gli descrisse la sua idea chiedendogli di aiutarla a costruire un dispositivo in grado di sincronizzare il segnale. Antheil concepì un sistema basato su 88 frequenze, corrispondenti al numero dei tasti del pianoforte, utilizzando rulli di carta perforati che avrebbero ruotato in sincronia, trasmettendo e ricevendo frequenze sempre diverse ed evitando in tal modo ogni tipo di intercettazione o disturbo. Nel dicembre 1940 lo strumento per il salto di frequenza da loro congegnato fu presentato al Consiglio Nazionale degli Inventori e, nell’agosto 1942, l’invenzione ottenne il brevetto col nome di Sistema di Comunicazione Segreta. Lamarr e Antheil lo misero subito a disposizione dell’esercito americano, ma solo venti anni dopo la sua realizzazione, a diritti scaduti, vi fu il primo impiego militare su vasta scala del brevetto, che non venne utilizzato per la guida telecomandata di siluri, bensì per garantire la comunicazione fra le navi coinvolte nel blocco navale durante la Crisi dei Missili di Cuba del 1962. L’inizio degli anni Sessanta vide anche la comparsa di aerei da ricognizione basati sul “salto di frequenza”, velivoli impiegati nella guerra del Vietnam. Negli anni Ottanta, con l’avvento della tecnologia digitale e l’autorizzazione militare all’utilizzo del brevetto per scopi civili, l’invenzione di Lamarr e Antheil divenne sempre più importante.
Oggi si parla di “espansione di spettro (spread spectrum)”, ma l’idea alla base di questo concetto è la medesima e ha reso possibili i moderni sistemi di trasmissione e di crittaggio wireless (senza fili), consentendo di proteggere le comunicazioni che avvengono tramite i telefoni cellulari.
Nel 2000, Hedy Lamarr fu insignita del premio speciale dalla EEF (Electronic Frontier Foundation) per avere brevettato, ma mai sfruttato in termini economici, lo “spread spectrum. L’inventrice morì nello stesso anno ad Altamonte Springs, in Florida.

Dal  libro Scienziate nel tempo. 60 biografie

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Profilo Autore

Sara Sesti

Insegnante di Matematica fa parte dell’Associazione Donne e Scienza. E’ responsabile per il ”Centro di Diffusione della Cultura Scientifica e Tecnologica” dell’Università di Milano della rassegna di film e documentari scientifici “Vedere la Scienza- Sguardi sulle Donne di scienza”. Ha curato, per il Centro di Ricerca PRISTEM dell’Università Bocconi, la mostra ”Scienziate d’Occidente. Due secoli di storia”. Ha pubblicato con Liliana Moro il libro ”Donne di scienza. 50 biografìe dall’antichità al duemila”, PRISTEM-Bocconi, 1999 e “Scienziate nel tempo. 70 biografie”, LUD Milano, ultima edizione 2010. Collabora con la rivista di matematica ”Progetto Alice”. E’ una delle webmaster del sito www.universitadelledonne.it.

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