Close Menu
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Trending
    • Sirāt
    • La Befana vien di notte…naturalmente
    • Ode semiseria alla Befana
    • No Other Choice – Non c’è altra scelta
    • Una di famiglia
    • Filmlovers!
    • Chicchignola
    • Buon Natale e buone festività da dols
    Facebook Instagram
    Dol's Magazine
    • Pari opportunità
      • DIRITTO
      • DONNE E POLITICA
      • DONNE E SPORT
      • PARITA’ DI GENERE
      • DONNE E FILOSOFIA
    • Lavoro
      • BANDI, CONCORSI E PREMI
      • DONNE E ARTE
      • DONNE E ARCHITETTURA
      • DONNE E DENARO
      • MAMME E LAVORO
      • IMPRENDITORIA FEMMINILE
      • RISORSE UMANE
    • Donne digitali
      • ARTE DIGITALE
      • INNOVAZIONE
      • TECNOLOGIA
    • Salute e benessere
      • FOOD
      • GINECOLOGIA
      • NUTRIZIONE
      • MENTAL TRAINER
      • PSICOLOGIA
      • SESSUOLOGIA
    • Costume e società
      1. AMBIENTE
      2. ATTUALITA’
        • Good news
        • Think positive
        • Bad news
      3. CULTURA
        • Libri
        • Film
        • I racconti di dols
        • Mostre
      4. LIFE STYLE
      5. SOLIDARIETA’
      6. VIAGGI
      7. FACILITIES
      Featured

      Sirāt

      By Erica Arosio06/01/20260
      Recent

      Sirāt

      06/01/2026

      La Befana vien di notte…naturalmente

      05/01/2026

      Ode semiseria alla Befana

      05/01/2026
    • INIZIATIVE
      • CONDIVIDI CON DOL’S
      • EVENTI
        • Calendario eventi
      • TEST
      • LE DONNE ITALIANE
      • SCRIVILO SU DOL’S
        • Scritti su dol’s
    Dol's Magazine
    Home»Costume e società»Cultura»Patti Smith 1959
    Cultura

    Patti Smith 1959

    DolsBy Dols09/03/2012Updated:16/06/2014Nessun commento4 Mins Read
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    Share
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

    di Guglielmo Darbo

     Qual è il finale più bello della storia del cinema? Quello più coinvolgente, romantico, quello che basta da solo a farti amare senza riserve un film, altrimenti non memorabile, quello che speri che le luci del cinema non si accendano subito a tradire la tua commozione?

    Qualcuno suggerirà “Casablanca” con Bogart e Claude Raims, che si allontanano nella nebbia e Bogart: “Louis credo che questo sia l’inizio di una bella amicizia…”, sì è bello, ma troppo virile, non fa al caso nostro; e come dimenticare Rutger Hauer il replicante di “Blade Runner”: “…e tutti quei momenti andranno perduti…nel tempo…come lacrime nella pioggia…è tempo…di morire”: è inarrivabile, ma non conta, è un “sottofinale” il film prosegue, seppur solo per poco.

    Io dico “Come Eravamo” (The Way We Were) di Sidney Pollack: la bruttina – ma quanto affascinante – Barbra Streisand che fa volantinaggio contro la guerra del Vietnam e Robert Redford fascinoso WASP, accompagnato da una gelida bionda, che la scorge da lontano, l’incontro dopo anni, gli occhi di lei hanno un luccichio imbarazzato e poi la tangibile, rassegnata, amara consapevolezza di Redford (“tu non molli mai”) di avere buttato la propria vita per mancanza di coraggio, il tenero quasi doloroso abbraccio sullo sfondo di una New York autunnale e la splendida melodia cantata dalla Streisand…

    A chi non è stato mai rubato il cuore?
    E che c’entra con la musica? nulla, solo un artificio per dire, per converso, del più bell’incipit di una rock song (i finali non san di nulla: inutili dissolvenze o sordi colpi di batteria): è quello di “1959” di Patti Smith – ma badate il volume deve essere al massimo sennò non vale – rasoiate di chitarra sul primo batter di tamburo, l’altra chitarra a ribadire la melodia, poi Jay Dee Dougherty piazza lì la rullata più perfetta di sempre e…”Listen to my story…” inizia il racconto di Patti Smith, chitarre scintillanti a stendere un magistrale tappeto sonoro sul quale vola il fiato della eroina dei nostri giorni spensierati, che ci racconta di Tibet e persecuzioni con il consueto coinvolgimento e poi, non è più l’inizio è vero, ma come non adorare l’assolo di chitarra acustica così spiazzante in mezzo a tanto furore elettrico…

    L’album è “Peace and Noise” (Arista 1997), non il più importante della Smith, sono lontani la corrosiva carica eversiva di “Horses”, con il fulminante primo verso di “Gloria”: “Cristo è venuto sulla terra a redimere i vostri peccati, non i miei”, i fasti di “Because the Night” universalmente conosciuta, ma il livello è sempre alto, la barra è ancora diritta e la musica scivola sull’onda, svelta e senza incertezze, coinvolgente come ai bei tempi e come, ancora, oggi.

    Poi poco importa che guardiate Pollack o ascoltiate Patty Smith, in ogni caso non sarà tempo sprecato.

     

     

     

    Guglielmo Darbo, avvocato, entra ufficialmente nella musica contemporanea il 10 giugno del 1967 quando, rotto il salvadanaio, acquista Sgt. Pepper’s, Lonely Hearts Club Band; consumato il disco sono nuovamente i Beatles a far volare la sua fantasia adolescente e poi Radio Lussemburgo, ascoltata come un cospiratore, nel silenzio della notte, ad aprirgli nuovi orizzonti: il rock lisergico dei Jefferson Airplane, con la bellissima Grace Slick che sollecita curiosità molto più terrene, Jerri Garcia che smanetta sulla chitarra di Santo & Johnny, con ben diversi risultati e poi Woodstock: due ore d’immagini degli idoli fino ad allora solo ascoltati o letti, il rock jazz inglese che filtra le raffinatezze di Miles Davis, per orecchie meno temprate ed il jazz arrabbiato e trascendente di John Coltrane ed ancora il sublime Bill Evans a ricamar delicatezze trent’anni prima di Keith Jarrett e tutto quanto ha attraversato oltre quarant’anni di vita: da Hendrix -vero Picasso della chitarra elettrica- a Patty Smith, da Van Morrison a Robert Wyatt… e qui il cuore batte a mille… fino a Francesco Guccini, ancora a bordo della sua locomotiva, a De André che si commuove per “gli ultimi”, insomma da una meraviglia all’altra. Sarebbe troppo lungo elencare ciò che ha riempito un’esistenza, rendendola, a volte, perfino felice…

    patti smith rock
    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    Avatar photo
    Dols

    Dols è sempre stato uno spazio per dialogare tra donne, ultimamente anche tra uomini e donne. Infatti da qualche anno alla voce delle collaboratrici si è unita anche quella degli omologhi maschi e ciò è servito e non rinchiudere le nostre conoscenze in un recinto chiuso. Quindi sotto la voce dols (la redazione di dols) troverete anche la mano e la voce degli uomini che collaborando con noi ci aiuterà a non essere autoreferenziali e ad aprire la nostra conoscenza di un mondo che è sempre più www, cioè women wide windows. I nomi delle collaboratrici e collaboratori non facenti parte della redazione sono evidenziati a fianco del titolo dell’articolo, così come il nome di colei e colui che ci ha inviato la segnalazione. La Redazione

    Related Posts

    Sirāt

    06/01/2026

    No Other Choice – Non c’è altra scelta

    03/01/2026

    Una di famiglia

    29/12/2025
    Leave A Reply Cancel Reply

    Captcha in caricamento...

    Donne di dols

    Dols magazine
    Caterina Della Torre

    torre.caterinadella

    Redattora del sito internet www dols.it

    Torino Torino
    Recensione di Erica Arosio Recensione di Erica Arosio
    Buona Epifania Buona Epifania
    fiori e auto fiori e auto
    Post su Instagram 18008920724819418 Post su Instagram 18008920724819418
    Il 2025 è stato un anno difficile per me e per mo Il 2025 è stato un anno difficile per me e per molti. Speriamo che il 2026 sia meglio.
    Cigno nero Cigno nero
    Post su Instagram 18082362395157440 Post su Instagram 18082362395157440
    notte nera di vincent van Gogh notte nera di vincent van Gogh
    Post su Instagram 18156889486421205 Post su Instagram 18156889486421205
    Post su Instagram 18064342850227613 Post su Instagram 18064342850227613
    Venaria a Righe Venaria a Righe
    Leger a Venaria Leger a Venaria
    Post su Instagram 18166387327387987 Post su Instagram 18166387327387987
    Post su Instagram 17870447853483265 Post su Instagram 17870447853483265
    Post su Instagram 17855479767588849 Post su Instagram 17855479767588849
    I bulbi sono sbocciati I bulbi sono sbocciati
    Monsieur Aznavour Monsieur Aznavour
    Arienti al Gamec Arienti al Gamec
    Bouquet Bouquet
    Carica altro Segui su Instagram
    Quando verrà la fin di vita

    le stagioni della verità

    Questo mio corpo

    Amazon.it : Questo mio corpo

    CHI SIAMO
    • La Redazione
    • La storia di Dol’s
    • Le sinergie di dol’s
    • INFORMATIVA PRIVACY
    • Pubblicizza su Dol’s Magazine
    • Iscriviti a dol’s

    Questo sito non è una testata giornalistica e viene aggiornato secondo la disponibilità del materiale.
    Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001
    © 2025 Dol's Magazine. All Rights Reserved. Credits: Dol's Magazine

    Questo sito non è una testata giornalistica e viene aggiornato secondo la disponibilità del materiale.
    Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001
    © 2026 Dol's Magazine. All Rights Reserved. Credits: Dol's Magazine

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

    Questo sito utilizza cookie, eventualmente anche di terze parti, per offrirti una migliore esperienza di navigazione.
    Per saperne di più clicca qui, procedendo nella navigazione o cliccando su OK acconsenti all’uso di tutti i cookie.
    OK