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    Home»Costume e società»Si discute ancora di 194
    Costume e società

    Si discute ancora di 194

    Caterina Della TorreBy Caterina Della Torre14/05/2013Updated:21/06/2014Nessun commento3 Mins Read
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    di Roberta Corradini 

    La Legge 22 maggio 1978, n. 194 “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza” – malgrado la conferma referendaria del 1981, sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione europea e della Consulta – è ancora oggetto di discussioni e di attacchi. Oggi – 12 maggio – a Roma, patrocinata dal Campidoglio, con Alemanno a fare la majorette, seguito da altri rappresentanti del “cambiamento parlamentare”, c’è stata la cosiddetta marcia per la vita. Ma marcia è piuttosto la cultura che accompagna queste sfilate.
    Non si tratta di essere a favore o contro l’aborto ma, semplicemente, di sostenere il diritto all’autodeterminazione delle persone e il diritto alla salute riproduttiva, a una procreazione libera, responsabile e cosciente.
    Il diritto alla salute (fisica o psichica, come dichiarato dall’OMS nel 1948 e come indicato nella legge suddetta) è garantito dall’art. 32 della Costituzione italiana.
    Non esiste un’equivalenza fra il diritto – alla vita e alla salute – della donna, che è già persona, e la salvaguardia dell’embrione, che deve ancora diventare persona (anche secondo il Codice di diritto canonico – canone 96 – l’uomo è costituito persona mediante il battesimo).

    Furono molte donne al governo, assieme ai movimenti delle donne, a permettere l’avvio di un dibattito sul ruolo della donna nella società e sulla necessità di rendere la maternità un evento non penalizzante. E’ la donna che può decidere se portare avanti oppure no una gravidanza.
    “Diventare madre è una responsabilità enorme, una scommessa grandiosa, non può essere un caso, un incidente, un obbligo” (Lidia Ravera, 14/01/2000 Corriere della Sera).

    La legge 194/1978 – conseguenza del formarsi di questa riflessione – ha fatto diventare la maternità una scelta libera, non più un destino o una condanna.
    Si tratta di diritti, non di doveri. Quelli sanciti dall’art. 2 della Costituzione italiana, che recita “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.”
    A questo articolo va ricondotto, in primis, il diritto alla identità personale, da intendersi come diritto a essere se stesse e se stessi, con le proprie idee, esperienze, convinzioni ideologiche, religiose, morali, sociali, orientamenti sessuali, che differenziano e – al contempo – qualificano la persona: è un articolo che tutela l’integrità della sfera personale e la libertà di una persona di autodeterminarsi nella vita privata.

    La Costituzione italiana e le leggi, anche se lontane dal proprio credo, vanno rispettate. Il Concilio Vaticano II riconosce la laicità dello Stato, la Chiesa e i suoi fedeli non possono imporre la loro verità con la forza di una legge: nella costituzione pastorale Gaudium et spes, si sottolinea l’importanza di avere una giusta visione dei rapporti tra lo Stato e la Chiesa, dichiarando che “La comunità politica e la chiesa sono indipendenti e autonome l’una dall’altra ciascuna nel proprio campo”.
    Le alternative all’aborto si chiamano educazione sentimentale, educazione sessuale, profilattici, contraccezione di emergenza, politiche familiari, pari opportunità.
    Questa è la vera difesa della vita.

    aborto legge 194 prevenzione
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    Caterina Della Torre
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    Proprietaria di www.dols.it di cui è direttrice editoriale e general manger Nata a Bari nel 1958, sposata con una una figlia. Linguista, laureata in russo e inglese, passata al marketing ed alla comunicazione. Dopo cinque anni in Armando Testa, dove seguiva i mercati dell’Est Europa per il new business e dopo una breve esperienza in un network interazionale di pubblicità, ha iniziato a lavorare su Internet. Dopo una breve conoscenza di Webgrrls Italy, passa nel 1998 a progettare con tre socie il sito delle donne on line, dedicato a quello che le donne volevano incontrare su Internet e non trovavano ancora. L’esperienza di dol’s le ha permesso di coniugare la sua esperienza di marketing, comunicazione ed anche l’aspetto linguistico (conosce l’inglese, il russo, il tedesco, il francese, lo spagnolo e altre lingue minori :) ). Specializzata in pubbliche relazioni e marketing della comunicazione, si occupa di lavoro (con uno sguardo all’imprenditoria e al diritto del lavoro), solidarietà, formazione (è stata docente di webmarketing per IFOA, Galdus e Talete). Organizzatrice di eventi indirizzati ad un pubblico femminile, da più di 10 anni si occupa di pari opportunità. Redattrice e content manager per dol’s, ha scritto molti degli articoli pubblicati su www.dols.it.

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    Redattora del sito internet www dols.it

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