Voce di donna 11 – Tempo per se stessi e la famiglia

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Gentile Mariacristina

Mi sono sempre chiesto come fosse essere libero di starmene a casa quando e come voglio…
A parte le mille restrizioni, devo dire che le abitudini riguardanti il cibo e il non far nulla obbligato sono simili ad una vacanza.
Per questo mi concentro su una cosa mia personale che è stare con mia figlia.
Cosa che ho tanto desiderato e per questo sono felicissimo.
Se non fosse per questo virus non sarei mai riuscito a creare questa situazione che cambia sicuramente il mio stile di vita, ma in questi giorni sto analizzando attentamente i miei atteggiamenti che definirei impauriti dall’ignoranza di quello che stiamo vivendo, ma mi fa godere della mia vita oggi, speciale in tutti i sensi.
Credo che una situazione del genere sia molto costruttiva per tutti coloro che non immaginano cosa sia il carcere e delinquono perché non si rendono conto di cosa vuol dire non poter uscire per tanto tempo da 4 mura.
Questa esperienza penso li farà ripensare a ciò che fanno.

Personalmente penso ai mille problemi che ci potranno essere in futuro nel mio lavoro, ho un’azienda di ristorazione chiusa, ma prendo questa esperienza sicuramente come unica nel genere e positiva perché mi ha fatto assaporare il piacere di stare con mia figlia di otto anni più tempo di quanto potessi immaginare e questo mi rende molto felice.
ANDRA’ TUTTO BENE
Un caro saluto da Marzio

Caro Marzio

Mi fa piacere che, seppur in una situazione d’emergenza, Lei possa aver riscoperto la felicità che può dare lo stare con i propri figli per un tempo non ristretto dalle esigenze lavorative.
Questa riscoperta ci fa riflettere sul modo in cui, non sempre volontariamente, abbiamo gestito il tempo di vita e le priorità che, per molti di noi, hanno avuto la precedenza su tutto.
La società che abbiamo contribuito a creare è una società che consuma e divora velocemente le nostre vite, i nostri tempi e i nostri affetti perché è basata sostanzialmente su un vortice di attività e di consumi.
“Nella società attuale l’eccesso si è elevato a regola. Un eccesso che divenuto famelico si autoalimenta. Mentre si esaspera la distanza fra chi ha e chi non ha beni, lavoro, acqua… Ormai le soglie di criticità e sostenibilità sono state tutte superate. Allora come uscire da questo vortice inarrestabile? Uscendo dall’ingorgo, cioè «fermandosi».

Se ci riferiamo al veggente messaggio lanciato da Giorgio Triani, sociologo e giornalista, docente di Sociologia della comunicazione all’università di Verona e autore del recente libro L’ingorgo. Sopravvivere al troppo (Elèuthera, 2010) capiamo molto bene che, al di là della tragicità del momento, avremmo comunque dovuto fermarci e riflettere.

La nostra, come cita Triani, è la società dell’eccesso dove il troppo è diventato normale.
Troppo lavoro, troppo consumo, troppe necessità, troppi bisogni, troppa insoddisfazione, troppo di tutto e poca felicità.
Pochi godono del momento, della visione della natura che, incurante degli accadimenti continua a far fiorire i prati, di un abbraccio o di un gesto d’amore. Diamo tutto per scontato e non ci fermiamo a guardare e ascoltare.
Come dice Lei Marzio anche stare con la propria figlia può essere motivo di gioia e soddisfazione, ma se non accadeva questa pandemia quando l’avrebbe scoperto?
La sua attività dovrà riprendere alla fine di questa sosta, con maggiore maturità e consapevolezza e sicuramente la crescita ci sarà.
Ci sono economisti che prevedono un nuovo boom con la spinta di questo blocco forzato, quello che è certo che chi sopravvive alla pandemia avrà un sentire diverso e come Lei Marzio inierà a dare maggiore importanza alle cose che ne hanno.
Concludo con una frase che ho letto tempo fa: “I miei figli: un pezzettino di cielo che mi è stato regalato.”

Andrà tutto bene.

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paselliAutrice: 

MARIACRISTINA PASELLI – Collabora con Dol’s Magazine fin dall’apertura della testata, specializzata in Scienze d’Azienda, Psicologia del Lavoro e delle Risorse Umane, si occupa da molti anni di Alta Formazione all’Eccellenza, Aggiornamento e Preparazione di Manager ed Imprenditori alla Professionalità  e all’ Evoluzione Valoriale accrescendo le Aziende nel Management, nella Gestione organizzativa, nel Coaching operativo, nella Leadership personale e nel Marketing strategico. Ha scritto numerosi libri ed articoli dedicati al genere femminile ed alle problematiche di coppia.

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Profilo Autore

Maria Cristina Paselli lifecoach

Specializzata in Scienze d’Azienda, Gestione di Risorse Umane, lavora da tempo nei settori dell’Alta Formazione per Manager, nel Coaching, nella Comunicazione Positiva, Marketing, Creazione di Team Leader, Immagine Personale, Leadership Aziendale e nella Selezione di Personale Hight Level. Collabora con Province e Regioni per Corsi di Avvio e Formazione all’ Imprenditoria . Consulente di Aziende Private ed Enti Pubblici per Attività di Organizzazione, Management, Aggiornamento professionale, Progettazione, Formazione sul Lavoro ed Orientamento. Ha pubblicato testi sulla Formazione, l’Inserimento e il Ricollocamento di donne, adolescenti difficili, adulti e categorie ritenute socialmente deboli. Ha realizzato la sceneggiatura di Performance teatrali al termine di Corsi di Autostima. Ha progettato e diretto Programmi di Prevenzione e Mantenimento del Benessere Psicofisico in Centri di Cura, collaborando con specialisti e terapisti orientali, sia in Veneto che in Toscana.

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