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    Home»Costume e società»L’Etica della Mediazione Linguistica e Culturale
    Costume e società

    L’Etica della Mediazione Linguistica e Culturale

    Nurgül COKGEZİCİBy Nurgül COKGEZİCİ12/03/2025Updated:12/03/2025Nessun commento3 Mins Read
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    Un Ponte tra Istituzioni e Immigrati

    L’argomento dell’etica nella mediazione linguistica e culturale è tanto affascinante quanto complesso. Chi svolge questo ruolo si trova spesso in bilico tra due realtà opposte: da un lato le istituzioni, solide e strutturate, dall’altro gli immigrati, che vivono una condizione di vulnerabilità e insicurezza. Il mediatore ha quindi una doppia responsabilità: facilitare l’integrazione e l’interazione degli immigrati senza isolarli e, allo stesso tempo, tutelare i principi delle istituzioni, aiutandole a operare nel miglior modo possibile.

    Tuttavia, parlare di etica in questo contesto significa anche mettere in luce il divario di potere tra questi due mondi. Gli immigrati, spesso spaventati, temono di agire, di chiedere aiuto o di farsi valere, perché si sentono sempre in difetto. Questa percezione, che si radica nell’esperienza quotidiana di chi lascia il proprio paese per cercare una vita migliore, è qualcosa che tocca profondamente chi lavora a stretto contatto con loro.

    Un Messaggio per le Istituzioni

    L’etica della mediazione non riguarda solo i mediatori, ma deve essere un principio cardine anche per le istituzioni che si occupano di immigrazione. Questure, ospedali, consultori, prefetture, tribunali, centri di detenzione e, soprattutto, scuole devono essere consapevoli del loro ruolo nel favorire un’integrazione dignitosa e rispettosa.

    Un aspetto spesso trascurato è il contributo che l’immigrazione offre alla società. Nelle periferie delle grandi città, la maggioranza degli studenti è composta da bambini immigrati. Questo non solo garantisce continuità al sistema scolastico, ma fornisce anche lavoro agli insegnanti italiani, dato che il numero di docenti stranieri rimane ancora molto basso. Inoltre, secondo i dati ISTAT, l’immigrazione ha contribuito all’aumento del PIL, dimostrando che gli immigrati non sono un peso, ma una risorsa.

    Se le istituzioni adottassero un atteggiamento più fermo e rispettoso nei confronti degli immigrati, questi risponderebbero con la stessa umanità e dignità. Spesso si sottovaluta il potere della comunicazione non verbale: il modo in cui ci poniamo, il tono di voce, lo sguardo, possono trasmettere accoglienza o, al contrario, distanza e diffidenza.

    Interrompere il Ciclo della Frustrazione

    L’essere umano, purtroppo, ha la tendenza a sfogare la propria frustrazione su chi è più debole. Una vignetta rappresenta bene questo meccanismo: il capo urla contro il dipendente, il dipendente si sfoga sulla moglie, la moglie sgrida il figlio e il figlio se la prende con il cane. Questo ciclo distruttivo si ripete anche nella società: chi detiene il potere spesso scarica il proprio stress sugli ultimi, sugli emarginati. Ma se fossimo più consapevoli di questa dinamica, potremmo davvero fare la differenza.

    Un’Etica della Mediazione per Tutti

    L’etica della mediazione non è un tema che riguarda solo i professionisti del settore, ma deve diventare una responsabilità collettiva. Riconoscere l’altro come persona, con la sua storia, le sue difficoltà e la sua dignità, è il primo passo per costruire una società più equa e rispettosa.

    Per questo, una riflessione sull’etica della mediazione linguistica e culturale non può limitarsi ai mediatori, ma deve coinvolgere anche le istituzioni e la società nel suo complesso. Solo così sarà possibile trasformare la mediazione in un vero e proprio ponte tra culture, capace di abbattere barriere e costruire nuove opportunità per tutti.

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    Nurgül COKGEZİCİ

    Nurgul Çokgezici nasce nel 1984 in Kurdistan, nella regione dell’Anatolia. All’età di 9 anni, a seguito della diaspora curda degli anni ’90, si trasferisce in Italia, dove intraprende il suo percorso di integrazione e formazione. Completa gli studi elementari, medie e superiori in Italia, dimostrando fin da subito una forte dedizione all’inclusione. Successivamente, si laurea in Mediazione Linguistica presso l’Università UNIUMA (Umanitaria), per poi specializzarsi in Linguistica Moderna. La sua carriera accademica e professionale si distingue per una forte vocazione all’interculturalità e all’educazione inclusiva. Nurgul Çokgezici è oggi una figura poliedrica: mediatrice linguistico-culturale, psicologa, pedagogista ed educatrice socio-pedagogica. Da anni lavora nelle scuole, promuovendo progetti educativi finalizzati all’integrazione e all’inclusione. Esperienze Professionali Come mediatrice linguistico-culturale, ha collaborato con le commissioni territoriali per la protezione internazionale, operando in quasi tutte le regioni italiane. Ha inoltre svolto attività come mediatrice e interprete giurata in tribunali, prefetture, questure, ospedali e consultori, offrendo supporto a persone in situazioni di vulnerabilità.

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