Perché mi innamoro sempre di persone già impegnate?

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Ci sono persone che si innamorano sempre della donna o dell’uomo di qualcun altro. Può capitare a chiunque, ma quando diventa una costante non è più un caso bensì una ripetizione ossessiva che fa male a tutti.

Sappiamo quanto innamorarsi di qualcuno già impegnato sia una sventura per tutte le conseguenze che ne derivano, dall’impossibilità di una relazione vissuta giorno per giorno alla luce del sole fino al rischio continuo di essere scoperti dal partner ufficiale. Ma come mai mi continuo ad innamorare di persone impegnate? È la domanda ricorrente. La risposta: perché per te l’amore diventa eccitante se è un “furto”. Tutti da bambini abbiamo rubato un oggetto piccolo e insignificante: alzi la mano chi non lo fa fatto? Mi riferisco ad un’età in cui si è consapevoli che si sta rubando e ci si prepara all’azione. Giunti sul luogo del “delitto”, l’adrenalina sale, si prova un’ebrezza piacevole e allo stesso tempo timorosa, ma vinto ogni batticuore si allunga la mano. Quell’oggetto è nostro, se nessuno ci coglie in fallo e non viviamo la vergogna di sentirci ladri possiamo tranquillamente riprovarci. Nella maggior parte dei casi non si diventa rapinatori seriali e la soddisfazione di aver infranto le regole è sufficiente. Ma se l’appropriamento indebito diventa l’unica modalità di acquisto, ecco che ci trasformiamo in ladri e non sempre di oggetti…a volte di persone.

Insomma, certi esseri umani riescono ad amare solo attraverso una competizione. Certo è che una volta conquistato il bottino quasi sempre l’amore svanisce e la ricerca di una nuova preda diventa impellente. L’esito della vicenda è questa, una ripetizione dello stesso schema, ciò che la psicoanalisi definisce coazione a ripetere. Può apparire cinico considerare un essere umano come un oggetto da rubare, ma in questo particolare caso non si tratta di vero amore bensì di bisogno di avere un rivale da sbaragliare. Se questo nostro modo di amare non ci soddisfa più, diventa necessario fermarsi a riflettere per cercare la via d’uscita; nella nostra indagine non sottovalutiamo però il fatto che si potrebbe trattare anche di pigrizia: una relazione a tutti gli effetti è impegnativa, c’è la conduzione della casa, ci sono le feste comandate a cui partecipare e quindi ci accontentiamo di essere “l’amante”, l’altra donna, quella che non ha obblighi. Solo dopo averlo compreso possiamo trovare una risposta alla nostra domanda e, finalmente, provare ad innamorarci per davvero. Se è quello che desideriamo.

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Profilo Autore

Maria Giovanna Farina

Maria Giovanna Farina si è laureata in Filosofia con indirizzo psicologico all’Università Statale di Milano. È filosofa, consulente filosofico, analista della comunicazione e autrice di libri per aiutare le persone a risolvere le difficoltà relazionali. Nei suoi testi divulgativi ha affrontato temi quali l'amore, la musica, la violenza di genere, la filosofia insegnata ai bambini, l'ottimismo e la scelta. Studiosa di relazioni umane, è autrice di numerosi articoli e di interviste anche in video fatte ad alcuni tra i più noti personaggi della cultura e dello spettacolo. Impegnata contro la violenza, ha contribuito a far inserire la parola Nonviolenza, in un'unica forma verbale, nella Treccani.it il suo sito www.mariagiovannafarina.it

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