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    Dol's Magazine
    Home»Donne digitali»Sulla rete siamo (quasi) uguali
    Donne digitali

    Sulla rete siamo (quasi) uguali

    DolsBy Dols20/10/2011Updated:22/06/2014Nessun commento5 Mins Read
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    di Caterina Della Torre

    Non esiste differenza di genere davanti al pc, ma di età. Secondo la giornalista Grazia Visconti, i genitori andrebbero educati a non lasciare i figli soli davanti allo schermo. Grazia, giornalista informatico, è responsabile editoriale dei siti grazia.net e giornalistaonline.net

    Perché hai deciso di chiamare il tuo sito con il tuo nome proprio?
    Il mio sito è nato come pagina personale quando ancora di Internet non si parlava molto e pochi sapevano cosa fosse la Rete. Poi Grazia.net (www.grazia.net) si è arricchito di nuovi contenuti e oggi vanta una redazione composta da più di venti persone tra psicologi, giornalisti, web writer, etc.

    Tu sei molo attenta al mondo delle donne. Concordi con chi afferma che non ci sono differenze tra i generi nell’uso del pc?
    Certamente! Sia il computer che alcuni programmi sono di semplice utilizzo e non sono necessarie competenze particolari, se non tanta passione e perseveranza nell’imparare.
    Tuttavia, credo che le donne siano di gran lunga più coraggiose, rispetto agli uomini, nell’intraprendere nuove iniziative imprenditoriali sul Web. Hanno un intuito e una creatività maggiori. Sono più disponibili per ciò che riguarda il lavoro a distanza (telelavoro), che sta ottenendo un discreto successo. Le donne, oggi, possono lavorare anche da casa e, nello stesso tempo, occuparsi della famiglia e dei figli. Insomma, il computer ed il Web hanno rivoluzionato la nostra vita in tutti i sensi!

    Oltre che giornalista e scrittrice, se anche web designer. Pensi che esista una grafica al femminile ed una al maschile?
    Credo che una donna sia più creativa e abbia una più spiccata sensibilità per cui, laddove venga richiesta una competenza grafica, possa meglio riuscire in un lavoro di web designer. Non credo, invece, che vi sia alcuna differenza per la grafica in sé come può accadere, invece, con la scrittura.

    Hai rivoluzionato integralmente il tuo sito, facendolo diventare un portalino: come mai?
    Non ho grandi aspirazioni per il sito Grazia.net. Tutto ciò che desidero è offrire un piccolo contributo alla comunità del Web, in termini di contenuti, aiuto ai naviganti e massima diffusione della cultura di Internet. Mi piacerebbe poter pensare ad Internet come ad un’isola spensierata dove sia possibile trovare tutte le informazioni che si desidera e si possa comunicare sempre più da vicino.

    Pensi che i giornalisti sappiano utilizzare sufficientemente bene Internet?
    I giornalisti si stanno avvicinando alla Rete sempre con maggior interesse poiché comprendono che non può essere ignorato. Molti colleghi utilizzano la Rete già da diverso tempo e con ottimi risultati. Ora il giornalista può disporre di un ufficio che non ha più confini geografici, dal quale attingere ogni genere di informazione, lavorando comodamente da casa e trasferendo i file via e-mail.
    La novità assoluta del giornalismo, come ho già accennato nel mio libro dal titolo “Giornalista online. Dal web writer al web editor” (che ha anche un sito www.giornalistaonline.net), è saper creare comunità virtuali dove i lettori possano interagire tra loro o con la redazione. Il giornalista del futuro avrà maggiori competenze sviluppando tutta quella creatività che un tempo gli era negata, poiché sarà in grado di confezionare un articolo completo e pronto per la pubblicazione: dal testo alla grafica, alle immagini in movimento e via dicendo.

    Pensi che prima o poi la carta stampata morirà, una volta che saremo completamente wired?
    Assolutamente no! Credo piuttosto ad un’integrazione delle due realtà. La carta stampata non potrebbe oramai più sopravvivere senza Internet e viceversa.
    Da recenti studi è emerso, infatti, che leggere su un video è meno rilassante che sulla carta. Inoltre, il formato cartaceo ha una risoluzione migliore rispetto al monitor di un computer. Sono convinta che il giornalismo sarà sempre più orientato verso la notizia-approfondimento, ovvero alla notizia pubblicata sul cartaceo che rimanda ad un eventuale approfondimento sul Web. Un esempio lo possiamo già vedere sul sito di “la Repubblica” (www.repubblica.it).

    Secondo te perché la Tv snobba Internet?
    E’ vero, purtroppo non si è ancora compreso che la televisione svolge un ruolo di mediazione molto importante e potrebbe fare da spalla ad Internet. La ragione potrebbe essere attribuita al fatto che vi è una sostanziale differenza tra i due media: la prima (TV) è unidirezionale e si rivolge alla massa, la seconda (la rete Internet) è interattiva ed individuale.
    Sono convinta, tuttavia, che in un futuro non molto lontano i due sistemi potranno integrarsi e convivere per avere il meglio dalle due piattaforme. Si parla già di WebTv, ovvero di un sistema che consente agli utenti di vedere la televisione attraverso Internet semplicemente avendo a disposizione un computer ed un modem. E si parla anche di televisione satellitare che permette all’utente il collegamento alla Rete grazie ad un decoder e ad un’antenna parabolica. Per quanto riguarda le trasmissioni televisive dedicate a Internet, in America ed in Inghilterra si sta già sperimentando quella che si chiama streetTv (Tv di strada), una derivazione da due concetti cardine che sono la community ed il personal medium, ottenuta con mezzi piuttosto semplici: una telecamera o camera web e un quartiere della città. Il risultato è uno spaccato di vita reale tra persone reali e trasmesso in TV.

    Si parla di Internet solo per demonizzarlo (pedofilia, reti che catturano i naviganti). Che cosa si può fare?
    Sarebbero necessarie maggiori campagne di informazione per sensibilizzare l’opinione pubblica: tutto ciò che accade in Internet può accadere esattamente anche nella vita reale. Non bisogna pertanto alimentare inutili paure ma divulgare una corretta cultura della Rete, mediante campagne veicolate attraverso più mezzi di comunicazione: dalla radio alla stampa, alla televisione.

    Grazia Visconti rete Uguali
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    Dols è sempre stato uno spazio per dialogare tra donne, ultimamente anche tra uomini e donne. Infatti da qualche anno alla voce delle collaboratrici si è unita anche quella degli omologhi maschi e ciò è servito e non rinchiudere le nostre conoscenze in un recinto chiuso. Quindi sotto la voce dols (la redazione di dols) troverete anche la mano e la voce degli uomini che collaborando con noi ci aiuterà a non essere autoreferenziali e ad aprire la nostra conoscenza di un mondo che è sempre più www, cioè women wide windows. I nomi delle collaboratrici e collaboratori non facenti parte della redazione sono evidenziati a fianco del titolo dell’articolo, così come il nome di colei e colui che ci ha inviato la segnalazione. La Redazione

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