The Fabelsman

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The Fabelmans di Steven Spielberg, parla del cinema, di sé, e di tutti noi.

di Adriana Moltedo

Questa è una storia basata sull’infanzia e l’adolescenza del regista e in particolare si ispira al periodo vissuto in Arizona. 

Il film racconta la storia di Sammy Fabelmans (Gabriel LaBelle), un ragazzo cresciuto tra l’Arizona e la California tra gli anni 50 e 60, che grazie all’amore di sua madre (Michelle Williams) per la musica e il cinema, se ne appassiona anche lui.

Cos’è il cinema e a che cosa serve è la domanda del grande regista americano. Il cinema serve a esorcizzare paure. Serve a cogliere la realtà che a occhio nudo non vediamo, a manipolarla, tagliando via le parti che non ci piacciono, o raccontando storie che con la realtà non hanno niente a che vedere mettendo sullo schermo ciò che è diverso dal reale

Sammy Fabelmans filmando scopre uno sconvolgetne segreto familiare e si rifugia nella magia del cinema, che con il suo potere salvifico può aiutarlo a vedere la verità.

Folgorato dalla visione del Più grande spettacolo del mondo, scioccato dalla scena dell’incidente ferroviario tanto da doverla replicare prima, e filmare poi, a casa sua, da quel momento in avanti, Sammy non smetterà mai di filmare, girare, inventare storie e situazioni, arrangiare effetti speciali. Affinare la sua arte. E imparare cosa sia il cinema, e a cosa possa servire. È ciò che impara Sammy Fabelmans (che è quasi fableman, l’uomo della fiaba).

Da quel momento in avanti, Sammy non smetterà mai di filmare, girare, inventare storie e situazioni, arrangiare effetti speciali. Affinare la sua arte. E imparare cosa sia il cinema, e a cosa possa servire.

L’ha imparato Sammy, quindi l’ha imparato Steven Spielberg.

E’ emozione, dramma e commedia, racconto di formazione, è  manipolazione.

Formidabile l’inquadratura quasi subliminale in cui Sam si vede, si immagina, in uno specchio mentre filma la scena in cui i genitori annunciano il loro divorzio ai figli. 

Al centro del film razionalità e sentimento. Scienza e arte. Distanza e partecipazione. Padre e madre. 

Protagonisti principali del film sono  sua madre (Michelle Williams), Paul Dano, che interpreta Burt, il padre di Sammy e Seth Rogen, un amico della famiglia.h

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Adriana Moltedo

Giornalista, esperta di Comunicazione politico-istituzionale per le Pari Opportunità, esperta di cinematografia con studi al CSC Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.Curatrice editoriale.

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