Leonardo sì, Leonardo no

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Di recente è andata in onda su Rai 1 la  miniserie televisiva dedicata ed intitolata  Leonardo da Vinci chiamata brevemente Leonardo.

Attesa con grande interesse dai molti appassionati di storia e di arte , pronti a vedere, gustare, confutare, rivivere nelle proprie  memorie scolastiche la figura di un così grande genio come Leonardo da Vinci. Forse sono stata anche io tra i primi a desiderarlo. Volevo veder raffigurato filmicamente le esperienze di un così grande uomo e talento ricordando l’amore che per questa figura mi aveva ispirato nello studio al liceo classico delle lezioni di Storia dell’arte. In primis I Codici di Leonardo, raccolte di annotazioni, appunti e disegni realizzati da Leonardo da Vinci nel corso della propria vita su argomenti diversi.. Ma se la mia professoressa, ora morta,  tanto temuta ma anche amata del liceo avesse visto la fiction, si sarebbe rivoltata nella tomba.

Ma questa si sapeva essere una fiction anche se  sufficientemente  lunga da poter coprire il lungo periodo di tempo della sua vita. E le fiction si sa raccontano spesso quello che piace al telespettatore e non quello che è la realtà storica.

Con queste prospettive mi sono accinta alla visione della serie tv ideata da Frank Spotnitz e Steve Thompson memore dell’altra serie da questi siglata, I Medici, che era forse più complessa, perchè parlava di una dinastia, ma meno intimistica.

Ho fatto lunghe ricerche sul web per capire cosa ne dicessero, ma quasi sempre trovavo critiche negative. Forse le aspettative erano alte ed il personaggio di cui si parlava era inafferrabile, tra l’artista e lo scienziato. Su qualsiasi cosa  si  concentrasse Leonardo era innovativo e creativo.

In questa fiction non si dovrebbe guardare alla ricostruzione storica ma a quello che vuole rappresentare: Leonardo è un genio puro, perchè, viste le sue umili origini, era più uno scienziato o un artista, o entrambe le cose? Per lui era più importante l’arte o la scienza o il rapporto interpersonale con amici/che e amanti che era disposto a sacrificare in nome di un’azione artistica perfetta?

Ma la perfezione è raggiungibile da un essere umano? E se non vi si riesce la vita umana perde senso? Leonardo amava le donne solo nelle sue opere visto che era probabilmente omosessuale, ma  La Gioconda, la sua  famosa opera era un compendio della sua arte nè maschio e nè femmina?

Leonardo quardava all’interno delle sue opere, non ciò che l’aspetto esteriore rifletteva.

Comunque un dato molto importante : stando a una ricerca dell’Ufficio Studi Aie, la serie televisiva ha portato a un aumento delle vendite dei libri su Leonardo del 156%.

E questo alla fine ciò che conta: il rinnovato interesse per una personalità così importante della nostra cultura che tanto ci ha lasciato e perchè noi la preservassimo con adeguata cura.

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Profilo Autore

Caterina Della Torre

Proprietaria di www.dols.it di cui è direttore editoriale e general manger Nata a Bari nel 1958, sposata con una una figlia. Linguista, laureata in russo e inglese, passata al marketing ed alla comunicazione. Dopo cinque anni in Armando Testa, dove seguiva i mercati dell’Est Europa per il new business e dopo una breve esperienza in un network interazionale di pubblicità, ha iniziato a lavorare su Internet. Dopo una breve conoscenza di Webgrrls Italy, passa nel 1998 a progettare con tre socie il sito delle donne on line, dedicato a quello che le donne volevano incontrare su Internet e non trovavano ancora. L’esperienza di dol’s le ha permesso di coniugare la sua esperienza di marketing, comunicazione ed anche l’aspetto linguistico (conosce l’inglese, il russo, il tedesco, il francese, lo spagnolo e altre lingue minori :) ). Specializzata in pubbliche relazioni e marketing della comunicazione, si occupa di lavoro (con uno sguardo all’imprenditoria e al diritto del lavoro), solidarietà, formazione (è stata docente di webmarketing per IFOA, Galdus e Talete). Organizzatrice di eventi indirizzati ad un pubblico femminile, da più di 10 anni si occupa di pari opportunità. Redattrice e content manager per dol’s, ha scritto molti degli articoli pubblicati su www.dols.it.

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