E brave, donne!

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Che lavorate da tempo immemorabile per una candidatura femminile che vi rappresenti al massimo livello istituzionale: la Presidenza della Repubblica, ma che vi accontentereste anche di una Presidente del Consiglio.

Perché presidenti della Camera e del Senato ne abbiamo avute, ed anche di parlamentari. Certo sempre in una percentuale inadeguata ma che fa, è pur sempre da considerarsi una vittoria rispetto al poco, pochissimo, niente che ci ha preceduto.
Brave donne che sostenete un progetto di rigenerazione politica e sociale che comprenda ogni differenza, ancor di più di genere per il futuro che verrà.
E brave donne che nonostante le batoste che vi hanno frequentemente travolto non avete perso l’ entusiasmo, la voglia e la forza di combattere contro le inadeguatezze del sistema.
E brave donne che assistete allo spettacolo indecoroso della politica che continua ad ignorarvi o strumentalizzarvi, anche battendo ciglio.
Come accade nel teatrino di questi giorni, pochi ma comunque troppi, che porteranno all’elezione del prossimo Presidente della Repubblica.
Brave che sopportate di essere ricordate come ultima sponda di una situazione ingestibile.
Brave, che ancora sperate che qualche altra di voi si alzi dal proprio scranno per prendere una posizione per tutte le altre che non lo possono fare. Brave che avete sostenuto e sosterrete ancora quelle che hanno paura di perdere ciò che hanno guadagnato e si uniformano alla prepotenza della politica.
Brave, che applaudireste ad una donna eletta, nel caso accadesse, con entusiasmo, rivendicandola come una vittoria, un passaggio storico, un avanzamento di tutte, un cambiamento epocale della politica.
Una di voi, tirata fuori dal mazzo di un poker nascosto fino a un minuto prima.
Uscirà il jolly. Ed anche se fosse frutto di una partita truccata non vorreste saperlo.

Brave donne, che state con il fiato sospeso, pronte a trasformare in gioia l’ultima sconfitta. Perché diciamo la verità, di donne che potevano essere elette al primo turno non mancavano. Bastava solo volerlo o che la politica fosse meno ricattabile.
Brave donne, che di certo continuerete a battervi per sempre.

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Profilo Autore

Marta Ajò

Marta Ajò, scrittrice, giornalista dal 1981 (tessera nr.69160). Fondatrice e direttrice del Portale delle Donne: www.donneierioggiedomani.it (2005/2017). Direttrice responsabile della collana editoriale Donne Ieri Oggi e Domani-KKIEN Publisghing International. Ha scritto: "Viaggio in terza classe", Nilde Iotti, raccontata in "Le italiane", "Un tè al cimitero", "Il trasloco", "La donna nel socialismo Italiano tra cronaca e storia 1892-1978; ha curato “Matera 2019. Gli Stati Generali delle donne sono in movimento”, "Guida ai diritti delle donne immigrate", "Donna, Immigrazione, Lavoro - Il lavoro nel mezzogiorno tra marginalità e risorse", "Donne e Lavoro”. Nel 1997 ha progettato la realizzazione del primo sito web della "Commissione Nazionale per la Parità e le Pari Opportunità" della Presidenza del Consiglio dei Ministri per il quale è stata Editor/content manager fino al 2004. Dal 2000 al 2003, Project manager e direttrice responsabile del sito www.lantia.it, un portale di informazione cinematografica. Per la sua attività giornalistica e di scrittrice ha vinto diversi premi. Prima di passare al giornalismo è stata: Consigliere circoscrizionale del Comune di Roma, Vice Presidente del Comitato di parità presso il Ministero del Lavoro, Presidente del Comitato di parità presso il Ministero degli Affari Esteri e Consigliere regionale di parità presso l'Ufficio del lavoro della Regione Lazio.

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