Realizzare una comunità: fare il possibile e desiderare l’impossibile

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È iniziata ieri 31 agosto la XV edizione del Festival della Mente di Sarzana, il cui filo conduttore è il concetto di “comunità”, argomento quanto mai attuale e sentito.

di Maria Stefania Carraresi


Per l’apertura del Festival i saluti e le parole della nuova Sindaca Cristina Ponzanelli, del Governatore della Liguria Giovanni Toti, del Presidente della Fondazione Carispezia Matteo Melley e la Direttrice del Festival Benedetta Marietti.

Interesse, attesa e accoglienza come sempre. Il tendone nella Piazza Matteotti, fronte Palazzo comunale, gremito di pubblico (più di mille persone) nell’attento ascolto della Letio Magistralis di apertura da parte di un ospite di eccezione quale Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di S. Egidio.

Ha intrattenuto per oltre un’ora il pubblico che non ha risparmiato scroscianti applausi in più occasioni durante le sue interessantissime argomentazioni arricchite anche da citazioni di Zoja, Buber, Bauman, Paglia, nonché da brevi estrazioni dalla Bibbia. Ritengo utile riportare alcuni pensieri enunciati:
– Realizzare una comunità: fare il possibile e desiderare l’impossibile
– Nella storia gli uomini e le donne hanno sempre cercato di creare delle comunità (c’è voglia di comunità intorno a noi, ultime frasi di Bauman)
– Nel ’68 c’era la volontà di afferrare il futuro.
– Oggi siamo un mondo di spaesati
– In mezzo secolo abbiamo vissuto un’inversione di tendenza, da comunità a individualismo, con “la morte del prossimo” (di cui al libro di Zoja), e con “il crollo del noi” (di cui al libro di Mons Paglia)
– Chi è il mio prossimo? È un mondo con poco prossimo vicino e con tanto prossimo lontano.
– Il contatto con i drammi del prossimo lontano ci lasciano insensibili
– C’è un’educazione all’individualismo, ma senza rete non si va da nessuna parte
– Le periferie sono la terra della radicalizzazione e le periferie sono gran parte del nostro mondo (1/3 dell’umanità).
– Il tessuto comunitario povero (es periferie nostre grandi città italiane) era una comunità che negli ultimi 30 anni si è dissolta
– La globalizzazione porta alla fine del sociale e a una solitudine che porta alla depressione
– La guerra in Iraq portò a protestare per strada decine di migliaia persone. E oggi? La reazione alla crisi siriana non è stata “vogliamo la pace” ma “costruiamo un muro”
– L’ottimismo iniziale verso la globalizzazione ha lasciato oggi un pessimismo ingiusto verso la globalizzazione stessa.
Abbiamo paura della storia
– Giocare la carta della paura paga sul breve ma non alla lunga. Una delle espressioni più ricorrenti nella Bibbia è proprio “non abbiate paura”
– Bisogna misurarsi con le paure dell’uomo globale
– Il mondo degli individui europei vive con la rassicurazione di essere in una tribù, ma le tribù non sono comunità (il ritorno delle tribù – libro di Molinari)
– I paesi dell’Est che hanno riguadagnato la libertà nell’89 stanno inventando una nuova narrazione che teme l’invasione degli stranieri soprattutto degli islamici
– Contraddizione: L’Italia è il secondo paese al mondo per le adozioni di bambini stranieri. Quindi?

In chiusura serata due “frizzanti” Serena Dandini e Michela Murgia, che a loro volta hanno riempito di pubblico il medesimo tendone, hanno disquisito intelligentemente e simpaticamente sul valore delle Donne.

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