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    Stereotipi & Co

    Oca e bionda o neroblu e saggia?

    Stefi Pastori GlossBy Stefi Pastori Gloss03/05/2017Updated:03/05/2017Nessun commento3 Mins Read
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    bionda-bruna
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    La sua prima tinta bionda la fece nel 2001. O meglio, non era una vera e propria tinta, ma sulla sua base naturale, una sorta di castano scuro, spento, le fecero risplendere quelle che allora si chiamavano mèches. Poi colpi di sole. Poi shatush. Poi il grande boh.

    Con la piega liscia le davano un tocco di non so che. Con il suo mosso naturale, però, sembravano solo capellacci grigi. Dato il successo ottenuto al matrimonio del cugino, risolse di tenerseli lisci e mesciati. Purtroppo la ricrescita non perdona, quando tornò dal parrucco due mesi dopo per il ritocco, si sentì dire che il risultato sperato non sarebbe stato garantito, che quelle sei/sette mèches degli inizi si sarebbero inevitabilmente moltiplicate, che andava ritoccato anche il colore, da scegliersi in una tonalità più dorata. Quando, dopo 3 ore di lavorio intenso, ne uscì, era bionda, inequivocabilmente bionda, cretina e bionda. Bionda e bionda. Oca e bionda. Risolse allora di essere oca del tutto, non solo per via del colore.

    Scoprì che a essere oca, ci sono dei vantaggi. Non si deve dimostrare a nessuno di essere intelligente e saputa. Non occorre trattare nessuno dall’alto in basso. Non ci si ritrova iscritti al quiz TV a propria insaputa. Si può evitare di depilare le ascelle, tanto nessuno le guarderà. Ci si ritrova sposate in un secondo.

    La sua nuova vita da bionda iniziò così, con la serenità dei cretini, ma acquisita, perché aveva un cuore castano. Finalmente nei siti di dating che frequentava, iniziò ad essere contattata a scopo matrimoniale. Uomini di ogni età ed estrazione sociale le chiedevano la mano ancor prima del numero di telefono. L’inusitato cambiamento la fece sorridere, aveva l’imbarazzo della scelta.

    Che cadde su un fanciullo quasi imberbe da tanta era bassa la sua età, avrebbe potuto essere benissimo suo figlio. Però cultura, arguzia e intelligenza la conquistarono. Era una donna di mondo, non badava alla differenza di natalità, ma alla sostanza. Iniziarono a frequentarsi, a scambiarsi emozioni cerebrali. Il fanciullo si dichiarava interessato a lei, per via delle rughe che adornavano la sua carne molliccia. In poche parole, un gerontofilo con il gusto dell’orrido. A lei, per contro, prendeva molto la tenera età del fanciullo, sia per benefici spirituali che fisici.

    Su quella romanata del Ponte Milvio, testimone di tanti fidanzamenti lucchettati, compirono il loro rito personalizzato, piercinando il travertino del ponte stesso col lucchetto e buttandone le chiavi nel Tevere. Si ritennero così sposati per sempre dall’infinito passato per un futuro senza fine. Da castana qual era, aveva intuito che la cosa non avrebbe funzionato, ma volle crederci ugualmente. Ma dopo neanche due giorni, il gerontofilo fanciullo conobbe una sedicenne e. Punto.

    La bionda acquisita rinunciò alla cretineria e tornò scura, neroblu, preferendo uno sforzo continuo e costante verso la saggezza che non aveva.

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    Stefi Pastori Gloss
    Stefi Pastori Gloss
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    “In tempi in cui sono più gli scrittori dei lettori, vedermi portata a cena da sconosciuti leggitori pur di poter acquistare i miei libri al di fuori del caos del Salone del Libro, è una gratificazione enorme che acquieta il karma da #maestrinadellapennarossa, ma che dà anche la misura dello sforzo nel trasformare lo spropositato ego artistico in qualcosa di utile per il prossimo.” Sono le parole con cui si presenta Stefi Pastori Gloss. Ghost writer per chiunque abbia idee, redige un blog di recensioni, il cui nome si ispira a un film di Nanni Moretti, perché lei stessa fu sceneggiatrice. Nei Novanta lo fu anche per Verdone, solo una femminista come lei può scrivere le battute del maschilismo più becero. Forse in reazione all’asettica scrittura da sceneggiatrice, oggi si ritrova a scrivere tra Dante e D’Annunzio. Lettrice selezionatrice di opere prime sotto contratto, giudice arbitra del Torneo IoScrittore, i suoi romanzi, spicilegi poetici o saggi (Bidellume, Fuochi d’artificio, Rinascite Ribelli, Parerga Violenti, L'amore veste collant di carne e altre opere) sono in vendita nelle librerie indie e in privato sui Social. Parlano di tematiche come bullismo, discriminazione di genere, guerra. Prossimi temi: l’amore dall’eterno passato per l’infinito futuro. Un femminicida vi si inframmezza. Hikikomori e tennis. Inorridita dalle critiche a Samantha Cristoforetti, in “L'amore indossa collant di carne”, raccolta di racconti, ha rivolto la sua attenzione al confronto dialettico tra stereotipi, a volte alla base delle discriminazioni tra Donne e Uomini. In Rinascite Ribelli #siamotuttijoker, saggio, ha dato risalto al “Codice Rosso”. In “Parerga Violenti”, spicilegio poetico in forma di vocabolario, propone singole parole nei loro etimo e le analizza nel dettaglio allo scopo di invogliare a lasciare al più presto il proprio picchiatore. In “Bidellume”, romanzo, Gloss veicola il rispetto tra individui in situazione di bullismo. Editi da Brè Edizioni. Insieme al suo partner, presenta le opere in tutta Italia allo scopo di risvegliare le coscienze su questi tristi fenomeni. Da anni si occupa di sensibilizzare circa la violenza sulle donne e, più in generale, di ripristinare la cultura del rispetto tra individui. Sosteniamo la cultura perché renda liberi Tipeee: glossparla YouTube: GLOSS Stefi Pastori - youtube.com/@stefipastorigloss TikTok: #videopiccoli #grandeletteratura #stefipastorigloss Instagram: #stefipastorigloss #ilibriscrivonoilibri #bidellume #rinasciteribelli Blogspot: leggolibrifacciocose poetryreadingandtheotherside 2non2

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