Fine della pace ecologica

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Gettare guanti e mascherine anti-Covid 19 non solo inquina il nostro Pianeta ma può contribuire a diffondere il virus. La denuncia è dell’associazione Plastic Free che in questi giorni ha documentato, fotografando, guanti e mascherine gettati a terra, fuori dalle attività commerciali, sui marciapiedi, dietro automobili parcheggiate.

Guanti e mascherine, un brand al tempo del covid 19.

di Marina Borghetti

Quanti milioni ne abbiamo consumati in questi 3 mesi? Impossibile saperlo, sono andati a ruba, introvabili o spesso con prezzi da mercato nero. Materiale sintetico in quantità incredibili che si è aggiunto al tema drammatico dei rifiuti ormai dimenticato, con la particolarità che guanti e mascherine son stati gettati con nonchalance non nei cestini o in cassonetti, ma ovunque, senza differenziata e senza scrupoli, poiché trattandosi di rifiuti speciali sono potenzialmente contagiosi.

A guanti e mascherine aggiungiamo le tute in non tessuto usate ampiamente e non solo da sanitari, copriscarpe e cuffie. Nuove disposizioni prevedono asciugamani usa e getta da parrucchieri ed estetisti e mille altre cose che richiedono elenchi chilometrici. E rifiuti su rifiuti.
In questo periodo in cui l’ unico tema dominante era solo ed esclusivamente il coronavirus come se al mondo non esistesse altro, abbiamo applaudito a quella parvenza di territorio immacolato, con meno inquinamento e più animali. Era solo un miraggio, tutto sta tornando come prima, ed anche l’eccesso di animali, con opportuni decreti e delibere, verrà eliminato, come succede da sempre quando gli animali infastidiscono l’ambiente urbano.
A guanti e mascherine dobbiamo aggiungere che abbiamo ammorbato la salute con disinfettanti usati largamente in ogni luogo, pubblico e privato, sulle strade e sulla vegetazione. Un eccesso spaventoso che ha visto il Niguarda ancora a fine marzo dichiarare un aumento di intossicazioni da disinfettanti per un 65% di adulti e 135% per bambini.

Che cosa abbiamo imparato in termini ambientali da questo lockdown? Molto poco. Aneliamo e giustamente, un rapido ritorno alla vita di sempre, forse qualche riflessione si farà strada, ma per un reale cambiamento, una presa di posizione innovativa, ci vuol ben altro.
E guanti e mascherine continueranno a vagare sul pianeta, in terra e in mare, nella pancia di delfini o di merli, perpretando un modus operandi vergognoso e senza fine che non vogliamo proprio cambiare.
Cambiare stanca.

Marina Borghetti
Pres. Ass. Un pane per tutti

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