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    Dol's Magazine
    Home»"D" come Donna»Numeri e musica dalla Cina
    "D" come Donna

    Numeri e musica dalla Cina

    Caterina Della TorreBy Caterina Della Torre17/09/2015Nessun commento4 Mins Read
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    musica e numeri dalla cina
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    In Cina le donne con il piedino da Bambola fasciato all’inverosimile sono scomparse, lasciando il posto ad una donna più autonoma e libera delle sue scelte.

    Quando ho voluto intervistare Yan Deng, ingegnera cinese che lavora all’Iveco in Italia, ero conscia di parlare con una persona con tradizioni e usi diversi dai nostri ma ciò che non avevo considerato invece era che in realtà i percorsi di vita e di studio poi alla fine si avvicinano gli uni agli altri quando si opera in società multinazionali.

    La cinese con il piede fasciato e completamente sottomessa all’uomo è scomparsa anche in Cina, almeno nelle grandi città, lasciando queste tradizioni indietro nel tempo e nello spazio.
    Del resto il governo cinese stesso ha emanato delle leggi che tutelano la donna , garantendone emancipazione e autonomia. E le donne stanno facendo la loro comparsa anche in politica, anche se a livelli ancora molto bassi, Le donne in Cina sono il 50% circa della popolazione, troppe per sottovalutarne l’enorme potenziale. In realtà i 2/3 dei lavori produttivi sono svolti proprio da donne. Nelle aree rurali esiste ancora una sempre crescente disoccupazione femminile.

    Esiste ancora Il problema delle bambine che vengono uccise una volta nate o vengono rifiutate, ma le donne cinesi stesse ne stanno diventando consapevoli e  si associano, si interessano di problemi sociali, politici e persino ambientali, si dedicano alla ricerca. Definite da Mao “l’altra metà del cielo”, possono e devono fare quello che possono e devono fare gli uomini.

    Tali cambiamenti hanno inevitabilmente influenzato i valori socio-culturali, in particolare in seno alla famiglia e nella realtà femminile.

    La donna lavora, guadagna, ha anche la possibilità di raggiungere posizioni di prestigio. Non sono rari i casi di donne-manager di successo, e anche in ambito politico, stanno conquistandosi un loro spazio.

    La geisha  sottomessa e priva di ogni dignità del passato è ora sostituita da una donna nuova, più colta, più informata, attenta a sé* e a ciò che la circonda.

    Abbiamo voluto intervistare una professionista  trentenne cinese che lavorando  in Iveco a Torino e che  parla e scrive  fluentemente l’italiano. Ho scoperto  alla fine, come vedrete,  che non si occupa solo di numeri e guarda con occhio critico il mondo che a circonda.

    Quando e come sei arrivata a Torino?
    Sono venuta a Torino la prima volta nel 2008 dall’università di  Nachino dove aveva studiato come ingegnere. Poi sono tornata in Cina per due anni dove  ho lavorato, per poi tornare  a specializzarmi  a Torino con un master in Italia al Politecnico.

    Come ti trovi a Torino?
    Bene, sono rimasta affascinata dalla neve sui i monti, non l’avevo mai vista prima. A Torino c’è tutto, montagne fiumi, antichità..cinema. E’ una città completa.

    Hai visitato altre città in Italia? E in Europa?
    Sì, le principali, Milano, Firenze, Venezia, Verona, Sicilia, Puglia. Sono Stata anche in Spagna, Germania, Svizzera e Francia

    Ti piacerebbe tornare in Cina?
    Me lo chiedono spesso. Sì mi piace stare in Italia ma un giorno chissà magari devo tornare per assistere i miei. Faccio parte della mia generazione e quindi  sono figlia unica e non posso disinteressarmi dei miei genitori, in Cina c’è una forte tradizione famigliare. Da un certo punto di vista mi piace stare n Italia anche se non è facile fare amicizia.

    Ci sono molte donne ingegnere in Cina?
    Certo  i ru0li lavorativi sono assolutamente paritari. Ciò che fanno gli uomini lo possono fare anche le donne. Io stessa  tornerò con un’esperienza in più nel mio curriculum e ciò vi avvantaggerà nel mondo lavorativo.

    Ma  in Cina non c’è la ricerca del maschio nella maternità?
    In campagna questa tradizione continua, ma non in città.

    E dell’Italia cosa non ti piace?
    Sono una ragazza timida e per cultura e tradizione non sopporto le persone polemiche che altercano e alzano la voce.
    Inoltre non riesco facilmente a fare amicizia in  in Italia, perché  tutti sono molto diffidenti forse perché sono una straniera.
    Faccio meno fatica a fare amicizia con un’americano/a. Soprattutto i giovani sono molto chiusi. Ma forse sono così i torinesi o i settentrionali.
    Mi dicono spesso ”ci sentiamo” ma questa parola vuol dire tutto e niente.

    E della Cina cosa cambieresti?
    La vita in Cina oggi  è cambiata, ma con la ricchezza che è venuta con la crescita, è arrivata la superficialità ed effimeratezza.

    La tua passione oltre ai numeri (in Iveco si occupa di logistica)?
    Suono il Gu Zheng, uno strumento cinese.

     

    cina ingegnera iveco
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    Caterina Della Torre
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    Proprietaria di www.dols.it di cui è direttrice editoriale e general manger Nata a Bari nel 1958, sposata con una una figlia. Linguista, laureata in russo e inglese, passata al marketing ed alla comunicazione. Dopo cinque anni in Armando Testa, dove seguiva i mercati dell’Est Europa per il new business e dopo una breve esperienza in un network interazionale di pubblicità, ha iniziato a lavorare su Internet. Dopo una breve conoscenza di Webgrrls Italy, passa nel 1998 a progettare con tre socie il sito delle donne on line, dedicato a quello che le donne volevano incontrare su Internet e non trovavano ancora. L’esperienza di dol’s le ha permesso di coniugare la sua esperienza di marketing, comunicazione ed anche l’aspetto linguistico (conosce l’inglese, il russo, il tedesco, il francese, lo spagnolo e altre lingue minori :) ). Specializzata in pubbliche relazioni e marketing della comunicazione, si occupa di lavoro (con uno sguardo all’imprenditoria e al diritto del lavoro), solidarietà, formazione (è stata docente di webmarketing per IFOA, Galdus e Talete). Organizzatrice di eventi indirizzati ad un pubblico femminile, da più di 10 anni si occupa di pari opportunità. Redattrice e content manager per dol’s, ha scritto molti degli articoli pubblicati su www.dols.it.

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