La collina dei treni

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Ultimo libro di Martino Sgobba

La collina dei treni

Dalle colline si vede anche il mare, e la vita sembra poter essere diversa. Le luci che brulicano discrete là sotto sono quelle dell’entroterra barese: il litorale, la ferrovia, le mille tracce umane in cui si agitano chissà quante storie. Viste da lassù sembrano tutte così piccole.

Piccola e fragile sembra anche Marta, ragazza non più giovanissima che si porta nello spirito i segreti pesanti di un esistere che non è mai davvero sbocciato, ma rimasto ai margini, scivolato poco alla volta in un limbo di incertezza e precarietà. Forse Marta non ha mai desiderato, certo ora non desidera più, stretta da vicino dal bisogno e dalle insidie della emarginazione.

A osservare il mondo da quelle colline Marta viene portata da quelli che un disegno del destino rende suoi nuovi amici. Lorenzo un chirurgo, Paolo un sacerdote, sono uomini maturi diversi in così tante cose, ma affratellati da un percorso di vita che risale al tempo della scuola. Insieme si prendono cura di Sabino, un altro compagno di lungo corso, afflitto da fragilità psichiche. È nel cuore del loro delicato equilibrio che Marta piano piano penetra, attraverso un quotidiano traslucido di verità profonde e complesse, di umanità e delle mille possibilità di un reale difficile da afferrare. Mescolando i pensieri e dando luce nuova a ciò che era abituale e scontato, ognuno conoscerà se stesso da un punto di vista differente, in un senso interiore e pregnante, dagli esiti imprevedibili. Una storia delicatissima e acuta, che sfiora con coraggio i confini sottili di idealità e realtà, di desideri e identità.

Dalla collina dei treni si guarda il declivio di mandorli, di ulivi e il mare. Di notte, nel buio si possono scorgere treni che corrono in direzione opposta e, per pochi istanti, si sovrappongono e si confondono. I treni sono immagine simbolica della esistenza, delle sue direzioni, dei suoi incontri occasionali, delle sue possibilità. La collina dei treni è il luogo dell’anima di Lorenzo e di Paolo. Marta ne sentirà il fascino, ma eviterà di elevarla a mitologia che sostituisce la vita reale.

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