Wild Code School: a Milano il coding per tutti

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Apre a Milano, nel cuore del quartiere Isola, il primo Campus di coding per giovani e adulti. Per contribuire al superamento del digital divide, per preparare alle professioni del futuro, e – grazie al progetto “Women are Programming” – per potenziare la presenza femminile nelle discipline tech.

A Milano, in via Farini 32, c’è un posto nuovo dove riunirsi. È aperto dalle 9 alle 18 e ci si può fare colazione o bere un drink, prima di incontrarsi con lo staff. Niente musica, però: il suono più probabile che ascolterete sarà il ticchettio delle dita sulle tastiere. Già: perché il WCS di Milano non è un nuovo locale per i giovani, ma la prima sede italiana della Wild Code School, la scuola per sviluppatori fondata nel 2013 da Anna Stépanoff, e vi si possono iscrivere praticamente tutti, dai 18 ai 58 anni. Unici requisiti richiesti, passione ed entusiasmo. E, naturalmente, il desiderio di entrare a far parte della schiera dei lavoratori digitali che, con competenze sempre più flessibili e avanzate, imparando le professioni di data analyst e web developer contribuiranno allo sviluppo della società del futuro.

Anna Stépanoff

Anna Stépanoff

Flessibilità e sviluppo, appunto, le parole chiave: non a caso Stépanoff (un passato di studentessa tra le università di Harvard e l’École Normale Supérieur, un PHD in Cultural History all’Universitè Paris Panthèon-Sorbonne e un’avviata carriera universitaria lasciata per la consulenza in McKinsey, che le ha aperto le porte per fondare la WCS) ha ricevuto l’illustre riconoscimento della Légion d’honneur per aver sviluppato un modello flessibile di formazione digitale, rivolto a tutti, senza barriere di sesso, di età o di competenze. “Diventa uno sviluppatore web in pochi mesi”, recita uno degli slogan della WCS, riassumendo la ‘filosofia’ della scuola: accogliere studenti giovani e adulti anche senza specializzazioni, per coinvolgerli in corsi full time o part time della durata di 5 o 10 mesi, che si svolgono secondo il metodo di apprendimento ibrido blended learning ideato da Anna Stépanoff.

Francesco Luciani

Francesco Luciani

Il modello di formazione digitale su cui è basata la Wild Code School è oggi attivo in tutta Europa, con 24 campus in 20 grandi città, di cui 9 in Francia. Per la sua sede italiana, WCS ha scelto Milano, polo tecnologico già affermato – in tempi recenti consacrato anche da Expo 2015 – e crocevia della cultura 2.0. La struttura di Milano è gestita da Francesco Luciani, il campus manager, appassionato di tecnologia ed educazione con un background digitale significativo: dopo gli studi all’Università Bocconi, alla Copenhagen Business School (in cui è International Mentor) e alla Chulalongkorn University, è stato curatore della community di innovazione digitale Talent Garden e co-fondatore di FabCamp, rete di campi estivi tecnologici per ragazzini.

Oggi, Anna Stépanoff e Francesco Luciani, insieme agli altri manager delle scuole WCS, si pongono l’obiettivo di contribuire, con il loro impegno, ad aumentare le competenze digitali in Europa e ad aiutare chiunque sia in cerca di occupazione a inserirsi nel mondo del lavoro (nessun prerequisito è richiesto: basta avere la voglia di imparare e un minimo di predisposizione verso la tecnologia). Per incentivare la presenza femminile nelle professioni digitali, la Wild Code School ha anche attivato il progetto “Women are Programming”, che a gennaio 2020 assegnerà 5 borse di studio riservate alle studentesse. “Creiamo i talenti tech di domani. Insieme”, recita uno slogan della Wild Code School.

DalWild Code School 2014, i formatori della WSC hanno istruito più di 2500 sviluppatori, forti del fatto che, entro sei mesi dalla partecipazione al corso, il 90% degli iscritti trova lavoro nel settore. A proposito: chi è veramente uno “sviluppatore”? Alla Wild Code School lo spiegano con qualche esempio: non è un tecnico che ripara computer o connessioni Internet, non è un web designer, non è un webmaster. Lo sviluppatore (detto anche developer, web developer, programmatore, computer scientist, front-end developer, back-end developer, full-stack developer, coder) crea software, applicazioni, siti web; usa linguaggi front-end (HTML, CSS, JavaScript) e back-end (Java, PHP, Node JS, Python, Ruby), crea programmi per sistemi specifici o multipiattaforma. In ogni caso, è uno che cambierà il mondo. Erano sviluppatori Bill Gates, Tim Berners Lee, Linus Torvalds. E Ada Lovelace, la matematica inglese dell’Ottocento che per prima capì come si poteva programmare un computer.

Wild Code School Italy
via Farini 32, 20159 Milano
Campus Manager: Francesco Luciani
cell. +39 392 0565500
francesco@wildcodeschool.com

Web: https://www.wildcodeschool.com/it-IT/campus/milano
Facebook: https://www.facebook.com/Wild-Code-School-Italia-107985110581746/
Instagram: https://www.instagram.com/wildcodeschoolmilan/

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Profilo Autore

Chiara Santoianni

Chiara Santoianni, scrittrice, giornalista, counselor e docente, pubblica dal 1984 e ha collaborato a numerosi quotidiani e periodici italiani. È autrice del saggio Popular music e comunicazioni di massa (ESI, 1993), del manuale Sicurezza informatica a 360° (Edizioni Master, 2003), del libro per ragazzi Preso nella Rete (Sesat Edizioni, 2012). Ha scritto inoltre il romanzo umoristico Il lavoro più (in)adatto a una donna (Cento Autori, 2011) e i romanzi di chick lit Il diario di Lara (ARPANet, 2009), Provaci ancora, Lara! (ARPANet, 2012) − vincitori delle edizioni 2008 e 2012 del concorso ChickCult −, Cocktail di cuori e Missione a Manhattan (Cento Autori, 2015 e 2016). È autrice e curatrice della raccolta di racconti di chick lit Volevo fare la casalinga (e invece sono una donna in carriera) (Albus 2012) e, dal 2015, della collana di Cento Autori "A cuor leggero". Inoltre, è autrice delle guide turistiche Enogastronomia, Turismo Balneare, Turismo Giovanile, Turismo Enogastronomico (Electa Napoli, 2004-2006); co-autrice delle guide di viaggio Pacific Coast (Edimar, 1999) e Napoli. Costa e isole (De Agostini, 2002). Suoi racconti sono contenuti nei volumi collettivi Lavoro in corso (Albus Edizioni, 2008), Timing semiserio per un matrimonio quasi perfetto (ARPANet, 2011), Non proprio così (Giulio Perrone, 2011), ManifestAmi (2013). Ha scritto per anni la rubrica Numerando per la rivista d’informatica “Internet Magazine”. Ha inoltre ideato e realizzato il sito web Chiara’s Angels − finalista al Premio DonnaèWeb e all’Italian eContent Award 2006 − e il blog di recensioni librarie Spazio Autrici. La sua passione, oltre alla scrittura, è la tecnologia in tutte le sue forme.

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