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    Dol's Magazine
    Home»Pari opportunità»Perché la politica è ancora “maschia”?
    Pari opportunità

    Perché la politica è ancora “maschia”?

    Caterina Della TorreBy Caterina Della Torre10/03/2013Updated:16/06/20142 commenti2 Mins Read
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    di Marilena de Ciantis

    La normativa italiana, a partire dai principi costituzionali, sarebbe di per sé sufficiente, se applicata, a colmare le tante lacune discriminatorie che caratterizzano ogni campo del vivere civile, dove quotidianamente si esprimono le potenzialità femminili.
    La Costituzione recita che tutti i cittadini sono uguali e, nello specifico, l’art. 51 prescrive l’eliminazione di qualsivoglia impedimento che possa contrastare l’uguaglianza, in tal senso si esprime anche il Codice delle Pari Opportunità,Dlgs 198/2006.
    La legge è dalla nostra parte, ma ad essa non seguono puntuali provvedimenti applicativi.
    Peraltro, l’esclusione femminile non è mai stata un tema particolarmente “caldo” di discussione e, sovente, si percepisce un atteggiamento contraddittorio da parte delle donne stesse nei confronti della politica, una sorta di attrazione mista a sospetto di cui, ovviamente, l’uomo fa tesoro!

    Le recenti formazioni politiche sorvolano il problema o lo citano in maniera poco convinta, insomma, la politica è ancora “maschia” e da ciò consegue che la presenza delle donne in Parlamento, pur se cresciuta negli ultimi anni, rimane comunque molto inferiore a quella maschile: non è stata ancora assicurata quella tanto invocata parità di genere, soprattutto a livello di rappresentanza politico-istituzionale
    Le premesse, come detto, ci sono e visto che noi donne costituiamo il 52% dell’elettorato italiano, sorge spontanea una domanda: come mai siamo così poche nei posti di potere e mal rappresentate?
    Sono stati scritti fiumi di parole sull’argomento, tante le riflessioni, le considerazioni su un tema che, anche a livello europeo, appare poco incisivo e mostra difficoltà di recepimento.
    A mio parere,l a vera, prioritaria problematica da affrontare è che l’opinione pubblica femminile non “ci sceglie”, insomma “CHE LE DONNE NON VOTANO LE DONNE”!
    E’ un dato incontrovertibile, poichè costituiamo un’alta percentuale dell’elettorato attivo, dovremmo avere una percentuale altrettanto elevata di elette, sia a livello centrale che locale.
    Pertanto, finché non riusciremo a cambiare la NOSTRA mentalità ed a superare quell’innato senso di competitività che molte volte ci connota, le donne intenzionate a fare le leggi a favore delle donne saranno sempre in minoranza rispetto agli uomini, che continueranno ad “approfittare” della sempre vigente, debole solidarietà femminile.
    Donne e uomini sono portatori di identità diverse ed allora usiamo lediverse identità per trarre vantaggio dal talento di tutti, evitando discriminazioni!
    Gestiamo e valorizziamo le differenze ed il potenziale di ciascuno, superiamo le gelosie, le invidie spicciole che rafforzano un modello culturale che favorisce l’uomo! Impariamo a valutare il problema, non come una “faccenda di donne”, ma come una questione etica, di giustizia sociale e di necessaria democrazia!

    Marilena de Ciantis politica maschia
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    Caterina Della Torre
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    Proprietaria di www.dols.it di cui è direttrice editoriale e general manger Nata a Bari nel 1958, sposata con una una figlia. Linguista, laureata in russo e inglese, passata al marketing ed alla comunicazione. Dopo cinque anni in Armando Testa, dove seguiva i mercati dell’Est Europa per il new business e dopo una breve esperienza in un network interazionale di pubblicità, ha iniziato a lavorare su Internet. Dopo una breve conoscenza di Webgrrls Italy, passa nel 1998 a progettare con tre socie il sito delle donne on line, dedicato a quello che le donne volevano incontrare su Internet e non trovavano ancora. L’esperienza di dol’s le ha permesso di coniugare la sua esperienza di marketing, comunicazione ed anche l’aspetto linguistico (conosce l’inglese, il russo, il tedesco, il francese, lo spagnolo e altre lingue minori :) ). Specializzata in pubbliche relazioni e marketing della comunicazione, si occupa di lavoro (con uno sguardo all’imprenditoria e al diritto del lavoro), solidarietà, formazione (è stata docente di webmarketing per IFOA, Galdus e Talete). Organizzatrice di eventi indirizzati ad un pubblico femminile, da più di 10 anni si occupa di pari opportunità. Redattrice e content manager per dol’s, ha scritto molti degli articoli pubblicati su www.dols.it.

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    2 commenti

    1. Luciano Anelli on 10/03/2013 10:56

      Tanto ci credo che su Facebook ho creato il gruppo “Valorizzare i generi nella differenza”.
      Luciano Anelli

      Reply
    2. Iole Natoli on 10/03/2013 12:30

      Crescere venendo identificate nella società attraverso il solo cognome paterno ed essere riconosciute socialmente solo grazie a una figura maschile, condiziona le donne al punto tale che per loro diventa spesso difficile sentirsi rappresentate da una donna in politica; né essere rappresentati da una donna può apparire un’opzione facilmente adottabile agli uomini, che si sono affermati nel sociale esclusivamente attraverso il cognome del padre.

      Reply
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