Amore, tra sogno e realtà

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In occasione di San Valentino ho voluto parlare dell’amore di coppia evidenziando tre aspetti, tre fasi, che molto spesso caratterizzano le relazioni: il sogno d’amore, l’amore per sempre e il “ti amo”.

A volte capita di essere prigioniere di un sogno, quello dell’amore incondizionato e per raggiungerlo siamo disposte anche, purtroppo, a soffrire, a lasciarci sottomettere e far calpestare la nostra dignità. L’amore, pur nelle sue contraddizioni (non sempre rende felici ma infelici quando si oppone alla sua prerogativa di essere cura per l’anima) ci chiede di mantenere l’equilibrio nella nostra vita, una eutimia tra corpo e mente. L’amore ci vuole bene.

La vita chiede libertà ed è questo il punto importante, quello di essere libere. Per essere donne emancipate è necessario, indispensabile, conquistare l’autosufficienza emotiva che si raggiunge solo se ci si convince di farcela davvero. Si conquista a partire dalle piccole azioni quotidiane, non accettando ad esempio idee improduttive come: “Oggi sono sola e allora non apparecchio la tavola, non mi pettino, sto in tuta….”.

Non dobbiamo fare qualcosa in funzione della presenza del compagno o del marito, ma è bene trascorrere con amore di sé le nostre giornate anche se siamo sole. Prendendo confidenza, conoscenza e stima con il nostro essere profondo possiamo amarci, rispettarci e diventare indipendenti emotivamente.

Raggiunto questo obiettivo potremo ritenerci donne emancipate perché libere dalla catena del pregiudizio di avere per forza bisogno di qualcuno. Inoltre se saremo davvero libere potremo intraprendere una relazione sentimentale appagante e paritaria. Ma non solo questo: saremo figlie autonome, madri equilibrate e proficue, nonne serene nell’accertare lo scorrere del tempo.


Il nostro sarà un amore per tutta la vita? Una domanda che gli innamorati si pongono, ma è difficile prevederlo, con ciò non voglio dire che l’amore per sua natura non possa essere avvolto “nell’eterno”; il problema è che le nostre delusioni nascono dal fatto che vorremmo lo sia. Se il partner ci confessa di considerarci l’amore più grande che abbia mai incontrato è senz’altro vero, il problema però è di chi in questa dichiarazione legge le due parole “per sempre”, parole che non ci sono ma che per il desiderio di farle esistere “leggiamo” ugualmente. La condizione mentale descritta ci fa ingannare, il nostro preconcetto dell’eterno amore ci conduce lontani dall’attimo che stiamo vivendo. Se invece ci avvicinassimo all’amore nel rispetto e nella sincerità, ma senza pensare troppo al domani, potremmo costruire un rapporto piacevole e se poi durerà: tanto meglio. A quel punto, quando avremo in mano delle prove che è un amore con le caratteristiche della durata, ci impegneremo tutti e due per mantenerlo giovane, fresco, appassionato, eroticamente attivo, sentimentalmente solido… Il “Per sempre” sa metterci al riparo dalla paura della perdita, ma al contempo ci colloca in una posizione interiore non adatta all’amore: se voglio che sia per sempre non sono libera e allo stesso tempo imprigiono il partner in un’idea, in una condizione che sa di obbligo. Non voglio dirvi che l’amore deve essere effimero, tutti noi desideriamo amare ed essere amati, ma ricordiamo che serrature, sbarre, lucchetti…non confanno all’Amore.

Ti amo, due parole semplici, immediate, ma ricche di significato concentrato in poche sillabe. Ho ascoltato molte donne, e qualche uomo, lamentarsi della mancanza di questa dichiarazione d’amore. Tutti noi desideriamo essere amati e desideriamo che ci venga dichiarato da chi amiamo. La mancanza di queste parole a volte ce la trasciniamo dall’infanzia: chi non ha mai udito il proprio padre o la propria madre pronunciare amore per noi avverte il vuoto, si sente deprivato di un diritto. Sì, perché essere amati dai nostri genitori è un diritto che ci deve essere garantito. Diverso è il rapporto col partner. Se va da sé che desideriamo essere amati in forma grande ed esclusiva, d’altro canto lui, o lei, non ha nessun obbligo di amarci. È libero o libera di farlo. E qui entriamo nel vivo del rapporto d’amore: è fondamentale sentirsi liberi, solo così si può avvertire se il nostro o quello dell’altro è davvero amore con la a maiuscola. Il Ti amo ha ispirato poeti e musicisti donandoci uno sterminato patrimonio di parole e note, ma sono diventate col trascorrere del tempo uno stereotipo perdendo il loro significato originale. Quando pretendiamo da chi ci ama di dichiarare il suo amore con queste due paroline, stiamo pretendendo qualcosa che sa di obbligo. Quindi se da un lato è naturale desiderare la fatidica frase, dall’altro è bene valutare, analizzare, scrutare chi ci vive accanto per cogliere dai suoi gesti, dalle sue espressioni, dal suo comportamento l’amore che prova per noi. Così quando ci dirà Ti amo sarà una dichiarazione vera e scaturita dal cuore, e non due consumate parole che deve dirci per non sentire lamentele.

Buon San Valentino a tutti perché, in fin dei conti, l’amore non si ferma solo nella vita di una coppia di innamorati. Eros alato ed eterno ha il compito di salvare il mondo e per questo è sempre intento a scagliare frecce!

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Profilo Autore

Maria Giovanna Farina

Maria Giovanna Farina si è laureata in Filosofia con indirizzo psicologico all’Università Statale di Milano. È filosofa, consulente filosofico, analista della comunicazione e autrice di libri per aiutare le persone a risolvere le difficoltà relazionali. Nei suoi testi divulgativi ha affrontato temi quali l'amore, la musica, la violenza di genere, la filosofia insegnata ai bambini, l'ottimismo e la scelta. Studiosa di relazioni umane, è autrice di numerosi articoli e di interviste anche in video fatte ad alcuni tra i più noti personaggi della cultura e dello spettacolo. Impegnata contro la violenza, ha contribuito a far inserire la parola Nonviolenza, in un'unica forma verbale, nella Treccani.it il suo sito www.mariagiovannafarina.it

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