Tutto il mio folle amore

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Savatores è sempre Salvatores e in  questo ultimo film dove ritorna la sua passione del film on the road lo testimonia. Ma riesce a toccare anche temi ”difficili” con leggerezza ma mai con superficialità.

Vicenda presa dal libro Se ti abbraccio non aver paura di Fulvio Ervas, da cui il film è tratto liberamente ambientato  nell’America del sud, tra un padre ed un figlio autistico, viene spostata dal regista in un altro paese,  il confine tra la Slovenia e la Croazia, il che aggiunge un altro tassello interessante alla storia perché ci fa conoscere una realtà culturale ed umana così vicina (la Slovenia e la Dalmazia) ma così lontana dall’Italia.

Il centro della storia è lui Vincent interpretato dal nuovo sulle scene ma bravissimo  Giulio Pranno, un ragazzo  sedicenne autistico che la madre Elena  quasi sopporta (tanti anni di convivenza con la ”diversità” del figlio debbono averla sfibrata) un padre adottivo Mario che invece gli è sempre vicino,  benchè non sia  il  vero padre naturale e  quello biologico Willi che un certo punto riappare (il bravissimo Santamaria) e scopre di aver un figlio ”differente” che s’intrufola nella sua vita anche se non richiesto. Ciò che fa amare il racconto dei due in fuga  per quell’angolo di mondo al confine tra tante terre è la partecipazione di entrambi alla vita dell’altro nonostante la diversità.

La madre, (un’indomita Golino), sposata con un razionale ma forse convenzionale marito milanese (Abatantuono) recita il ruolo di una donna alla ricerca del figlio, ma forse anche di se stessa e non convince chi la segue, cioè lo spettatore.

La storia narrata da Salvatores spesso ha dei vuoti narrativi, colmati dalle immagini di un mondo di frontiere pietrose, immensità marine e personaggi indefinibili ma che chiaramente perseguono il progetto filmico che s’incentra sulla personalità di Vincent, imprevedibile, problematica, ma che cerca la carezza emotiva di coloro che gli stanno intorno, che siano il padre adottivo, quello biologico, la madre o anche una giovane donna che gli insegni a fare l’amore. Perchè l’amore può tutto anche per i diversi.

Regia di Gabriele Salvatores.

Claudio Santamaria, Valeria Golino, Diego Abatantuono, Giulio Pranno, Daniel Vivian. 

 

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Profilo Autore

Caterina Della Torre

Proprietaria di www.dols.it di cui è direttore editoriale e general manger Nata a Bari nel 1958, sposata con una una figlia. Linguista, laureata in russo e inglese, passata al marketing ed alla comunicazione. Dopo cinque anni in Armando Testa, dove seguiva i mercati dell’Est Europa per il new business e dopo una breve esperienza in un network interazionale di pubblicità, ha iniziato a lavorare su Internet. Dopo una breve conoscenza di Webgrrls Italy, passa nel 1998 a progettare con tre socie il sito delle donne on line, dedicato a quello che le donne volevano incontrare su Internet e non trovavano ancora. L’esperienza di dol’s le ha permesso di coniugare la sua esperienza di marketing, comunicazione ed anche l’aspetto linguistico (conosce l’inglese, il russo, il tedesco, il francese, lo spagnolo e altre lingue minori :) ). Specializzata in pubbliche relazioni e marketing della comunicazione, si occupa di lavoro (con uno sguardo all’imprenditoria e al diritto del lavoro), solidarietà, formazione (è stata docente di webmarketing per IFOA, Galdus e Talete). Organizzatrice di eventi indirizzati ad un pubblico femminile, da più di 10 anni si occupa di pari opportunità. Redattrice e content manager per dol’s, ha scritto molti degli articoli pubblicati su www.dols.it.

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