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    Home»Costume e società»Il teschio di “Raffaello Goethe” a Torino
    Costume e società

    Il teschio di “Raffaello Goethe” a Torino

    Stefi Pastori GlossBy Stefi Pastori Gloss13/02/20251 commento2 Mins Read
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    Pieter Gerritsz van Roestraten, "Vanitas" (1666-1700) Royal Collection, Regno Unito (fonte pinterest)
    Pieter Gerritsz van Roestraten, "Vanitas" (1666-1700) Royal Collection, Regno Unito (fonte pinterest)
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    (precedente)

    Dal XVIII secolo è in voga tra i giovani rampolli di buona società il “Grand Tour”, lungo viaggio nell’Europa continentale con lo scopo di arricchire il loro bagaglio culturale e completare la loro educazione. Un’esperienza formativa della durata di diversi mesi, a volte anche anni, durante la quale visitano le principali città d’Europa, entrando in contatto con culture diverse, ammirando opere d’arte e monumenti storici, e approfondendo la conoscenza delle lingue e delle usanze locali. Tra i personaggi famosi che fecero il “Grand Tour”, si annoverano: Lord Byron, Percy Bysshe Shelley,  Stendhal, Antonio Canova e Johann Wolfgang von Goethe. Alcuni di loro comprendono Torino tra le destinazioni. Anche Goethe? 

    Roma, Italien

    Non lui, ma il “suo” teschio di Raffaello.

    Nel suo erudito vagabondare, (e da emerito perfezionista), Goethe non manca di visitare due volte Roma: la seconda fu in occasione di uno sfrenato carnevale, con cavalli berberi lanciati al galoppo per le strade della Capitale.

    Goethe non tralascia di visitare l’Accademia San Luca, in cui si trova il famoso “cranio di Raffaello”. 

    Pare che l’artista Carlo Maratta, restauratore in Vaticano, fece ispezionare l’apertura della tomba nel Pantheon del Pittore Rinascimentale nel 1674. Commissionò una copia in gesso del teschio allo scultore Paolo Naldini, che la utilizzò come modello per il busto conservato all’Accademia, a sua volta replicato su richiesta di Goethe.

    Un teschio emblematico del “memento mori” che lo scrittore tedesco tenne per sempre sulla sua scrivania.

    Torino, Italien

    E dove finì questo “cranio di Raffaello” di proprietà Goethe?

    A Torino! Oggi si rinviene nell’Accademia di Medicina, attraverso la collezione di Franz Joseph Gall, ideatore della dottrina frenologica, secondo cui sarebbe stato possibile riconoscere le facoltà psichiche di ogni persona dal rilevamento delle protuberanze craniche.

    Franz Joseph Gall (fonte Wikipedia)

    Il famigerato “teschio di Raffaello” fu donato all’Accademia di Medicina torinese sul finire nella prima metà del XVIII secolo tramite il medico e anatomista Giovanni Battista Morgagni. L’accademia è sita in via Po 18,  dove sono in corso i restauri del palazzo e dei suoi tesori nascosti, vicino a un’altra Accademia, l’Albertina (Corsetti Mentali), E darà l’abbrivio agli studi di antropologia criminale del Cesare Lombroso, al centro di interessi culturali.

    Ancora oggi.

    E anche stavolta, seguendo Goethe, crani e arte, si è arrivati a Torino. 

    (seguente)

    "Grand Tour” Accademia di Medicina Cesare Lombroso Franz Joseph Gall Johann Wolfgang von Goethe roma teschio di Raffaello torino Via Po 18
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    Stefi Pastori Gloss
    Stefi Pastori Gloss
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    “In tempi in cui sono più gli scrittori dei lettori, vedermi portata a cena da sconosciuti leggitori pur di poter acquistare i miei libri al di fuori del caos del Salone del Libro, è una gratificazione enorme che acquieta il karma da #maestrinadellapennarossa, ma che dà anche la misura dello sforzo nel trasformare lo spropositato ego artistico in qualcosa di utile per il prossimo.” Sono le parole con cui si presenta Stefi Pastori Gloss. Ghost writer per chiunque abbia idee, redige un blog di recensioni, il cui nome si ispira a un film di Nanni Moretti, perché lei stessa fu sceneggiatrice. Nei Novanta lo fu anche per Verdone, solo una femminista come lei può scrivere le battute del maschilismo più becero. Forse in reazione all’asettica scrittura da sceneggiatrice, oggi si ritrova a scrivere tra Dante e D’Annunzio. Lettrice selezionatrice di opere prime sotto contratto, giudice arbitra del Torneo IoScrittore, i suoi romanzi, spicilegi poetici o saggi (Bidellume, Fuochi d’artificio, Rinascite Ribelli, Parerga Violenti, L'amore veste collant di carne e altre opere) sono in vendita nelle librerie indie e in privato sui Social. Parlano di tematiche come bullismo, discriminazione di genere, guerra. Prossimi temi: l’amore dall’eterno passato per l’infinito futuro. Un femminicida vi si inframmezza. Hikikomori e tennis. Inorridita dalle critiche a Samantha Cristoforetti, in “L'amore indossa collant di carne”, raccolta di racconti, ha rivolto la sua attenzione al confronto dialettico tra stereotipi, a volte alla base delle discriminazioni tra Donne e Uomini. In Rinascite Ribelli #siamotuttijoker, saggio, ha dato risalto al “Codice Rosso”. In “Parerga Violenti”, spicilegio poetico in forma di vocabolario, propone singole parole nei loro etimo e le analizza nel dettaglio allo scopo di invogliare a lasciare al più presto il proprio picchiatore. In “Bidellume”, romanzo, Gloss veicola il rispetto tra individui in situazione di bullismo. Editi da Brè Edizioni. Insieme al suo partner, presenta le opere in tutta Italia allo scopo di risvegliare le coscienze su questi tristi fenomeni. Da anni si occupa di sensibilizzare circa la violenza sulle donne e, più in generale, di ripristinare la cultura del rispetto tra individui. Sosteniamo la cultura perché renda liberi Tipeee: glossparla YouTube: GLOSS Stefi Pastori - youtube.com/@stefipastorigloss TikTok: #videopiccoli #grandeletteratura #stefipastorigloss Instagram: #stefipastorigloss #ilibriscrivonoilibri #bidellume #rinasciteribelli Blogspot: leggolibrifacciocose poetryreadingandtheotherside 2non2

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