Appunti di un cacciatore di mosche – Capitolo V

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La terza cosa che ho imparato è l’importanza della condivisione da parte di tutti.

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di Deborah Voliani

 

Non sono un gatto saggio.
Vi ripeto che ho l’età in cui si pensa molto e riflettere aiuta anche a passare meglio il tempo.
Non che mi annoi, tutt’altro. Oggi viviamo in una casa di novantasette metri quadrati, dove vi sono tre camere da letto, un soggiorno grande, una cucina, il bagno ed una terrazza.
Scorrazzo da una stanza all’altra e spesso faccio gli agguati a tutto ciò che si muove.
Dalla terrazza, luogo che prediligo in primavera e d’estate, se non fa tanto caldo, vedo il mondo che è fuori e con il quale non ho molti contatti per il motivo che vi dicevo.
È vero che sono un gatto di razza, ma questo non mi ha mai dato motivo di sentirmi superiore agli altri gatti.
Spesso noi gatti di razza, oltre ad essere molto costosi, siamo anche delicati.
Un gatto che vive per strada sviluppa gli anticorpi che gli permettono di essere più forte e contrastare ogni tipo di malattia.
S’è fatto le ossa, diciamo.
Dalla terrazza di casa mia mi è capitato di vederne diversi acciaccati.
L’altro giorno, per esempio, ne ho visto uno con un occhio solo. Dopo la prima reazione di fuga, sono tornato indietro e, senza farmene accorgere, l’ho osservato più da vicino.
Ho pensato che quel gatto non aveva ricevuto le cure di cui ho beneficiato io, quando l’anno scorso, un’infezione mi aveva provocato la lacerazione della cornea.
I miei padroni (quanta pazienza con me in quel periodo)  facevano le rincorse, usciti dal lavoro, per portarmi ai controlli medici e quel collirio, che  tanto odiavo, mi ha restituito l’occhio sano.
Ed ora, per me, quel gatto altro non è che un valoroso pirata, e nelle mie giornate di solitudine, lo faccio entrare, privilegio che concedo a pochi, nei miei giochi immaginari, dove io però vinco sempre.
Nel mio mondo adesso è entrato un pirata. Forse un giorno avrò il coraggio di avvicinarmi a lui, in giardino, e condividere con lui un vero gioco. È bruttino, sì. Fa paura, è vero.
Ma nei giochi immaginari ha una caratteristica che io gli invidio, ossia è coraggioso. Fiero di essere brutto, ma mai vigliacco.
Io nei giochi vinco perché sono facoltoso ed un mio miagolio apre qualsiasi porta e butta giù i muri. E questo è giocare?
Un momento, ho sentito in tv che tra i potenti funziona proprio così. Chi più ha va avanti e chi invece ha poco resta indietro.
Cos’è questa crisi economica di cui sento parlare da un po’ di tempo?
Mancano i croccantini? Le bustine di cibo stanno per terminare? Niente paura, io e il mio amico pirata sapremo come cavarcela. .
Ma credo che il problema sia un altro. Forse i croccantini non sono distribuiti bene sul territorio.
Non  mi intendo di politica e non voto perché non posso.
Devo dire che ho una grande confusione in testa a seguire le vicende dai telegiornali che, a seconda su quale canale sei sintonizzato, la stessa notizia te la fanno apparire diversa.
Diciamo che lavorano molto di fantasia.
La cosa più grave, secondo me, è che spesso siamo più interessati alle vicende personali dei nostri governanti che ci dimentichiamo di parlare delle questioni più urgenti.
È  una strategia per non occuparsi del bene comune? – mi chiedo.
Se fossi un politico saprei già cosa fare. Già vedo sui manifesti sparsi per Monfalcone la mia foto con scritto: Vota per Pakum, croccantini per tutti.
Ecco cosa farei.
Io sono un gatto privilegiato è vero. Tassatemi pure. Quanti croccantini al mese devo versare alla Stato? Tanti, in proporzione a quanti ne ricevo, immagino. Se ne può parlare.
Dopo, però, farei in modo che i croccantini che io ho versato siano distribuiti ai mici che non ne hanno, per sfamarli e pagare loro le spese veterinarie. Il mio amico pirata a quest’ora non avrebbe perso il suo occhio, se avesse potuto curarsi.
Insomma la terza cosa che ho imparato è l’importanza della condivisione da parte di tutti.
Ho già una strategia in testa da mettere in atto con il mio amico pirata.
Io tengo d’occhio il territorio. Lui non lo potrebbe fare. Avendocene uno solo di occhio, la sua visuale coprirebbe solo una parte e se il nemico viene da destra e lui guarda a sinistra, siamo fritti tutti e due.
Quindi riepilogando, io tengo d’occhio il territorio e il pirata lo mando avanti a distribuire i croccantini.
Siamo in due e l’unione fa la forza. Bene mi piace l’idea. Può funzionare.
C’è una cosa che però mi sfugge. Il nemico chi è?

continua

debora-volianiDeborah Voliani –  49 anni. Assistente sociale. Mi occupo di prevenzione solitudine e promozione socialità a  favore degli anziani a Trieste presso Televita s.p.a. Sposata. Vivo a Monfalcone. Sono livornese d.o.c. .Toscanaccia nel sangue. Ho un gatto persiano che si chiama Nemo. Scrivo racconti e poesie. Ho scritto con mio marito un romanzo giallo Male minore ambientato a Livorno e pubblicato da Manidistrega nel 2010. Amo la vita e la fede in Dio

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