Giro-Girotondo

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Il gioco come esperienza di relazioni positive in un albo patrocinato Amnesty International

Di Cristina Obber e Silvia Vinciguerra

«Ops! Michele si rialza e riapartiamo. Un po’ più lenti»

«Nel tempo che ci vuole».

Inizia con un girotondo nel cortile della scuola il racconto di Giorgia e Giorgio, che insieme ai loro amici si ritrovano intorno a un ulivo secolare. Come le farfalle che svolazzano loro intorno, ognuno porta con sè una differenza, fisica o attitudinale. Quando Michele, che ha un problema ad una gamba, cade, il girotondo riprende, ma più lentamente, perché ciò che conta non è farlo di corsa, ma farlo insieme, rispettando i tempi di tutti.

Il progetto, rivolto ai bambini dai tre anni in su, è scritto e ideato da Cristina Obber, illustrato da Silvia Vinciguerra e pubblicato da Settenove edizioni con il patrocino di Amnesty International.

I nomi dei personaggi prendono spunto da reali vittime di bullismo, in Italia e all’estero. Alcune sono riuscite a superare quella sofferenza e a raccontare al mondo la loro rinascita, altre no e si sono tolte la vita; come Carolina, che era una ragazza leader anche nello sport o come Michele, vessato dai compagni di scuola per le sue difficoltà motorie. I nomi sono importanti, spesso spariscono dalle cronache in espressioni generiche, un 17enne, una bambina di 9 anni. I nomi rivendicano l’esistenza e il dolore. C’è un omaggio a Mariam, uccisa in Inghilterra per razzismo, da un branco di bulle.

Il girotondo intorno all’ulivo secolare, simbolo di pace e di memoria, propone una situazione di empatia e accoglienza reciproca, di relazione gioiosa. Perché se sappiamo venirci incontro, siamo tutti più felici

girotondoDi seguito la motivazione a supporto del patrocinio di Amnesty International:

«Amnesty International Italia sostiene Giro Girotondo per la sua capacità di celebrare, con tenerezza e umorismo, i temi della diversità, dell’empatia e dell’inclusione. Le parole di Cristina Obber accompagnate dalle bellissime illustrazioni di Silvia Vinciguerra riescono a mettere in luce i valori fondamentali dei diritti umani come il rispetto delle diversità, l’amicizia e la cooperazione, incoraggiando i più piccoli a essere orgogliosi di come sono, ognuno unico e speciale con le proprie caratteristiche e abilità»

Giro Girotondo sarà presentato in Senato, negli spazi della Sala Nassirya, il 24 settembre alle 14,00, con la partecipazione della senatrice Valeria Fedeli, Cristina Obber, Monica Martinelli, Giulia Groppi e Francesca Cesarotti (Amnesty International Italia).

Cristina Obber.

Scrittrice e giornalista è tra le fondatrici della Rete per i diritti Rebel Network.

Ha pubblicato tra gli altri: Primi baci (AF editore), Siria mon amour e L’altra parte di me (Piemme).

Si occupa di formazione nelle scuole e nelle aziende su stereotipi di genere e violenza digitale.

È presente su «Lettera Donna» di Elle e su «La 27esima ora» del Corriere della Sera.

Silvia Vinciguerra. È diplomata in Illustrazione per l’editoria all’Accademia di Belle Arti di Bologna Ha partecipato a numerose mostre collettive. Ha scritto e disegnato Storia di Perceval (Biblioteca dei Leoni), W i nonni (Settenove).

Giro Girotondo è l’ultimo libro di Settenove, casa editrice nata nel 2013 dedicata alla prevenzione della discriminazione e della violenza di genere attraverso albi illustrati, saggistica, narrativa e percorsi scolastici.

Il libro segue la pubblicazione di W i nonni, uscito a fine 2017, delle medesime autrici, sul tema della Cura.

Informazioni e contatti: info@settenove.it, stampa@settenove.it, 0721 787699 | 3333246535, www.settenove.it

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Dols

Dols è sempre stato uno spazio per dialogare tra donne, ultimamente anche tra uomini e donne. Infatti da qualche anno alla voce delle collaboratrici si è unita anche quella degli omologhi maschi e ciò è servito e non rinchiudere le nostre conoscenze in un recinto chiuso. Quindi sotto la voce dols (la redazione di dols) troverete anche la mano e la voce degli uomini che collaborando con noi ci aiuterà a non essere autoreferenziali e ad aprire la nostra conoscenza di un mondo che è sempre più www, cioè women wide windows. I nomi delle collaboratrici e collaboratori non facenti parte della redazione sono evidenziati a fianco del titolo dell’articolo, così come il nome di colei e colui che ci ha inviato la segnalazione. La Redazione

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