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    Home»Costume e società»Cultura»La resistibile ascesa delle donne in Italia
    Cultura

    La resistibile ascesa delle donne in Italia

    Caterina Della TorreBy Caterina Della Torre03/01/2012Updated:16/06/2014Nessun commento3 Mins Read
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    Donne che si sentono così pari agli uomini da non porsi nemmeno il problema della parità.

    Qualcosa sta cambiando in Italia. Sempre più donne raggiungono alti livelli di istruzione, riuscendo ad inserirsi in posizioni elevate del mercato del lavoro. Donne che si sentono così pari agli uomini da non porsi nemmeno il problema della parità. Donne che riconoscono sempre più l’importanza e il valore delle proprie aspettative e dei propri progetti.Che credono nel loro lavoro, aspettandosi di ottenere adeguati riconoscimenti in termini di carriera, prestigio e guadagni. E che pensano che questa legittima aspirazione non debba comportare la rinuncia all’essere madri e alla qualità della propria vita.

    Qualcosa sta cambiando tra le donne italiane. Ma senza l’attenzioni e il sostegno che ciò richiederebbe. E senza un’adeguata riflessione sulle potenzialità, ma anche i limiti, di questi cambiamenti.  “Il cammino della parità è già intrapreso, dicono alcuni,  “basta aspettare e lasciare tempo al tempo. Certo, purché questo tempo non diventi infinito! Rischio concreto, se tutto avviene nella solitudine delle giovani donne che, mentre cominciano a tematizzare nel proprio privato la costruzione di identità nuove, devono quotidianamente confrontarsi con stereotipi duri a morire. In una società che sotto la retorica della neutralità rivela una pervicace inadeguatezza a raccogliere le sfide dell’innovazione, poste giorno per giorno dalle donne e dagli uomini, attraverso nuovi comportamenti e sperimentazioni così atomizzati da risultare spesso quasi invisibili

    Qualcosa sta cambiando, dunque; ma perché qualcosa cambi davvero occorre uno sforzo in più. Occorre rompere le vecchie abitudini degli stereotipi e dei ruoli femminili e maschili, attraverso nuovi percorsi di confronto fra diverse generazioni di donne e, soprattutto, attraverso un riconoscimento pubblico e politico. Occorre che la politica –  con la P maiuscola –  torni ad essere cinghia di trasmissione dell’innovazione sociale, partendo da nuove forme di rappresentanza che facciano propria una generalizzata filosofia di investimento sulle donne e riconoscano loro quel ruolo di agenti del cambiamento ormai evocato da molti, troppo spesso solo a parole.

    “Ciò con cui abbiamo a che fare non sono eterne vocazioni femminili o maschili in una condizione di vuoto sociale, ma scelte che via via si definiscono in specifici contesti culturali, sociali e strutturali; e, come è emerso dalle storie raccolte, donne e uomini stanno ora sperimentando sulla loro pelle la difficoltà di costruire attraverso nuovi modi le loro relazioni di coppia e i loro ruoli privati e pubblici.
    Francesca Zajczyk è docente di Sociologia urbana presso la Facoltà di Sociologia dell’Università di Milano Bicocca e dal 2006 Consigliera Comunale di Milano. Dirige il centro per lo studio dei Tempi della città. Nel 2004 ha fondato il Laboratorio PeriMetro, che si occupa in particolare delle trasformazioni della città e delle aree periferiche, e nel 2005 partecipa alla costituzione di Koinètica l’Altra: Donne per la comunicazione sociale, tesa a valorizzare un approccio femminile alla comunicazione. Tra le sue pubblicazioni più recenti:  Chi comanda non è donna. Il ruolo della donna nell’odierno sistema istituzionale lombardo (Guerini e Associati, Milano, 2003) ); Milano. Quartieri periferici tra incertezza e trasformazione (Bruno Mondatori, Milano 2005); “Vivere in complexcity. Tempi e spazi delle coppie flessibili milanesi in Piccone Stella S. (acd) Come cambia la vita delle coppie nell’era della flessibilità (Carocci, Roma, 2007); per la Commissione Europea, Work, public life and family: Women and men compared in five European contexts (Pariteia, 2007).
    Barbara Borlini è dottoressa di ricerca in Studi Urbani e Locali e assegnista presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Milano Bicocca. Fa parte del Laboratorio PeriMetro (Periferie Metropolitane).
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    Caterina Della Torre
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    Proprietaria di www.dols.it di cui è direttrice editoriale e general manger Nata a Bari nel 1958, sposata con una una figlia. Linguista, laureata in russo e inglese, passata al marketing ed alla comunicazione. Dopo cinque anni in Armando Testa, dove seguiva i mercati dell’Est Europa per il new business e dopo una breve esperienza in un network interazionale di pubblicità, ha iniziato a lavorare su Internet. Dopo una breve conoscenza di Webgrrls Italy, passa nel 1998 a progettare con tre socie il sito delle donne on line, dedicato a quello che le donne volevano incontrare su Internet e non trovavano ancora. L’esperienza di dol’s le ha permesso di coniugare la sua esperienza di marketing, comunicazione ed anche l’aspetto linguistico (conosce l’inglese, il russo, il tedesco, il francese, lo spagnolo e altre lingue minori :) ). Specializzata in pubbliche relazioni e marketing della comunicazione, si occupa di lavoro (con uno sguardo all’imprenditoria e al diritto del lavoro), solidarietà, formazione (è stata docente di webmarketing per IFOA, Galdus e Talete). Organizzatrice di eventi indirizzati ad un pubblico femminile, da più di 10 anni si occupa di pari opportunità. Redattrice e content manager per dol’s, ha scritto molti degli articoli pubblicati su www.dols.it.

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