VULÌA (Voglia)

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Tutto quello che ho fatto per amore, l’ho voluto.

di Maria Tinto

Quando la vita sembra procedere seguendo una logica ordinaria, in cui si susseguono eventi di straordinaria normalità, accade allora l’imprevisto, un imprevisto imprevedibile, appunto, che, seguendo una convergenza parallela, sconvolge ciò che si era preordinato. Ed è allora che la vita si scompagina in tutte le sue pieghe. 

Un inatteso incontro. 

La scoperta di una nuova realtà. Un crocevia di mondi possibili che si snodano  attraverso il racconto di una storia impercettibile, incomprensibile, fino a sembrare irreale. 

Tutto accade seguendo un ancestrale impulso dei sensi. 

Vulìa è la voglia, la smania che qui si scompagina e si congiunge al desiderio di un sé che rimane in ascolto, in attesa di un tempo che arriva e che riparte senza ricongiungersi mai all’altro.

Vulìa è l’abbraccio vibrante della pelle, nell’intreccio soave dei corpi, inebriati dalla luce, nell’attesa del soffuso riposo.

Vulìa è sogno, dove l’altro diviene un’entità che si fa essenza di purezza e di luce, che si inerpica lungo il voluttuoso incedere dei sensi, senza divenire mai reale.

Vulìa è lo scoprirsi, raggiungendo la profondità dell’anima, passando per la superficie della pelle. 

Vulìa è il perfetto equilibrio tra forma e dimensione, tra spazio e tempo, un tempo  interiore, interno, privato, dove vive e prende forma tutto ciò che ci ostiniamo a chiamare Amore.

Le parole sono scandite dai ritmi pulsanti della passione. Momenti che si raccontano e si annodano in un districarsi di emozioni, che in un istante si sciolgono e si sostanziano nell’attesa dell’altro. Le sottili trame psicologiche che disvela il romanzo, si scoprono  attraverso le dinamiche sentimentali, vissute  in maniera differente nell’uomo e nella donna, con la complicità del desiderio, del tradimento, della passione, dell’amore, della sensualità.

Conoscersi e riconoscersi nella suadente esplosione di sensualità simile a minuscole particelle di vita, che in essa si congiungono e trovano armonia.

Sensualità che si scioglie nel desiderio affannoso di appartenere a una storia di sensazioni impalpabili, quanto tangibili, che germogliano lungo il sentiero dell’intima sessualità femminile, a cui si accompagna l’attraente voce di un maschile fatto di impeti e di quieti bagliori.

Vulìa è un modo di amare incondizionato, che non chiede altro per esistere, che dissolversi nell’altro.

Un diario straziante e voluttuoso, epigrafe dei giorni dell’Amore. 

Vulìa entra nella stanza del cuore e si scompone di fantasie, sogni inesplorati e sordi che vagano tra le pieghe del tempo. 

Vulìa è la femminilità di cui ogni donna necessita per aprirsi alla vita. Insieme a quel viaggio che l’Amore riesce a compiere senza rumore, dove, nel silenzio di un’assordante poesia, trova la sua luce e si schiude al mondo.

Amore arguto e sagace, quanto narciso e fragile, che riesce a far germogliare una femminilità ignara, sopita, inesplorata.

Vulìa è la voglia di ritrovarsi in un’altra storia, per rivelare il senso di sé. 

Una figlia e una madre, due destini che si ritrovano tra le pagine piene e le pagine vuote di un amore, una storia che non chiede al destino più di quanto possa ricevere.

Una storia che rivela “la virtù e la saggezza, il piede a terra e il passo lungo” con cui cerchiamo di affrontare la vita.

Due donne allo specchio che a tratti si fondono nella stessa anima femminile, e mentre riflettono le parti nascoste di sé, si donano la capacità di superare se stesse.

Vulìa non chiede, ma non aspetta.

 

maria-tinto-fotoAutrice : Maria Tinto è Psicologa Clinica e Psicoterapeuta a indirizzo Breve Strategico, Nardone model’s. E’ laureata con lode e iscritta all’albo degli Psicologi del Lazio.

Si specializza nei disturbi della Sessualità presso l’Università di Pisa.

Esperta in Psicologia del trauma, Educatrice Professionale socio-pedagogica e Giornalista. Attualmente è psicoterapeuta ufficiale del Centro di Terapia Strategica di Arezzo, svolge la sua attività di Psicoterapeuta presso gli studi di Roma e Caserta. 

Si occupa di ricerca nell’ambito delle dinamiche disfunzionali sia della famiglia che della coppia. Appassionata di scrittura e di poesia. Pubblica due libri di poesie, nel 1989 “Come un volo di gabbiani”, nel 2006 “Emozioni intumescenti”. 

Poeta e saggista, nel 2017 vince il Premio letterario Autori Italiani con il saggio “I bambini non nascono cattivi”, opera sull’infanzia e le difficoltà dei genitori con i figli minori.

Nel 2020 scrive il manuale “Coronavirus: strategie per fronteggiare le insidie psicologiche” Edizione Ale.Mar e pubblica l’opera “Il genitore strategico – Vincere le sfide con i figli senza combattere CSA Editrice – 2020, saggio sull’adolescenza e le problematiche evolutive riferite al periodo della vita adolescenziale.

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Dols è sempre stato uno spazio per dialogare tra donne, ultimamente anche tra uomini e donne. Infatti da qualche anno alla voce delle collaboratrici si è unita anche quella degli omologhi maschi e ciò è servito e non rinchiudere le nostre conoscenze in un recinto chiuso. Quindi sotto la voce dols (la redazione di dols) troverete anche la mano e la voce degli uomini che collaborando con noi ci aiuterà a non essere autoreferenziali e ad aprire la nostra conoscenza di un mondo che è sempre più www, cioè women wide windows. I nomi delle collaboratrici e collaboratori non facenti parte della redazione sono evidenziati a fianco del titolo dell’articolo, così come il nome di colei e colui che ci ha inviato la segnalazione. La Redazione

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