L’ottimismo nasce dalla conoscenza

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Da filosofi non possiamo accettare un unico approccio all’essere umano: non esiste una regola, una teoria, universalmente valida e applicabile indiscriminatamente ad ogni persona, ma tanti approcci diversi per affrontare tante problematiche differenti.

Il filosofo Blaise Pascal riconosceva nell’uomo una capacità razionale utile per la scienza (esprit de geometrhie) e una capacità intuitiva che spinge lo stesso uomo a porsi domande esistenziali (esprit de finesse). Da filosofi non possiamo accettare un unico approccio all’essere umano: non esiste una regola, una teoria, universalmente valida e applicabile indiscriminatamente ad ogni persona, ma tanti approcci diversi per affrontare tante problematiche differenti.

Pensare positivo è anche questo, è uno sguardo ampio sul mondo e un respiro universale sulle cose della vita: visioni univoche, ristrette e contrarie a nuovi percorsi bloccano la ricerca della soluzione migliore. Ma se è la migliore per me non è detto lo sia per te: l’ottimista non si ferma al qui ed ora, ma sa osservare ciò che ancora deve accadere.

Si parla di ottimismo spesso confondendolo con la faciloneria, l’ottimismo non è trovarsi in una situazione catastrofica e far finta di nulla continuando a vivere come se tutto andasse bene; saper scorgere il positivo è invece un modo di vedere l’esistenza che parte dalla nostra interiorità, da un’interiorità consapevole delle proprie risorse. La vita è un bene che si deve conservare ed accrescere, in occidente ce lo hanno insegnato per primi i filosofi greci con il loro cercar di elevarsi al di sopra degli ostacoli e delle contraddizioni del mondo. C’è uno stretto legame tra ottimismo, felicità e virtù. Socrate identificava la virtù con la conoscenza di ciò che si deve fare, non stiamo parlando di un uomo virtuoso perché immune dal peccato ma di una virtù legata alla conoscenza: chi conosce il bene non può non volerlo. L’uomo che vive secondo virtù e libero dall’oppressione interiore è felice, sta bene con se stesso, con gli altri e non accetta di vedere nero. Grazie a questa condizione di particolare equilibrio, egli pre-vede e non si limita a vedere.

LA-FARINATutti siamo consapevoli di come non sia sufficiente conoscere il bene per seguirlo, possiamo però interpretare questo bene come il-bene-per-noi: se qualcosa ci fa bene siamo, per natura, portati a seguirlo e a rintracciarlo. L’ottimismo si rivela, perciò, un utile rimedio ad esempio contro la crisi economica: fa recuperare la forza di lottare per superarla nella speranza di riconquistare quella sfuggente felicità a cui tutti agogniamo, senza dover rinunciare ai piccoli e gratificanti piaceri quotidiani. Se ci raccontano ossessivamente che stiamo appoggiando i piedi sull’orlo di un baratro, impauriti rinunciamo anche al solito caffè al bar. Non dobbiamo però scordare che può essere veramente ottimista solo chi è padrone delle proprie capacità, si conosce ed è consapevole di poter gestire le avversità. L’ottimismo si nutre dalla fonte di una solida sicurezza interiore. Solo chi crede di farcela, evita il pericolo di prostrarsi moralmente per abbandonarsi ad uno sconforto che non migliora le cose. Persino il grave problema della violenza sulla donna può trovare percorsi praticabili per cercare una soluzione, pensiamo al Mahatma Gandhi e alla Nonviolenza di cui fu il primo assertore: solo l’ottimismo poteva fargli intraprendere la sua battaglia senza armi per cacciare gli Inglesi.

“…Da me non hanno imparato nulla…ma d’averli aiutati a generare, questo sì, il merito spetta al dio e a me.” In questo breve passaggio del dialogo Teeteto di Platone risiede la pratica filosofica, la maieutica che è arte di far venire alla luce, così come opera la levatrice quando fa nascere i bambini. Ogni parto è a sé, presenta caratteristiche e difficoltà uniche rispetto agli altri, allo stesso modo la mente di ogni essere umano ha esigenza di riflessioni personali. Il filosofo svolge la stessa funzione di Socrate anche nell’era della filosofia due punto zero dove, con più velocità ma con lo stesso impegno aiuta a risolvere le difficoltà: è cambiato il luogo, il web al posto dell’agorà, ma non il fine ultimo che è sempre il ben-essere. In conclusione, l’ottimismo è un atteggiamento mentale che, anche se non possediamo o crediamo di non possedere oppure abbiamo perso, possiamo riprendere e sviluppare con l’esercizio costante: credere nella ricerca della soluzione migliore che è sempre la più semplice.

La porta dell’ottimista per affrontare le difficoltà con ironia e leggerezza. http://portaottimista.it/

Maria Giovanna Farina ©Riproduzione riservata

Maria Giovanna Farina, filosofa, consulente filosofico e analista della comunicazione, è autrice di libri per aiutare le persone a vivere meglio. Pioniera nel campo delle pratiche filosofiche, si è dedica anche alla ricerca di metodi e strategie da applicare alla risoluzione delle difficoltà esistenziali. Esperta di relazioni umane, è autrice di numerosi articoli su varie riviste, ha intervistato anche in video alcuni tra i più noti personaggi della cultura e dello spettacolo. Creatrice della rivista filosofica on-line “L’accento di Socrate”, dirige la collana in e-book “Filosofia pratica” per l’editore KKIEN Publishing International con pubblicazioni scientifiche, divulgative e tecniche.

È attiva in rete come blogger., il suo sito è www.mariagiovannafarina.it

 

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