La mia vita come in un romanzo VIII

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di Caterina Della Torre

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La sera prima della partenza per ritornare a casa alla fine di un viaggio di studi, ci sono sempre gli addii tra coloro che hanno vissuto insieme, anche solo per poco, una parte della propria vita. Chi tornava in Norvegia, chi in Spagna, chi in Francia e chi in Italia. Era stata organizzata una festa con vodka, vino giorgiano, birre e da mangiare, salumi, formaggi, dolcetti vari. Insomma, non c’era da straviziare, ma per sare insieme tutti quanti, era sufficiente.

Carlotta arrivò tardi come al solito, impegnatissima com’era a chiudere quelle straripanti valigie. Hans l’aspettava al varco. Si era detto che quella doveva essere la serata giusta, o mai più.

Si avvicinò tempestivamente a lei quando cominciarono le danze, balli forsennati da discoteca che venivano fuori da casse stereo donate da qualche straniero alla scuola. Suoni gracchianti, la qualità non era delle migliori, ma si sà che i giovani quando sono insieme hanno bisogno di molto poco per alzare il livello dell’allegria e…di guardia.

Carlotta si gettò nelle danze, ma vedeva che l’occhio di Hans la seguiva tenacemente, senza staccarlo un solo attimo. Ad un certo punto la tirò a sè tirandola per la manica della camicia.” Vieni qui che ti devo dire una cosa’ ‘ le disse in un russo mischiato all’inglese che sicuramente padroneggiava meglio della lingua slava. Infatti, le aveva raccontato che nei paesi scandinavi, l’inglese si cominciava ad imparare dall’asilo.

Carlotta, lo seguì docilmente, più per curiosità che per altro. Si trovò però intrappolata dietro alle tende che dividevano la sala da ballo dalle aule didattiche. E l’impossibilità di muoversi agilemente le fu fatale. Due labbra morbide e vellutate si incollarono alle sue, senza indugiare.
Una lunga lingua le sfiorò prima i denti, poi il palato e poi arrivò fino all’ugola. Beh, si disse, sapeva davvero baciare bene. Chi se lo sarebbe mai aspettato dall’algido norvegese. Un vero e proprio bacio alla francese!

E la cosa continuò, Carlotta non sapeva che fare. Lei in realtà aveva un ragazzo in Italia. Che l’aspettava con ansia e non vedeva l’ora che ritornasse. L’aveva lasciata andare forse confidando in se stesso, forse nel loro rapporto o forse ancor di più perchè non avrebbe potuto fare diversamente: Carlotta sarebbe andata a fare il suo corso di studi con o senza il suo consenso. Era una ragazza sgusciante ed imprendibile a meno che non si assecondassero il suoi voleri. ”Viziata” avrebbero detto alcuni.

Cominciò quella sera la sua storia con Hans che la portò a lasciare tutto e a pensare seriamente di trasferirsi vicino al polo nord. Non senza ripensamenti e dubbi.

Erano cominciati quindi i suoi viaggi dall’Italia a Oslo e quelli di lui dalla Norvegia all’Italia, trasferimenti che dovevano permettere di capirsi e di sondare se era possibile un’unione tra gli orsi polari e i pesci mediterranei.

continua

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