Scegliamo le nostre abitudini

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Che cosa è l’abitudine? Un comportamento dettato dalla consuetudine e caratterizzato dalla ripetizione degli stessi comportamenti, in altre parole un modo di agire ripetitivo dal quale non riusciamo, o non vogliamo, staccarci

Quante volte si sente dire: “Sono abituato così” oppure “Certe abitudini non si cambiano facilmente”. Che cosa è l’abitudine? Un comportamento dettato dalla consuetudine e caratterizzato dalla ripetizione degli stessi comportamenti, in altre parole un modo di agire ripetitivo dal quale non riusciamo, o non vogliamo, staccarci. Finché l’abitudine ci rende felici possiamo continuare così, ma quando diventa un peso, è routine e monotonia, allora dobbiamo riflettere e trovare una via d’uscita. È anche vero che le abitudini ci danno sicurezza: acquistare il giornale sempre nella stessa edicola sicuri di incontrare le stesse persone e di essere riconosciuti ci dà l’illusione di poter dominare gli eventi e la speranza che nessun contrattempo possa insinuarsi nella nostra quotidianità.

La pandemia ha però rotto molte delle nostre abitudini e ciò ha messo in crisi tante persone. Noi umani temiamo l’impredicibile anche se per certi versi ci attrae, se il bisogno di certezze prende il sopravvento agiamo con l’illusione di tenere sotto controllo gli eventi e scivoliamo nella ripetizione. Una simile scelta ci impedisce però di fare nuovi incontri e di soddisfare la nostra anima esploratrice. C’è in ognuno di noi la spinta innata alla conquista e alla ricerca del nuovo e più questa caratteristica emerge pienamente più si possono concretizzare azioni e professioni che prevedono il non stare mai nello stesso luogo. Per certe persone, il celebre motto riferito all’acqua di un fiume, attribuito al filosofo EraclitoNon ci bagnano mai nella stessa acqua”, diventa un modello di vita. Chi al contrario soffoca completamente questo aspetto della propria anima avverte il peso della monotonia quotidiana fino a casi estremi di perdita dell’interesse e della curiosità che non dobbiamo confondere con la depressione. Come uscire dalla monotona abitudine quotidiana? Non certo sperando che ci capitino certi eventi drammatici come l’avvento del virus. Sempre a piccoli passi, giorno dopo giorno, iniziamo ad esempio col non comprare il giornale sempre nella stessa edicola, là dove sia possibile percorriamo strade diverse per giungere a destinazione, sovvertiamo magari l’ordine di alcuni oggetti della casa…

Queste piccole e semplici strategie ci aiutano a rompere il circolo vizioso dell’abitudine dandoci la possibilità di assaporare il cambiamento senza traumi preparandoci, là dove lo desideriamo, a cambiamenti più significativi, ma quel che più conta è che queste strategie sono un valido mezzo per creare un’apertura nei nostri orizzonti mentali costretti dall’abitudine ad essere troppo chiusi. Usciamo quindi dall’abitudine facendo una scelta personale e non perché costretti da un evento improvviso e sovvertitore.

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Profilo Autore

Maria Giovanna Farina

Maria Giovanna Farina si è laureata in Filosofia con indirizzo psicologico all’Università Statale di Milano. È filosofa, consulente filosofico, analista della comunicazione, formatrice e autrice di libri per aiutare le persone a risolvere le difficoltà relazionali. Nei suoi saggi e romanzi ha affrontato temi quali l’amore, la musica, la violenza di genere, la filosofia insegnata ai bambini, l’ottimismo, la libertà, la relazione con gli animali da compagnia e col cibo. Pioniera nel campo delle pratiche filosofiche, nel 2001 ha fondato Heuristic Institution dove si è dedicata, in collaborazione con il filosofo Max Bonfanti, anche alla ricerca di metodi e strategie da applicare alla risoluzione delle difficoltà esistenziali attraverso il TFAR (trattamento fenomenologico delle aree relazionali) da loro ideato. È creatrice della rivista on line “L’accento di Socrate”, scrive su varie riviste ed è intervenuta ed interviene in Radio e TV. Ha tenuto incontri e conferenze sulla violenza di genere a scuola e presso associazioni, taluni sponsorizzati da Regione Lombardia e patrocinati da vari Comuni italiani. Con un gruppo di studiosi ha chiesto, ottenendolo, alla Treccani.it di inserire la parola nonviolenza in un’unica forma verbale. Studiosa di relazioni, il suo sito è www.mariagiovannafarina.it

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