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    Home»Pari opportunità»i DIRITTI DELLE DONNE»La salute riproduttiva è una questione di autonomia
    i DIRITTI DELLE DONNE

    La salute riproduttiva è una questione di autonomia

    Angela CartaBy Angela Carta08/10/2017Updated:08/10/2017Nessun commento4 Mins Read
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    Può sembrare una banalità, ma ammettere che la salute riproduttiva sia anche e soprattutto una questione di autonomia non è facile.

    Potremmo riflettere, ad esempio, sull’utilizzo del condom femminile. Di per sé l’idea è eccezionale, ma risultano evidenti alcune difficoltà, prima tra tutte il prezzo e la reperibilità: mediamente una confezione contenente tre preservativi ha un costo di 6 euro, e mentre è molto semplice riuscire ad acquistarli online da siti specializzati nelle farmacie fisiche diventa tutto più difficile. Ho voluto fare un tentativo in un paio di occasioni: la prima volta sono stata guardata come se avessi parlato in una qualche lingua non terrestre; la seconda volta mi è stato candidamente risposto che non li vendevano. Che poi, al di là della rintracciabilità del prodotto (andrebbe infatti condotta una ricerca più approfondita su tutto il territorio per capire quale effettivamente sia la situazione), basterebbe esporlo come si fa con quelli maschili o con i gel, avvicinando al prodotto anche le più giovani senza imbarazzi. Anzi, sarebbe bello se qualche lettrice portasse una testimonianza in tal senso, e capire se potremo mai sperimentare una diffusione del Femidom pari a quello dei comuni condom. Leggevo inoltre recentemente un articolo dal titolo “Activists call for remodelling of female condoms” che sembra evidenziare delle difficoltà di utilizzo di questo contraccettivo, difficile da inserire, rumoroso e non privo di rischi, visto che occorre una certa attenzione nelle fasi iniziali dell’atto sessuale. Certo è che l’anatomia non ci aiuta: in più dobbiamo cavarcela da sole, soprattutto quando il partner non sembra voler collaborare. D’accordo il comfort, ma magari parliamone in un altro momento. Il problema primario è un altro.

    Le donne di tutto il mondo hanno spesso – e in alcune zone ciò continua ad accadere – dovuto delegare il destino della propria vita riproduttiva all’ “altruismo” maschile. L’avvento della pillola, in tal senso, è stato provvidenziale. Ha permesso alle donne di liberarsi dal fantasma del metodo Ogino-Knaus, che sperava di evitare le gravidanze stabilendo tramite una sorta di osservazione statistica quali fossero i giorni più fertili in una donna, suggerendo dunque l’astensione da rapporti proprio in quei giorni. La pillola ha permesso inoltre di non vivere più le ansie del coito interrotto, favorendo altresì una vita sessuale più rilassata e condivisa.
    Ovviamente è opportuno ricordare che né la pillola né il coito interrotto sono idonei ad evitare malattie sessualmente trasmissibili, ma senza dubbio la pillola ha un valore simbolico altissimo e che vuole opportunamente indirizzarci verso un ragionamento pratico: la vita sessuale è una scelta, e qui non c’entra la stabilità della coppia, perché quello che conta è tutelare autonomamente la propria sfera di vita privata. Vuol dire scegliere come, quando, con chi. Vuol dire scegliere se sì oppure no: ad una gravidanza, ad un ciclo doloroso, a difficoltà di natura ormonale, ad un rapporto completo o ad un partner stabile.

    Non è vergognoso che una donna deleghi un uomo alla programmazione della vita riproduttiva della coppia, ma è fondamentale che resti una scelta.
    Il preservativo femminile, ad esempio, potrà avere dei difetti, potrà essere senz’altro perfezionabile, ma non richiede l’erezione maschile per essere utilizzato, si può inserire prima di un rapporto (il che, soprattutto se si prevede di uscire la sera, e soprattutto in zone a rischio e da sole, è un enorme vantaggio oltre che una sicurezza), previene gravidanze e anche malattie e non costringe il partner ad un uscita immediata al termine del rapporto.  Occorre però fare un passo avanti che è prima di tutto mentale: bisogna entrare nell’ottica che proteggersi da sole al 100% non è eccesso di zelo, che non è solo “femminista” o un atto di emancipazione ma anche e soprattutto un passo in più verso l’auto-tutela sessuale. Una qualche forma di autodifesa riproduttiva deve essere più che concessa e tollerata in un mondo che assomiglia sempre più ad una giungla e che porta ogni donna a vivere con ansia il momento in cui dovrà tornare a casa da sola la sera, temendo una qualche aggressione sessuale. E se proprio non potete acquistare una confezione di Femidom, e non assumete neanche la pillola o altri contraccettivi ormonali, sentitevi libere di tenere nella borsa dei preservativi maschili. All’occorrenza questa piccola attenzione potrebbe evitare molti problemi.
    Dunque sì, la salute riproduttiva è una questione di autonomia ed è giusto ripeterlo ad alta voce e senza vergogna.

     

     

    autonomia sessuale diritti riproduttivi femidom protezione salute sessualità
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    Angela Carta
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    28 anni. Dopo due anni come operatrice di uno sportello anti-violenza e un anno di volontariato in Ungheria come youth worker, ho scelto di diventare educatrice professionale. Già specializzata in Tutela dei Diritti Umani, mi occupo oggi di HRE, violenza di genere, educazione videoludica e attività di gioco e team building.

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