Dopo tre relazioni ‘disastrose’ (tradimento, debiti, violenza), per la dedizione assoluta alla figlia disabile in tenera età e per mancanza di risorse, Gloss ha scelto il poliamore una volta tornata single, vedendolo come una prevenzione contro le violenze in famiglia che, a suo dire, iniziano con l’esclusività. Utilizzava i siti di dating per incontri di natura carnale, come strumento per sopire i suoi “demoni interiori”.
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In vista della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza sulle Donne, istituita dall’ONU allo scopo di rendere viva la memoria del sacrificio delle Sorelle Mirabal, desidero proporre la lettura di ‘Parerga Violenti’: costruito graficamente in forma di vocabolario, anelo di vero cuore a trasmettere la speranza che si possa uscire dalla #violenzadomestica.
A Torino vale la pena recarsi anche solo per le golosità dolciarie che offre, come zabaione e panna. Per Gloss, avvezza a rivalutare l’italiano aulico, la grafia è ‘zabajone’, ma ama più la panna montata. Predilige quella senza zucchero, come difficilmente si reperisce in negozio. A Torino ve n’è uno dei pochi che la fanno ancora artigianalmente.
La mostra “Donato Sansone. Metaversi” alla Mole di Torino si inserisce in un progetto di conservazione e valorizzazione dell’opera di Donato Sansone, di cui la Cineteca del Museo Nazionale del Cinema conserva tutte le opere realizzate dall’inizio della sua carriera.
25 Verde è un edificio si erge come una selva metallica caratterizzata da strutture portanti d’acciaio Corten a forma di tronchi d’albero che si slanciano verso l’alto. Da balconi e terrazze non convenzionali spuntano alberi veri che affondano le radici nella terra di vasi enormi in Corten. Rispetta gli Obiettivi ecosostenibili di Agenda 2030
Ciascuno a Suo Modo. FUOCHI D’ARTIFICIO, di Stefi Pastori Gloss, Brè Edizioni, al Salone del Libro di Torino 2025
Il Villaggio Leumann, creato dall’industriale visionario Napoleone Leumann, un importante industriale di origine svizzera attivo in Lombardia, sorge in una frazione del comune di Collegno, appena fuori Torino, sul Corso Francia. Fu chiamato così nel 1896 in segno di riconoscimento per il contributo del lungimirante imprenditore all’industria e per le sue attività filantropiche. Verso la fine degli anni ’70 del Novecento, la fabbrica di cotone cessò la sua attività e gli edifici passarono in proprietà del comune di Collegno.
(precedente) Pericoli e opportunità Impegnato a districare i meccanismi complessi della narrazione cinematografica, Schrader mette in luce un’entusiasmante quanto intricata…