Quanto è difficile dire Ti amo?

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Spesso sono le donne a lamentare la mancanza di questa importante dichiarazione d’amore da parte dei loro compagni. E qui le giustificazioni dei maschi si sprecano. “Sono solo parole, ognuno si esprime come gli viene più naturale, prima di dirtelo devo essere sicuro perché non voglio deluderti…….”. Ma cosa si nasconde dietro questa latitanza delle parole? Essenzialmente la paura. Il timore di compromettersi, di legarsi ad una donna per sempre impedisce di pronunciare queste parole che lei si aspetta, ma si tratta anche di paura ad esprimere i propri sentimenti a causa delle frustrazioni ricevute. Dobbiamo uscire da questo schema mentale preconfezionato, il “ti amo” viene associato al per sempre e quindi ad un legame vincolante come il matrimonio. Ma ciò non è assolutamente vero. Amare vuol dire provare profondo affetto e attrazione fisica per qualcuno in modo esclusivo, quindi pronunciare la fatidica frase vuol dire esprimere tutta questa ricchezza emozionale con poche parole.

Dobbiamo imparare, uomini e donne, per essere felici, a considerare questa espressione legata al particolare momento e non pensare sempre al domani e quindi al per sempre. Se poi durerà per sempre tanto meglio. Non dire ti amo quando si sente di dirlo è limitarsi e impedirsi di provare l’espansione del nostro animo. Allo stesso tempo il ti amo non deve diventare un’abitudine come se fosse una banale espressione quotidiana, ci sono film in cui non fanno che ripetersi le due paroline con lo stesso stile con cui si dice buongiorno al vicino di casa: il ti amo non è un saluto stereotipato, un convenevole che manifesta una buona educazione. Le parole hanno grande valore, sono i veicoli dei nostri moti interiori quindi è importante usarle come oggetti preziosi quando si tratta di rivolgerci a chi per noi è importante.

Visto che l‘amore non è solo di coppia, il discorso vale anche per i figli ai quali è fondamentale esprimere l’amore non solo per farli crescere gratificati, ma anche per insegnare loro quanto sia “curativo” comunicare i sentimenti profondi; da adulti sapranno con maggiore probabilità rendere felice il loro partner.

fiore metropolitano di Paola Giordano

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Profilo Autore

Maria Giovanna Farina

Maria Giovanna Farina si è laureata in Filosofia con indirizzo psicologico all’Università Statale di Milano. È filosofa, consulente filosofico, analista della comunicazione, formatrice e autrice di libri per aiutare le persone a risolvere le difficoltà relazionali. Nei suoi saggi e romanzi ha affrontato temi quali l’amore, la musica, la violenza di genere, la filosofia insegnata ai bambini, l’ottimismo, la libertà, la relazione con gli animali da compagnia e col cibo. Pioniera nel campo delle pratiche filosofiche, nel 2001 ha fondato Heuristic Institution dove si è dedicata, in collaborazione con il filosofo Max Bonfanti, anche alla ricerca di metodi e strategie da applicare alla risoluzione delle difficoltà esistenziali attraverso il TFAR (trattamento fenomenologico delle aree relazionali) da loro ideato. È creatrice della rivista on line “L’accento di Socrate”, scrive su varie riviste ed è intervenuta ed interviene in Radio e TV. Ha tenuto incontri e conferenze sulla violenza di genere a scuola e presso associazioni, taluni sponsorizzati da Regione Lombardia e patrocinati da vari Comuni italiani. Con un gruppo di studiosi ha chiesto, ottenendolo, alla Treccani.it di inserire la parola nonviolenza in un’unica forma verbale. Studiosa di relazioni, il suo sito è www.mariagiovannafarina.it

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