VOGLIO UNA RUOTA

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Parte la campagna di crowdfunding del documentario su donne e bicicletta sulla piattaforma Indiegogo. Quaranta giorni per raccogliere i fondi e supportare il cinema indipendente.

Non regalatele dei fiori, lei vuole una ruota.
Voglio una ruota racconta una storia d’amore non convenzionale. È un progetto della
regista Antonella Bianco, che ha deciso di iniziare una campagna di crowdfunding per
produrre questo documentario importante, che merita di essere realizzato.
È una storia che parte da lontano: ha inizio nell’Ottocento, quando la bicicletta fu inventata e divenne sin da subito metafora di libertà e progresso.

Diventò anche un mezzo di emancipazione femminile, accelerando il processo che fece abbandonare le scomode gonne vittoriane per i ben più pratici pantaloni. Le prime cicliste ebbero però vita dura e furono vittime di vere e proprie campagne di denigrazione che definivano il velocipede come dannoso per l’unità famigliare o, peggio, per lo stesso apparato riproduttivo femminile.
Storia vecchia? Affatto. Un mezzo che le donne danno per scontato è ancora oggi vietato in molti paesi.
“Voglio una ruota vuole raccontare questa e altre storie. E lo farà con una tecnica mista,
che unisce il documentario tradizionale all’animazione”, dice la regista Antonella Bianco.
Non bisogna andare troppo lontano per capire che la parità dei diritti è ben lontana persino in Occidente, in cui il ciclismo femminile è visto come uno sport minore rispetto a quello maschile. In Italia, per esempio, non esiste una legge che riconosca le donne atlete come professioniste, con tutta la disparità economica e sociale che ne consegue.
Ragazze che vincono medaglie d’oro in competizioni internazionali gareggiano come
dilettanti.”
manifesto VuRVoglio una ruota è un ritratto collettivo del rapporto tra le donne e la bicicletta. www.vogliounaruota.com
Raccoglierà testimonianze importanti, come quella di Edita Pučinskaitė, unica donna
ad aver vinto Giro d’Italia, Tour de France e Campionati del Mondo.
O quella di Paola Gianotti, Londonderry contemporanea che ha fatto il giro del mondo in bicicletta battendo di 8 minuti il record precedente ed è anche l’unica donna ad aver partecipato alla Red Bull Transiberian Extreme. Racconterà storie di dedizione totale, come quella di Yaya Sanguineti, atleta che corre
nel team femminile BePink. O la  storia incredibile di Eyerusalem Dino Keli, giovane ciclista etiope che contro il volere della sua famiglia ha raggiunto prima Addis Abeba e poi l’Italia pur di realizzare il proprio sogno.
La storia delle ragazze egiziane del gruppo GoBike del Cairo, donne che quotidianamente sfidano una legge non scritta che considera inappropriato per una donna andare in bicicletta.
Quella di Anna Trevisi, giovane atleta del team Giusfredi, che lotta per difendere i diritti e il riconoscimento anche ma non solo economico delle atlete.
“Abbiamo già iniziato le riprese. Conoscere Eyerusalem e ascoltare la sua storia è stata
un’esperienza intensa e coinvolgente.” racconta Antonella “Man mano che andiamo
avanti, si fanno nuovi incontri e si aprono mille strade nuove. Mi piacerebbe poter includere tutti nel progetto, la scelta è davvero difficile”.
La campagna di crowdfunding, il fi nanziamento collettivo che permette di unire le forze
e sostenere progetti indipendenti tramite donazioni, sta già viaggiando sulla piattaforma
online Indiegogo.
“Abbiamo scelto il crowdfunding perchè vorremmo che il progetto fosse davvero indipendente. È un sistema che permette un contatto diretto con il nostro pubblico primaancora che inizino le riprese e trasforma chiunque voglia contribuire anche con una cifra davvero piccola in un nostro produttore”, prosegue Antonella. “Si sta risvegliando molto interesse attorno Voglio una ruota e abbiamo già ricevuto il supporto di diverse realtà e associazioni, una tra tutte Cyclopride Italia. Con la giusta determinazione si possono davvero ottenere risultati incredibili.”

C’è tempo fi no al 16 novembre per contribuire online e fare in modo che Voglio Una Ruota continui a girare.
“Voglio una ruota non è una storia per sole donne. È per tutti quelli che pedalano, nella
vita come nello sport, e vorremmo che le persone ci aiutassero a raccontarla”.
Per partecipare al crowdfunding vai su Indiegogo
Seguici su Facebook, Twitter e Instagram
con l’hashtag #vogliounaruota
Qui puoi vedere il teaser: Vimeo
Per info scrivici a: pedala@vogliounaruota.com
www.vogliounaruota.com

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Dols

Dols è sempre stato uno spazio per dialogare tra donne, ultimamente anche tra uomini e donne. Infatti da qualche anno alla voce delle collaboratrici si è unita anche quella degli omologhi maschi e ciò è servito e non rinchiudere le nostre conoscenze in un recinto chiuso. Quindi sotto la voce dols (la redazione di dols) troverete anche la mano e la voce degli uomini che collaborando con noi ci aiuterà a non essere autoreferenziali e ad aprire la nostra conoscenza di un mondo che è sempre più www, cioè women wide windows. I nomi delle collaboratrici e collaboratori non facenti parte della redazione sono evidenziati a fianco del titolo dell’articolo, così come il nome di colei e colui che ci ha inviato la segnalazione. La Redazione

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