La burocrazia rende sterili

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La burocrazia rende sterili è il titolo del convegno andato in onda in diretta Facebook e YouTube il 21 maggio per dialogare sul corto Burocardiocrazia realizzato da Antonio Candalice con le musiche di Davide Solfrizzi. Due giovani di Bari, dove il corto è stato realizzato e girato, che hanno già grande successo internazionale grazie ai premi vinti dal loro video. Un nuovo modo di comunicare il disagio portato dall’eccessiva burocrazia di cui il nostro Paese è vittima, un nuovo modo di parlare della donna che non può essere madre a causa delle difficoltà in cui l’Italia si trova ancor prima della pandemia. Proprio durante il primo lockdown Antonio ha messo a punto l’idea che già aveva pensato e Davide ha rielaborato le musiche.

Il corto, da guardare con calma per coglierne ogni sfumatura, comunica la sterilità, non solo quella legata alla procreazione, ma quella delle idee che non possono essere messe al mondo. Ci sono meravigliose menti pensanti anche tra i giovani, ma spesso non possono creare per i mille ostacoli che sbarrano la loro strada. Il video dà una speranza di vita, di ri-nascita; Itala, l’interprete principale, si rende conto di non aver vissuto pienamente quando è alla dine della sua vita. La scena si svolge in luogo di luce, nella campagna con un albero rigoglioso e l’erba morbida, non è quindi una vera morte ma un simbolico cambiamento, una nuova possibilità. Accanto ad Itala siede una giovane, una lei stessa bambina a cui attingere linfa vitale, candore infantile e curiosità per il nuovo che la attende. Itala, forse il suo nome è un rimando a Italia? Credo proprio ci sia una speranza per ognuno, affinché il cuore di chi crea possa battere colmo di vita.

Come mi ha detto Donatella Liguori, scrittrice autobiografica, rielaborando ciò che ha ascoltato del convegno: “…quella morte de-linea la fine e l’inizio della nuova Itala (rappresenta la situazione delle donne in Italia), una vera e propria rinascita. Il ruolo della speranza qui è vincente, è l’elemento ispiratore colto in extremis da Itala, che le offrirà la rinascita a vita nuova, nella consapevolezza del suo significato”.

Ed è vero, tutto può rinascere solo se le donne, e le madri, rinascono.


Convegno organizzato da da Alba dell’Acqua, Presidente Moica Basilicata e referente Coordinamento donne Agici e Maria Giovanna Farina, filosofa e scrittrice. In collaborazione con Francesco Anania, Momenti in TV e Radio

 

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Profilo Autore

Maria Giovanna Farina

Maria Giovanna Farina si è laureata in Filosofia con indirizzo psicologico all’Università Statale di Milano. È filosofa, consulente filosofico, analista della comunicazione e autrice di libri per aiutare le persone a risolvere le difficoltà relazionali. Nei suoi testi divulgativi ha affrontato temi quali l'amore, la musica, la violenza di genere, la filosofia insegnata ai bambini, l'ottimismo e la scelta. Studiosa di relazioni umane, è autrice di numerosi articoli e di interviste anche in video fatte ad alcuni tra i più noti personaggi della cultura e dello spettacolo. Impegnata contro la violenza, ha contribuito a far inserire la parola Nonviolenza, in un'unica forma verbale, nella Treccani.it il suo sito www.mariagiovannafarina.it

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