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    Dol's Magazine
    Home»"D" come Donna»La mia vita come un romanzo II
    "D" come Donna

    La mia vita come un romanzo II

    DolsBy Dols19/09/2011Updated:23/06/2014Nessun commento4 Mins Read
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    di Caterina Della Torre

    precedente

    A questo, si aggiungeva il senso della pesante sconfitta, che a parer mio era stata causata dalla mia “genialità”. Avevo sacrificato soprattutto la stabilità futura dei miei figli, togliendo loro tutto. Pesante il bilancio sulle mie doti intellettive. Respingevo e quasi odiavo tutti coloro i quali negli anni passati avevano elogiato la mia intelligenza e il mio coraggio (il coraggio di buttare tutto all’aria per iniziare un percorso nuovo e più umano). No, dicevo fra me e me, una persona intelligente sa gestire la vita sua e dei suoi cari. Io, con ogni evidenza, non ho fatto scelte intelligenti. A testa china, cessai di parlarne in famiglia e altrove. Mi ritenevo ormai senza arte né parte. Non ero più niente.
    Non avevo più stima di me. Da questo alle scelte estreme, il passo è stato breve.

    Ci sono molti modi di mettersi a morte, non necessariamente tutti fisici.

    Dopo aver ri-sperimentato il sesso come collante fra me e i partner del momento, sesso come veicolo relazionale , strumento per farsi desiderare ed amare, ne ho fatto, infine, una professione gestita con la stessa serietà e rigore di tutte le mie precedenti. Utile a risanare anche la disastrosa situazione economica (pesante indebitamento), oltreché ad acquisire una stima diversa di me stessa e una nuova consapevolezza.
    In questa sorta di delirio, mi drogavo del fatto di essere apprezzata e molto ricercata anche in questa nuova veste.

    Finché, all’improvviso, senza alcuna avvisaglia, mi arriva un fortissimo ”schiaffo” che mi risveglia strappandomi all’anestesia che mi ero procurata: un gravissimo episodio fisico – letale in gran parte dei casi, o fortemente invalidante – mi ha ricondotta al senso della vita ritrovata, facendomi cessare da un giorno all’altro questa dipendenza psicologica” alla quale lucidamente soggiacevo.
    Per questo sono grata, e ho anche ritrovato l’affetto dei miei cari, tutti.

    Rinasco donna nuova, scoprendo nuove passioni, nuovi studi, e nuova attività alla quale mi sto tuttora dedicando con il mio consueto grande impegno, sempre avendo in testa la mia famiglia.

    Kristalia, oggi ti occupi di web http://www.oltrelosguardo.com/pezzi-di-vetro// ma come ci sei arrivata?
    Sono attratta da questo medium da diversi anni. Per cui ho deciso di approfondire la conoscenza, specializzandomi con un master
    grazie al quale, ho conseguito la qualifica di Web communication specialist. Poi approfondimenti e costanti studi non fanno che accrescere il mio interesse.
    Scrivo per vari blog e magazine di svariati argomenti, non ultimo Storia contemporanea, mio primo e mai sopito amore. Mi occupo, inoltre e con piacere, di motori di ricerca, posizionamento siti internet, web marketing e comunicazione per il web.
    Quel che mi appassiona da sempre, però, è la scrittura, quindi anche quella biografica di cui al blog che hai citato.

    Nel tuo blog ci sono racconti erotici che svelano e risvegliano i sensi della donna, ma come sei arrivata a ciò?
    Perché credi che le donne tengano nascosto il desiderio e la sensualità? Motivi etici e religiosi?
    Intanto chiarisco che io non sono una scrittrice di racconti erotici. Narro un frammento del la mia storia in armonia con l’obiettivo del blog. A volte lasciando soltanto intendere, altre, non lesinando descrizioni erotiche.
    Il fil rouge dell’erotismo rappresenta, appunto, quel periodo rosso e nero che ha caratterizzato alcuni anni della mia vita. Croce e delizia, piacere e tormento. Un’esplorazione di me stessa. La ricerca dell’annientamento vissuto in tutte le forme erotiche, una sfida per misurare la mia capacità di toccare il fondo, per morire e rinascere nuova.
    Sento l’urgenza, come fosse una mission, di comunicare a chi mi legge che nulla è definitivo, nulla può essere certo, perché la vita mi ha insegnato a bandire gli avverbi “mai” e “sempre”, visto che l’imponderabilità è dietro l’angolo.
    Dire, ad esempio: “questo non lo farò mai!” a me oggi fa sorridere. Forse perché io stessa lo dicevo, prima della scuola della vita. E scrivo per invitare a sospendere i giudizi prima di conoscere davvero la storia delle persone, anche se i mezzi di comunicazione di massa ci hanno insegnato a dividere in buoni e cattivi e ad additare. Scrollarsi da questi schemi ci farebbe fare un bel balzo in avanti verso una vera emancipazione, soprattutto delle donne, le quali – da quel che sento e che leggo – sono ancora influenzate dalla mentalità maschile.
    Questo, probabilmente, risponde alla domanda sul perché le donne tengono nascosto il desiderio e la sensualità.
    Se ci fai caso, i giudizi più spietati dei comportamenti femminili, provengono proprio dalle donne, che così facendo, favoriscono e consolidano il sistema di valori maschili.
    Siamo in piena contraddizione: da un lato l’esigenza di affrancarsi dal giogo maschile, e la rivendicazione di pieni diritti anche sessuali; dall’altro, il giudizio impietoso contro i comportamenti sessuali di altre donne, condannando così tutto il genere femminile all’immobilismo.

    <continua>

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    Dols è sempre stato uno spazio per dialogare tra donne, ultimamente anche tra uomini e donne. Infatti da qualche anno alla voce delle collaboratrici si è unita anche quella degli omologhi maschi e ciò è servito e non rinchiudere le nostre conoscenze in un recinto chiuso. Quindi sotto la voce dols (la redazione di dols) troverete anche la mano e la voce degli uomini che collaborando con noi ci aiuterà a non essere autoreferenziali e ad aprire la nostra conoscenza di un mondo che è sempre più www, cioè women wide windows. I nomi delle collaboratrici e collaboratori non facenti parte della redazione sono evidenziati a fianco del titolo dell’articolo, così come il nome di colei e colui che ci ha inviato la segnalazione. La Redazione

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