DueDiLatte – dal latte al tessuto

0

DueDiLatte : il latte che diventa tessuto, sostenibile e non inquinante. Questa la storia che Antonella Bellina, siciliana, ma con il cuore toscano, che ha vinto il premio QVC NEXT Award nell’ambito del premio GammaDonna 2017 proprio con l’azienda della quale è Founder e Art director.

antonella-bellinaAntonella Bellina, classe 1980, dopo aver eseguito i suoi  studi universitari in psicologia ad un certo punto si  è resa conto che la passione per il mondo del tessile era molto più forte di qualsiasi altra cosa e così ha  deciso di intraprendere il percorso di perito tessile, stilista e modellista. Dopo aver conseguito vari diplomi ed iniziato a lavorare per importanti aziende del settore tessile nei vari uffici stile, ricerca e sviluppo prodotto specializzandosi in ricerca e selezione tessuti , si è rivelata una  cacciatrice di tendenze e designer giramondo. Ha creato collezioni per prestigiosi brand di abbigliamento e accessori Nazionale ed Internazionali.

Come è nata DueDiLatte e perchè? Ci spieghi cosa sono i tessuti da voi prodotti?
DueDiLatte sorge dalla volontà di creare qualcosa di nuovo e di buono. Nasce da un’idea che si intreccia con gli studi e affonda le sue radici nella storia dell’innovazione italiana.

Negli anni ’30, Antonio Ferretti brevettò il processo di produzione della fibra di latte che nel 1936 prese  il nome commerciale di Lanital: un filato in fibra di latte che sostituiva la lana, all’epoca oggetto di divieto autarchico d’importazione. Noi abbiamo ripreso quel processo  nel quale veniva utilizzato il latte industriale in eccedenza, con basso impiego di acqua, non dannoso per la salute e con minori emissioni di CO2. Quindi un tessuto assolutamente sostenibile ed ecologico.

Tu sei stilista, come è nata l’idea di creare tessuti ecologici ed anallergici prodotti da voi?
Mi sono sempre occupata di tessuti oltre che per lavoro anche per passione e curiosità e l’idea di creare qualcosa di nuovo partendo da una materia prima denominata “scarto” per me è un valore aggiunto. L’economia circolare è alla base della ricerca sostenibile e nel mondo del tessile ci si sta sempre più rendendo conto della necessità di innovare e aiutare l’ambiente senza mai tralasciare l’aspetto fashion e la desiderabilità dei prodotti. Ecco DueDiLatte punta a questo, un tessuto dalle proprietà straordinarie, (anallergico, termoregolatore e idratante) ma è anche ecologico (riciclo di latte destinato allo smaltimento) ed infine è bello perché non solo è morbidissimo al tatto è anche segoso e luminoso.

Nel vostro corredo stilistico quali tipi di indumenti vengono prodotti? Che capi proponete?
La mia volontà è quella di realizzare prevalentemente prodotti per l’infanzia quali body bebè, tutine ecc. mentre per quanto riguarda la linea adulti, specializzarmi in categorie di prodotto quali t-shirt e bluse.

DueDiLatte è perfettamente ecologico ed alla moda. Quanto è pesata maggiormente sull’ idea l’obiettivo ecologistico e quanto la ricerca?
La ricerca è alla base del progetto DueDiLatte, in quanto lo sviluppo di un tessuto performante, stabile ed industrializzatile che deve mantenere la sua identità naturale ed ecologica è fondamentale. La sensibilità dell’industria della moda sto sempre di più portando avanti progetti legati al mondo ecosostenibile ed è in quest’ottica che duedilatte oggi si propone come una vera alternativa al cotono bio o ad altri materiali tessili.

Pensi che la ricerca di tessuti ecologici prenda piede in una società nella quale la plastica la fa da padrona?
E’ una necessità. La consapevolezza delle risorse limitate e l’importanza di trovare nuove risorse rinnovabili per il futuro è ormai una realtà sempre più preponderante, lo si può vedere sia nel mondo del food (riduzione del consumo di carne) all’automotive (ricerca e sviluppo di auto elettriche o ibride) persino la plastica ormai è riciclabile…quindi mi sento positiva perché ritengo che rispettare il pianeta non sia una “moda” ma debba essere uno stile di vita.

Le donne più ecologiste degli uomini? E se sì perché?
Non ne farei una scelta di “genere”…forse le donne essendo più sensibili risultano più attente ma io ritengo che essere ecologisti o “rispettosi” del nostro mondo sia un dovere di tutti.

Le fibre naturali come lana, cotone e seta moriranno? E’ un bene o un male?
Lo sfruttamento del terreno destinato alle coltivazioni intensive delle piantagioni di cotone spesso arrecano danni incredibili al pianeta e anche alla salute a causa dei pesticidi che vengono utilizzati..la sovrapproduzione della seta e la conseguente “strage” di bachi da seta anch’essa è davvero insostenibile ormai…personalmente sono certa che le soluzioni vi siano e come in tutte le cose gli estremi in un senso o nell’altro non sono mai un bene.
Le piantagioni di cotone organico ad esempio sono sostenibili, così come pure le piccole comunità che lavorano la seta in quantità ancora sostenibili e non intensive possono essere un’alternativa.. per non parlare della lana rigenerata che è una lavorazione storica che in toscana ad esempio viene tramandata da generazioni..
Non penso che le materie di cui sopra siano destinate a morire, mi auguro solo che vi sia una consapevolezza maggiore nel gestire le risorse.

I tessuti di DueDiLatte sono resistenti?
I tessuti DueDiLatte sono molto resistenti, il latte ha una sua elasticità naturale e grazie a questo “invecchia” come la pelle ma non si deteriora. Comunque nell’etichetta interna vengono date delle indicazioni di lavaggio per preservare la caseina contenuta nella fibra in modo che le sue performance siano il più possibile durature nel tempo.

da-lana-a-tessuto

CONDIVIDI

Profilo Autore

Caterina Della Torre

Redattrice ed esperta di marketing e PR; proprietaria di www.dols.net di cui è direttore editoriale e general manger nonché di questo nuovo dols.it. Nata a Bari nel 1958, sposata con una una figlia. Linguista, laureata in russo e inglese, passata al marketing ed alla comunicazione. Dopo cinque anni in Armando Testa, dove seguiva i mercati dell’Est Europa per il new business e dopo una breve esperienza in un network interazionale di pubblicità, ha iniziato a lavorare su Internet. Dopo una breve conoscenza di Webgrrls Italy, passa nel 1998 a progettare con tre socie il sito delle donne on line, dedicato a quello che le donne volevano incontrare su Internet e non trovavano ancora. L’esperienza di dol’s le ha permesso di coniugare la sua esperienza di marketing, comunicazione ed anche l’aspetto linguistico (conosce l’inglese, il russo, il tedesco, il francese, lo spagnolo e altre lingue minori :) ). Specializzata in pubbliche relazioni e marketing della comunicazione, si occupa di lavoro (con uno sguardo all’imprenditoria e al diritto del lavoro), solidarietà, formazione (è stata docente di webmarketing per IFOA, Galdus e Talete). Organizzatrice di eventi indirizzati ad un pubblico femminile, da più di 10 anni si occupa di pari opportunità. Redattrice e content manager per dol’s, ha scritto molti degli articoli pubblicati su www.dols.it.

Lascia un commento


uno − 1 =