di Ettore Petrolini
con Massimo Venturiello e con Maria Letizia Gorga, Elena Berera, Franco Mannella, Claudia Portale
Scene Alessandro Chiti
Arrangiamento musicale Mariano Bellopede
Regia Massimo Venturiello
Produzione Officina teatrale
C’era una volta il gran varietà. O, se preferite, la rivista, che poteva anche diventare avanspettacolo. Su quei palcoscenici si sono fatti le ossa i migliori attori italiani, da Alberto Sordi a Anna Magnani a centinaia di altri, poi arruolati dal cinema e dalla televisione.

Erano spettacoli popolari ma non facili, perché dovevano soddisfare un pubblico che non aveva fra le sue doti l’indulgenza e anzi, la gazzarra e i fischi facevano parte del divertimento. Tanti sono i nomi degli autori e dei protagonisti di quella stagione gloriosa, uno dei più famosi è quello di Ettore Petrolini che Massimo Venturiello, attore e regista di lungo corso, ha rivisitato con ardore. E con così tanta attenzione da essersi meritato un riconoscimento ufficiale. Il 10 novembre, nella Sala della Regina della Camera dei Deputati, ha infatti ricevuto il Premio Petrolini.

Chi lavora nel varietà deve saper fare tutto, oltre a recitare, anche cantare e ballare. Non solo, serve anche una certa dose di carisma per fronteggiare la sala ed è gradita pure una bellezza sciantosa.
Questa lunga premessa per introdurre uno spettacolo che ci porta indietro nel tempo, appunto agli anni gloriosi della rivista, anche se in questo caso c’è qualche prossimità con l’operetta.
Massimo Venturiello, che ha studiato a fondo il teatro di Petrolini, mette in scena una delle sue opere più famose. Solo in apparenza semplice, perché il sottotesto rivela una lettura psicologica dei personaggi molto sottile.
La trama, riassunta in modo essenziale è quella di un tradimento incrociato, punteggiato di equivoci.

Chicchignola, uomo semplice e perbene, uomo onesto e probo, ha perso il lavoro e si arrangia come può vendendo palloni e giocattoli che costruisce lui stesso. La moglie non lo stima e lo tradisce col suo migliore amico. Chicchignola lo sa? Fa buon viso a cattivo gioco? Medita vendetta? Lo si scopre man mano che la commedia va avanti.
Quello che travolge lo spettatore in questa messa in scena filologica è l’incredibile bravura di tutti i protagonisti e il loro affiatamento che si avverte soprattutto nelle scene cantate e ballate. Si respira in quei momenti un’atmosfera che agli appassionati di cinema ricorderà il film con Monica Vitti e Alberto Sordi Polvere di stelle.
Le musiche sono allegre, i passi di tango fluidi, le voci perfette, i ritmi vivaci.

La scenografia è coloratissima e la transizione fra i vari ambienti trova il suo coronamento nel laboratorio di giocattoli di Chicchignola, un ambiente da favola, antro di Pinocchio e castello del Mago di Oz: perfetta cornice per il riscatto dell’uomo dabbene che si rivelerà molto più sensibile e acuto di quanto avessimo creduto all’inizio.
Venturiello è così immerso nel ruolo da far sovrapporre in certi momenti il suo volto a quella di Petrolini, corpo liquido e sguardo penetrante sottolineato dal kajal. Quando il teatro è gioco, talento e passione,
Fino al 21 dicembre, al Teatro San Babila di Milano. Con l’inizio del nuovo anno, lo spettacolo sarà al Teatro Gioiello di Torino dal 9 all’11 gennaio 2026, per poi raggiungere il Teatro Metamorfosi di Rutigliano il 16 gennaio e il Teatro Trianon di Napoli il 17 gennaio. Seguirà un attraversamento del territorio pugliese e salentino: Teatro Fasano di Taviano (21 gennaio), Teatro Valentino di Castellaneta (22 gennaio), Teatro Apollo di Lecce (23 gennaio).
Foto di scena di Fabrizio Benedetti
