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    Home»Pari opportunità»Cittadine/i a tutti gli effetti
    Pari opportunità

    Cittadine/i a tutti gli effetti

    Marta AjòBy Marta Ajò18/04/2012Updated:01/02/2016Nessun commento4 Mins Read
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    Voto donne-1945
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    1945: anno in cui le donne italiane poterono andare alle urne per la prima volta. Oggi non lottano per votare ma per farsi votare.

    E’ una di quelle frasi che rimangono nella memoria e che trasformano, non solo concettualmente, giovani in adulti responsabili, riconosciuti come tali dalla società: diritti e doveri.

    La prima volta che una/o riceve il foglio per la chiamata alle urne è sicuramente uno di quei momenti che ti emoziona perché fanno pensare che sei grande, che nel voto puoi esprimere un diritto, che puoi far valere attraverso di esso le tue ragioni.

    Puoi comunicare, attraverso quel rito, nel segreto della cabina, cose che altrimenti rimarrebbero senza riscontro.

    Eppure non sempre a domanda offerta risponde; spesso le cose non sono andate come i cittadini avrebbero voluto, spesso dopo le elezioni si sono messe in atto azioni gravi e destabilizzanti; così i fatti, così la storia.

    Certo oggi, nella consuetudine di quest’atto, è difficile ricordare che il nostro Paese solo negli ultimi anni del ‘9oo, (1861, primo governo Cavour) mutilato e non ancora Italia (mancavano ancora il Veneto, Roma, Trento e Trieste) e nonostante gli oltre 23 milioni d’abitanti, raggiungeva il diritto di voto solo il 2 % della popolazione maschile oltre i 25 anni.

    Poi, con il ‘900, il secolo che è stato giustamente definito “il secolo breve per tutte le rivoluzioni che ha portato, comincia il gran cambiamento.

    Il Presidente del Consiglio in carica da dieci anni, Antonio Giolitti, dopo aver stretto un impegno con l’opposizione di matrice cattolica in cui s’impegnava a ripristinare l’istruzione religiosa nelle scuole e a respingere il divorzio, nel 1913 indisse le elezioni e quella volta andarono alle urne il 60,4% degli aventi diritto, ma, ovviamente, solo uomini.

    Le donne sono ancora una volta escluse dalle elezioni, nel 1924, le ultime votazioni democratiche prima dell’avvento della dittatura fascista ed ancora una volta subiranno gli eventi senza potersi esprimere.

    Le campagne di propaganda fascista hanno fatto sempre vedere volti di donne sorridenti, inneggianti al regime nonostante le angherie e i delitti commessi da esso, che colpivano tutti gli oppositori indiscriminatamente fossero essi uomini, donne o ragazzi; ma la stampa era solo quella del regime e quell’indipendente fu soppressa; quindi fu il buio totale per il nostro Paese.

    In particolare, per le donne, escluse dal voto e dalla vita sociale riconoscibile, relegate a ruoli sempre marginali e di minor decoro sociale, con l’unico ruolo riconosciuto di fattrici, il 1945, che vide la fine del fascismo e dell’invasione tedesca e contemporaneamente l’ anno in cui esse poterono andare alle urne ha segnato sicuramente l’inizio di un confronto su basi paritarie.

    Una lunga marcia da intraprendere insieme agli uomini verso la conquista e la realizzazione di una democrazia compiuta.

    Le prime elezioni libere, in cui gli italiani tornano a votare, uomini e donne finalmente insieme!

    Oggi che tutti i cittadini/e maggiorenni hanno questo diritto, sembra quasi desueto e dietrologista ricordare quei momenti ma la storia è fatta di punti fermi: di date, di nomi e di memoria.

    Una consapevolezza che non dovrebbe mai mancare.

    Forse è perché questo diritto ci fu negato per troppo tempo che oggi le donne, o meglio, le cittadine avvertono questo impegno come una responsabilità ed un’opportunità cui non sottrarsi e partecipare comunque e sempre.

    E anche per questi motivi accolgono oggi con favore i nomi di candidate nelle liste dei vari partiti, anche se attraverso il meccanismo delle quote rosa.

    E’ un riconoscimento alle loro capacità intellettuali ed ideali, alla loro capacità di raccogliere al meglio le richieste provenienti dai bisogni della società, della famiglia e dei giovani.

    Economia, sanità, scuola, ambiente, diritti civili sono fra i più significativi impegni che da quel 1945 le donne hanno affrontato con tenacia e capacità.

    Molte le battaglie e le vittorie derivanti soprattutto dal loro impegno: diritto di famiglia, divorzio, aborto, servizi sociali…solo per citarne alcune.

    Insomma…le donne hanno conservato la forza e la gioia di operare per meglio fare ed anche in questa prossima competizione elettorale le donne sapranno riconoscerle ed apprezzarle!

    cittadone voto
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    Marta Ajo
    Marta Ajò
    • Website

    Marta Ajò, scrittrice, giornalista dal 1981 (tessera nr.69160). Fondatrice e direttrice del Portale delle Donne: www.donneierioggiedomani.it (2005/2017). Direttrice responsabile della collana editoriale Donne Ieri Oggi e Domani-KKIEN Publisghing International. Ha scritto: "Viaggio in terza classe", Nilde Iotti, raccontata in "Le italiane", "Un tè al cimitero", "Il trasloco", "La donna nel socialismo Italiano tra cronaca e storia 1892-1978; ha curato “Matera 2019. Gli Stati Generali delle donne sono in movimento”, "Guida ai diritti delle donne immigrate", "Donna, Immigrazione, Lavoro - Il lavoro nel mezzogiorno tra marginalità e risorse", "Donne e Lavoro”. Nel 1997 ha progettato la realizzazione del primo sito web della "Commissione Nazionale per la Parità e le Pari Opportunità" della Presidenza del Consiglio dei Ministri per il quale è stata Editor/content manager fino al 2004. Dal 2000 al 2003, Project manager e direttrice responsabile del sito www.lantia.it, un portale di informazione cinematografica. Per la sua attività giornalistica e di scrittrice ha vinto diversi premi. Prima di passare al giornalismo è stata: Consigliere circoscrizionale del Comune di Roma, Vice Presidente del Comitato di parità presso il Ministero del Lavoro, Presidente del Comitato di parità presso il Ministero degli Affari Esteri e Consigliere regionale di parità presso l'Ufficio del lavoro della Regione Lazio.

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